Sentenza n. 762/2026 - Catanzaro, Sezione 2
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Silenzio serbato sull’istanza di autorizzazione all’installazione, a spese del richiedente, di dissuasori di sosta davanti all’immobile
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietario)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha dedotto l’illegittimità dell’inerzia del Comune rispetto all’istanza presentata il 19 giugno 2024, con la quale chiedeva l’autorizzazione ad apporre dissuasori di sosta sul tratto stradale antistante il proprio immobile. Secondo la prospettazione, la sosta dei veicoli in aderenza alla facciata impediva il transito pedonale sicuro, restringeva la carreggiata a meno di tre metri, ostacolava l’accesso dei disabili al locale commerciale e impediva l’uscita dal giardino privato. Il ricorrente richiamava inoltre il precedente rilascio di analoga autorizzazione per la porzione contigua del fabbricato e lamentava che, nonostante un sollecito, il Comune non avesse adottato alcun provvedimento espresso. Ha chiesto l’accertamento dell’illegittimità del silenzio, l’accertamento della fondatezza della pretesa con conseguente obbligo di autorizzare l’installazione dei dissuasori e la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia.
La decisione
Il TAR ha ritenuto tempestivo il ricorso, rilevando che il silenzio-inadempimento si era perfezionato il 19 luglio 2024 e che il termine annuale previsto dall’art. 31, comma 2, c.p.a. scadeva, con proroga per il giorno festivo, il 21 luglio 2025, data della notificazione. Nel merito, ha accertato l’illegittimità del silenzio, poiché il Comune non aveva riscontrato l’istanza con un provvedimento espresso. L’obbligo di provvedere sussisteva in ragione dell’interesse qualificato e differenziato del proprietario, collegato alla fruibilità dell’immobile e alle modalità di sosta sulla strada antistante, nonché dei doveri di correttezza e buona amministrazione. Il giudice ha però respinto la domanda diretta a ottenere l’accertamento della fondatezza della pretesa: la decisione sull’installazione dei dissuasori non è vincolata, ma richiede una valutazione tecnico-discrezionale e una ponderazione tra sicurezza stradale, fluidità del traffico, diritti dei residenti e degli esercenti. È stata altresì respinta, allo stato, la richiesta di nomina del commissario ad acta, fatta salva la possibilità di sollecitarla in caso di persistente inadempimento. Il Comune è stato ordinato di concludere il procedimento con un provvedimento espresso e motivato entro 30 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza ed è stato condannato alle spese di lite, liquidate in 2.000 euro oltre accessori e rimborso del contributo unificato.
Norme richiamate
art. 31, comma 2, c.p.a.
Il ricorso avverso il silenzio è stato ritenuto tempestivo perché proposto entro un anno dalla formazione del silenzio-inadempimento, computando la proroga del termine scadente in giorno festivo.
art. 31, comma 3, c.p.a.
la pronuncia sul merito dell’istanza è consentita solo in presenza di attività amministrativa interamente vincolata
Il giudice può pronunciarsi sulla fondatezza della pretesa sostanziale soltanto quando l’attività amministrativa sia interamente vincolata; non può farlo quando la decisione richieda valutazioni tecnico-discrezionali e ponderazione di interessi.
art. 52, commi 3 e 5, c.p.a.
proroga di diritto al lunedì successivo
Il termine processuale scadente di sabato è stato prorogato al primo giorno non festivo successivo.
Massime di principio
- L’obbligo della pubblica amministrazione di provvedere su un’istanza non sussiste soltanto nei casi in cui la legge preveda espressamente la presentazione dell’istanza, ma anche quando, in relazione ai doveri di correttezza e buona amministrazione, il privato abbia un interesse qualificato e differenziato e una legittima aspettativa a conoscere il contenuto e le ragioni della determinazione amministrativa.
- La proprietà di un immobile la cui fruibilità sia concretamente incisa dalle modalità di utilizzo della strada antistante integra un interesse qualificato e differenziato idoneo a fondare l’obbligo del Comune di esaminare e definire espressamente l’istanza relativa alla regolazione della sosta.
- Nel giudizio avverso il silenzio, l’accertamento della fondatezza della pretesa sostanziale è possibile soltanto quando l’attività amministrativa sia interamente vincolata; esso non è consentito quando la decisione richieda una valutazione tecnico-discrezionale e il contemperamento di interessi pubblici e privati.
- La scelta comunale di autorizzare l’installazione di dissuasori di sosta implica una valutazione tecnico-discrezionale concernente, tra l’altro, la sicurezza stradale, la fluidità del traffico e le esigenze di residenti ed esercenti; pertanto il giudice può imporre all’amministrazione di provvedere, ma non sostituirsi ad essa nella decisione sostanziale.
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