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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25772/2025 del 14/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza del Tribunale di Napoli che aveva rigettato l'incidente di esecuzione proposto da loro in qualità di terzi interessati rispetto alla confisca di prevenzione divenuta definitiva applicata a Salvatore Zazo e gravante su un immobile formalmente intestato ai ricorrenti per quota ereditaria. Hanno dedotto violazione dell'art. 24 Cost. e dell'art. 6 Cedu sostenendo che, nonostante l'intestazione formale, non sarebbe stata loro data la possibilità di partecipare al giudizio di prevenzione di primo grado e che, quindi, la confisca non sarebbe opponibile nei loro confronti.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi. Ha ritenuto che l'incidente di esecuzione possa essere attivato solo dal terzo che non abbia preso parte al giudizio sulla confisca; invece dai documenti è emerso che i ricorrenti erano stati citati nel giudizio di prevenzione (sebbene solo in grado d'appello) e non hanno proposto alcun rimedio avverso la decisione di conferma della confisca, la quale è perciò divenuta definitiva anche rispetto alle loro posizioni. Di conseguenza l'incidente è inammissibile e l'impugnazione del provvedimento incidentale è destituita di fondamento. I ricorrenti sono condannati alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 24 Cost.

    Richiamata a fondamento del diritto di difesa; la Corte valuta la partecipazione del terzo al procedimento di prevenzione in rapporto al rispetto del diritto di difesa

  • art. 6 Cedu

    Richiamata quale parametro di giudizio sul diritto a un equo processo; la Corte ritiene che la mancata impugnazione della decisione da parte del terzo citato comporti la definitività del provvedimento e quindi l'assenza di violazione riconoscibile tramite incidente

  • art. 616 comma 1 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alle consequenze processuali della declaratoria di inammissibilità (esiti e pronunce conseguenti), ossia l'applicazione delle sanzioni processuali e condanna alle spese

Massime di principio

  • L'incidente di esecuzione volto a contestare la definitività di una confisca è proponibile solo dal terzo che non ha partecipato al giudizio di prevenzione: la partecipazione ancorché in appello può precludere l'incidente.
  • Se un terzo è stato regolarmente citato nel giudizio (anche solo in grado d'appello) e non ha impugnato la decisione che conferma la confisca, la decisione diventa definitiva anche nei suoi confronti e non può più essere messa in discussione tramite incidente di esecuzione.
  • Per evitare la perdita della possibilità di tutela il terzo che si ritiene pregiudicato dalla confisca deve tempestivamente verificare se è stato validamente chiamato in causa e, se necessario, proporre i rimedi ordinari (es. appello) entro i termini previsti.
  • La mera titolarità formale del bene non è sufficiente a invalidare la confisca se il titolare è stato coinvolto nel processo e non ha esercitato i rimedi: le questioni circa la titolarità e la legittimazione vanno sollevate e impugnate nella fase processuale utile.
  • L'inammissibilità dell'impugnazione comporta spesso condanna alle spese e sanzioni (es. somme a favore della cassa delle ammende), per cui è importante valutare preventivamente la fondatezza e l'ammissibilità del ricorso prima di proporlo.

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