Cassazione Penale, Sentenza n. 6271/2025 del 17/02/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'Appello di Messina che aveva confermato la confisca di due manufatti: dedotta violazione di legge e vizio di motivazione. Il ricorrente sosteneva che la confisca fosse stata esclusa dal patto di patteggiamento o comunque non motivata; che dalle foto risultava la vetustà degli immobili e quindi l'impossibilità che fossero stati abusivamente costruiti dall'imputato; che non poteva esservi reato di maltrattamento ex art. 544-ter c.p. perché non era stato sequestrato alcun animale; inoltre si è eccepita l'appartenenza dei beni a terzi.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende. La decisione si fonda sul rilievo che il motivo è meramente reiterativo delle stesse doglianze già formulate in appello e non contrasta in modo argomentato il percorso motivazionale della Corte territoriale. La Corte ha ritenuto corretta la valutazione della Corte d'Appello secondo cui la confisca dei manufatti era legittima in quanto facoltativa e fondata sul nesso di strumentalità tra i locali (adibiti a stalle) e il reato di maltrattamento di animali; ha inoltre escluso la legittimazione del ricorrente a dedurre l'appartenenza a terzi dei beni in assenza di interesse concreto all'impugnazione. È richiamata anche la giurisprudenza che ammette il ricorso per cassazione contro statuizioni su misure non pattuite tra le parti quando manchi la motivazione.
Norme richiamate
art. 444 cod. proc. pen.
Riferimento alla sentenza di applicazione della pena mediante patteggiamento che ha originariamente disposto la confisca
art. 256 d.lgs. n. 152/2006
Norma richiamata in relazione a uno dei reati contestati (in materia ambientale) per i quali era stata applicata la pena
artt. 81 cod. pen. e 44 lett. b) D.P.R. n. 380/2001
Riferimento alle norme sul concorso di persone e alla disciplina edilizia connessa ai reati contestati
artt. 93 e 94 D.P.R. n. 380/2001
Richiamate in relazione a reati urbanistici/edilizi
artt. 624 e 625 cod. pen.
Norme relative ai furti e rapine, indicate tra i capi per i quali era stata applicata la pena
art. 544-ter cod. pen.
Norma sul maltrattamento di animali; la Corte ha ritenuto che il nesso di strumentalità tra i manufatti adibiti a stalle e il reato fosse accertato, legittimando la confisca facoltativa
artt. 448, comma 2, e 593 cod. proc. pen.
Richiamati per spiegare l'irritualità dell'appello verso sentenza di patteggiamento non appellabile, evidenziando limiti dell'esercizio del potere di impugnazione
art. 568, comma 4, cod. proc. pen.
Riferimento al principio secondo cui per proporre impugnazione è necessario avere interesse concreto (utilità pratica derivante dall'impugnazione)
art. 616 cod. proc. pen.
Norma richiamata per la condanna alle spese processuali e alla somma a favore della cassa delle ammende a seguito della dichiarazione di inammissibilità
Massime di principio
- La confisca disposta in sentenza di patteggiamento è possibile ma, se non è oggetto del patto, la decisione deve essere motivata: la Cassazione può essere investita per vizio di motivazione su quelle statuizioni non pattuite
- La confisca facoltativa è legittima quando sussiste un nesso di strumentalità fra il bene e il reato; il giudice deve motivare concretamente tale nesso (es. condizioni dei locali che hanno agevolato il maltrattamento)
- Le censure meramente reiterative della motivazione già svolta in sede di merito e non confrontate con il percorso argomentativo dei giudici sono spesso dichiarate inammissibili
- Per impugnare una decisione è necessario avere interesse concreto: chi non dimostra utilità pratica dall'accoglimento dell'impugnazione può essere ritenuto privo di legittimazione a dedurre questioni sulla titolarità dei beni
- La mancanza di sequestro di animali non esclude automaticamente il reato di maltrattamento se il giudice valuta l'idoneità dei locali e le condizioni in cui gli animali venivano tenuti; tuttavia il ricorso deve proporre elementi nuovi o un serio contrasto giuridico per superare la valutazione del merito
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