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Ordinanza

Ordinanza n. 612/2026 - Catania, Sezione 2

per l’annullamento - della determinazione dirigenziale n. 700 in data 22 luglio 2025 con cui il Comune di Piraino ha disposto l’acquisizione al patrimonio comunale dei terreni siti in Gliaca di Piraino (foglio 3, part. 773, 774, 775, 776 e 543); - di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale e, in particolare, della delibera di Giunta Municipale n. 164 del 6 settembre 2016.

Giustizia amministrativa202502228

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Catania, Sez. IIOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: determinazione dirigenziale di acquisizione al patrimonio comunale di terreni e, ove occorra, deliberazione comunale di decadenza dell'assegnataria e incameramento dei terreni

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La curatela fallimentare, autorizzata dal giudice delegato, ha impugnato la determinazione dirigenziale con cui il Comune ha disposto l'acquisizione al patrimonio comunale di alcuni terreni siti in Gliaca di Piraino, nonché, ove occorra, la precedente deliberazione di Giunta municipale che aveva dichiarato decaduta l'assegnataria e deliberato l'incameramento dei terreni. È stato chiesto anche l'accertamento del diritto della curatela a liquidare i terreni in sede fallimentare, liberi da vincoli, pesi o pretese derivanti dall'atto impugnato. Dopo la costituzione del Comune, quest'ultimo ha depositato il verbale di immissione in possesso dei terreni, formato in esecuzione della determinazione impugnata. La curatela ha chiesto il rinvio della discussione per poter proporre motivi aggiunti contro tale verbale, mentre il Comune si è opposto sostenendo che il verbale fosse privo di valore provvedimentale.

La decisione

Il Collegio ha disposto il rinvio della trattazione alla pubblica udienza del 10 settembre 2026. Ha ritenuto sussistenti i presupposti per il rinvio ai sensi dell'art. 43 c.p.a., in considerazione della necessità di garantire il diritto di difesa della parte interessata ai sensi dell'art. 73 c.p.a., senza definire la natura provvedimentale del verbale di immissione in possesso né pronunciarsi sulla legittimità della determinazione di acquisizione, sulla deliberazione presupposta o sulla domanda di accertamento.

Norme richiamate

  • art. 43 c.p.a.

    Consente la proposizione di motivi aggiunti; nel caso concreto è richiamato quale presupposto processuale per consentire alla curatela di valutare e proporre motivi aggiunti avverso il verbale depositato dal Comune.

  • art. 73 c.p.a.

    Impone di garantire il diritto di difesa in relazione agli atti acquisiti o depositati nel processo; tale esigenza ha giustificato il rinvio della discussione.

Massime di principio

  • Quando, prima della discussione, l'amministrazione deposita un atto collegato all'oggetto del giudizio e la parte dichiara di volerlo impugnare con motivi aggiunti, il giudice può rinviare la trattazione per assicurare un effettivo esercizio del diritto di difesa, ai sensi degli artt. 43 e 73 c.p.a.
  • Il rinvio disposto per consentire la proposizione di motivi aggiunti ha natura interlocutoria e non implica alcuna decisione sulla legittimità dell'atto impugnato, sulla qualificazione giuridica dell'atto sopravvenuto o sulle domande sostanziali dedotte in giudizio.

Come è indicizzato

MaterieMotivi aggiunti e ricorso incidentaleDecisione e riti speciali
RamiProcesso amministrativo
IstitutiPartecipazione procedimentale

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