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Cassazione Civile, Ordinanza n. 34624/2022 del 24/11/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia nasce dalla domanda di una professionista sanitaria diretta ad ottenere il pagamento dell'indennità di responsabile di branca per l'attività svolta nella branca di urologia in sostituzione del titolare effettivo. La Corte d'appello aveva riconosciuto il diritto solo per il periodo successivo al collocamento in quiescenza del titolare, escludendolo per il periodo precedente, in cui l'attività era stata svolta come sostituto durante l'assenza per aspettativa. La ricorrente ha censurato tale decisione denunciando violazione e falsa applicazione della delibera della Giunta regionale n. 252/2006, in relazione agli artt. 2099 c.c. e 36 Cost., sostenendo che il diniego del compenso per le prestazioni rese come sostituto avrebbe attribuito carattere gratuito alla prestazione, in contrasto con il principio di equa retribuzione.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha rilevato che le censure non si confrontavano con la ratio della sentenza impugnata, fondata sull'interpretazione della delibera regionale n. 252/2006, che riservava l'indennità al solo titolare della posizione e non al sostituto. Ha inoltre osservato che il richiamo al principio di equa retribuzione non era idoneo a scardinare tale esito, poiché la violazione dell'art. 36 Cost. è ravvisabile, secondo giurisprudenza costante, solo quando il trattamento economico sia inferiore ai minimi tabellari della contrattazione collettiva. Le spese sono state poste a carico della ricorrente, con statuizione anche sull'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 2099 c.c.

    Richiamato dalla ricorrente a sostegno del diritto a un compenso per la prestazione lavorativa; la Corte non ne fa applicazione estensiva perché la censura non coglie la ratio della decisione di merito.

  • art. 36 Cost.

    Il principio di equa retribuzione non è violato se non quando il compenso sia inferiore ai minimi tabellari fissati dalla contrattazione collettiva; nel caso concreto il parametro non è integrato.

  • delibera della Giunta regionale n. 252/2006

    Interpretata nel senso che l'indennità di responsabile di branca spetta al solo titolare della posizione e non anche al sostituto.

  • art. 380 bis c.p.c.

    Richiamato per la comunicazione della proposta del relatore e la fissazione dell'adunanza camerale.

  • art. 13, comma 1 quater, D.P.R. n. 115 del 2002

    Fondamento della statuizione sull'obbligo di versare l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di rigetto o inammissibilità.

  • art. 13, comma 1 bis, D.P.R. n. 115 del 2002

    Parametro per la determinazione dell'ulteriore importo dovuto a titolo di contributo unificato.

Massime di principio

  • Nel ricorso per cassazione la censura è inammissibile quando non si confronta con la ratio decidendi della sentenza impugnata e mira solo a riproporre una diversa lettura della disciplina applicata dal giudice di merito.
  • Il principio costituzionale di equa retribuzione non consente, di per sé, di ottenere un compenso ulteriore o diverso rispetto a quello previsto dalla disciplina collettiva o regolamentare, salvo che il trattamento economico sia inferiore ai minimi tabellari.
  • Quando una disposizione amministrativa o regionale riserva espressamente una indennità al titolare di una posizione organizzativa o funzionale, il sostituto non può pretenderla se la norma non ne prevede l'estensione.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta la condanna alle spese e, ricorrendone i presupposti, l'obbligo di versare l'ulteriore contributo unificato.

Come è indicizzato

MaterieRetribuzione e TFRRicorso per cassazione
RamiLavoroProcesso civile
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

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