Cassazione Penale, Sentenza n. 10071/2025 del 13/03/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Zora era stato condannato per il reato di evasione (art. 385 c.p.) con rito abbreviato richiesto dopo giudizio direttissimo; ha impugnato la sentenza della Corte d'appello deducendo: 1) errata valutazione dell'eccezione di incompetenza per territorio (preliminare); 2) eccessiva o incongrua determinazione della pena; 3) omissione nel non affrontare la richiesta di concessione della sospensione condizionale della pena.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per essere manifestamente infondato e generico. Sulla questione preliminare ha confermato che la richiesta e l'ammissione del rito abbreviato, ai sensi dell'art. 438 comma 6-bis e dell'art. 452 comma 2 c.p.p., precludono la rinnovazione dell'eccezione di incompetenza per territorio una volta scelto l'abbreviato. Sui motivi relativi alla pena e alla sospensione condizionale ha ritenuto la motivazione della Corte d'appello sufficiente: la tendenza recidivante dell'imputato e la violazione del permesso di detenzione giustificano la mancata concessione della sospensione e la congruità della pena. Ha altresì condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 385 cod. pen.
Norma che disciplina il reato di evasione; indicato come titolo di reato per cui l'imputato è stato condannato.
art. 450 cod. proc. pen. (giudizio per direttissima)
Richiamato per ricostruire la vicenda processuale: l'arresto in flagranza e il giudizio per direttissima successivamente al quale è stato richiesto il rito abbreviato.
art. 438 comma 6-bis cod. proc. pen.
Stabilisce la preclusione di questioni sulla competenza per territorio dopo la richiesta del rito abbreviato; la Corte ha interpretato che la preclusione si applica anche quando l'abbreviato è richiesto in sede di giudizio direttissimo.
art. 452 comma 2 cod. proc. pen.
Collega le disposizioni relative al giudizio direttissimo con la possibilità di richiedere il rito abbreviato; la Corte ha ritenuto che il meccanismo garantisca comunque il diritto di difesa purché l'eccezione di incompetenza sia sollevata prima della scelta dell'abbreviato.
art. 616 cod. proc. pen.
Norma che disciplina le conseguenze economiche a carico del ricorrente in caso di inammissibilità del ricorso; applicata per condannare Zora al pagamento delle spese e alla somma per la Cassa delle ammende.
Corte Costituzionale, sent. n. 186 del 13 giugno 2000
sent. n. 186 del 13 giugno 2000
Citata in relazione al principio che, nella determinazione dell'ammontare a carico del ricorrente, va valutata l'eventuale assenza di colpa nella causa di inammissibilità; nel caso non è stata riconosciuta assenza di colpa.
Massime di principio
- La richiesta e l'ammissione del rito abbreviato precludono, salvo che siano state tempestivamente sollevate prima della scelta dell'abbreviato, eccezioni sulla competenza per territorio: in pratica l'incompetenza territoriale va proposta e decisa prima di optare per l'abbreviato.
- Nel giudizio direttissimo chiesto ai sensi dell'art. 450 c.p.p. l'imputato conserva la possibilità di chiedere termini e sollevare eccezioni (compresa l'incompetenza territoriale) nel corso della fase dibattimentale; solo dopo la decisione su tali questioni può eventualmente richiedere il rito abbreviato.
- Per valutare la concessione della sospensione condizionale della pena e la modulazione della pena, i giudici tengono conto della tendenza recidivante dell'imputato e delle modalità della condotta (es. violazione di permessi e permanenza 'in libertà' non autorizzata), elementi che possono ostare a benefici e riduzioni.
- I motivi di cassazione devono essere specifici e motivati: censure generiche o manifestamente infondate rendono il ricorso inammissibile e comportano conseguenze economiche (spese e somme alla Cassa delle ammende).
- Chi intenda preservare contestazioni di natura processuale (es. competenza) in presenza di un possibile giudizio abbreviato deve sollevarle tempestivamente e non dopo aver richiesto l'abbreviato, per evitare la preclusione delle medesime.
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