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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16357/2024 del 18/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Spada impugnava la conferma della condanna per il reato di cui agli artt. 646 e 61 n.11 c.p., deducendo: 1) violazione del diritto di difesa per trattazione cartolare che avrebbe impedito l'esame dell'imputato e la resa di dichiarazioni spontanee; 2) vizio per mancata rinnovazione dell'istruttoria e mancata pronuncia sulla richiesta di rendere spontanee dichiarazioni; 3) carenza di motivazione sulla attendibilità della persona offesa, insufficiente prova del dolo e possibile qualificazione dei fatti come inadempimento contrattuale; 4) vizio sulla determinazione del tempo del fatto con conseguente prescrizione; 5) mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e illegittima subordinazione della sospensione condizionale della pena al pagamento della provvisionale, atteso lo stato di bisogno dell'imputato. Sono altresì pervenuti motivi aggiunti e memorie.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul punto della trattazione cartolare e della mancata udienza in presenza la Corte ha rilevato che non era stata prodotta dall'imponente alcuna istanza prevista dall'art. 598-bis c.p.p. e che la rinnovazione dell'istruttoria in appello è istituto eccezionale; le doglianze sono state ritenute manifestamente infondate o generiche/aspecifiche perché non confrontate con la motivazione del giudice di merito. Sulla prescrizione la Corte territoriale aveva adeguatamente motivato l'avvio della prescrizione dal termine ultimo concesso per adempiere (7/8/2017). Quanto alla sospensione condizionale subordinata al risarcimento, la Suprema Corte ha seguito un orientamento intermedio: il giudice non è obbligato a un accertamento preventivo ex novo delle condizioni economiche, ma deve effettuare un apprezzamento motivato se emergono elementi che facciano dubitare della capacità di adempiere o se tali elementi sono allegati dalla parte; nel caso di specie non erano emersi elementi concreti sulla inesigibilità. Per l'inammissibilità del ricorso è stata imposta la condanna alle spese e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., al pagamento alla Cassa delle ammende di Euro 3.000.

Norme richiamate

  • art. 646 cod. pen.

    Norma sostanziale oggetto della condanna per indebita appropriazione; la Corte ha confermato la qualificazione del fatto secondo la motivazione di merito

  • art. 61 n. 11 cod. pen.

    Circostanza aggravante richiamata nella motivazione della condanna; confermata dai giudici di merito

  • art. 606, comma 1, lett. b), c), e) cod. proc. pen.

    comma 1, lett. b), c), e)

    Norme che individuano i motivi di ricorso per cassazione (vizi motivazionali e violazioni di norme processuali). La Corte ha ritenuto i motivi b) e c) manifestamente infondati o non consentiti per genericità/aspecificità

  • art. 598-bis cod. proc. pen.

    Regola i termini e le modalità per la richiesta di trattazione in presenza nel rito cartolare; la Corte ha osservato che l'imputato non ha presentato l'istanza prevista, rendendo ininfluente la censura sulla mancanza di udienza orale

  • art. 208 cod. proc. pen.

    Norma citata in rapporto alle regole sull'assunzione di prove; menzionata in riferimento alle doglianze sulla rinnovazione dell'istruttoria

  • art. 494 cod. proc. pen.

    Norma sulle prove nel giudizio di appello; richiamata nella contestazione relativa alla rinnovazione dell'istruttoria

  • D.L. n. 137/2020

    Previsione procedurale che ha consentito il contraddittorio scritto in Cassazione; la causa è stata trattata con le modalità suindicate

  • d.lgs. n. 150/2022

    Richiamato dalla difesa come novellatore della materia processuale relativa alle modalità di trattazione in presenza, ma la Corte ha ritenuto irrilevante l'argomento in assenza dell'apposita istanza

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Consente la condanna per spese e/o ammende quando il ricorso è inammissibile; applicata per condannare il ricorrente al pagamento della somma di Euro 3.000

  • art. 3 Cost.

    Richiamato nella doglianza di eguaglianza rispetto alla subordinazione del beneficio penale a un obbligo civile inesigibile; la Corte ha richiamato la giurisprudenza che richiede valutazioni concrete e motivate per evitare violazioni del principio di uguaglianza

  • art. 27 Cost.

    Richiamato rispetto alla funzione rieducativa della pena in tema di sospensione condizionale; utilizzato nei rilievi giurisprudenziali citati dalla Corte

Massime di principio

  • Nel rito cartolare l'imputato deve formulare tempestiva e specifica istanza per la trattazione in presenza (art. 598-bis c.p.p.); in mancanza la scelta del rito cartolare è valida e le doglianze sulla mancata udienza orale sono deboli
  • La rinnovazione dell'istruttoria in appello è eccezionale: il giudice d'appello la dispone solo se ritiene di non poter decidere sulla base degli atti esistenti; la mancata rinnovazione è legittima se la Corte valuta che gli elementi probatori siano sufficienti
  • In Cassazione i motivi devono essere specifici e confrontarsi con la motivazione impugnata; censure generiche o aspecifiche sulla valutazione delle prove sono inammissibili
  • La prescrizione decorre in relazione agli elementi temporali individuati e motivati dal giudice di merito (es. dal termine ultimo concesso per adempiere); riproporre genericamente alternative temporali non rende il motivo valido
  • Sulla sospensione condizionale subordinata al risarcimento, il giudice non è sempre obbligato a un accertamento economico preventivo, ma deve motivare se emergono elementi che pongono dubbi sulla capacità di pagamento o se il condannato allega elementi concreti di impossibilità
  • Le doglianze di illegittimità costituzionale vanno esposte e motivate in modo specifico; formulazioni generiche saranno ritenute manifestamente infondate

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