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Legge

L.R. Lombardia 32/2014

Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 7 ottobre 2002, n. 20 (Contenimento della nutria (Myocastor coypus))

Normativa regionaleL.R. Lombardia 32/2014Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge aggiorna la l.r. Lombardia 20/2002, rafforzando l’obiettivo di eradicazione della nutria, ridefinendo competenze di Comuni, Province e Regione, disciplinando metodi di controllo, gestione delle carcasse, programmazione triennale dal 2015 e copertura finanziaria per il 2014. Prevede anche una disciplina transitoria fino ai nuovi piani provinciali.

Modifiche alla disciplina lombarda sul contenimento ed eradicazione della nutria

Modifiche alla disciplina lombarda sul contenimento ed eradicazione della nutria

La legge regionale Lombardia 4 dicembre 2014, n. 32 interviene sulla l.r. 7 ottobre 2002, n. 20, aggiornandone titolo, finalità, competenze amministrative, strumenti operativi e copertura finanziaria. La disciplina è riferita esclusivamente al territorio regionale lombardo e riguarda il contenimento ed eradicazione della nutria.

Finalità dell’intervento

La Regione affida alla disciplina il compito di tutelare le produzioni zoo-agro-forestali, la rete irrigua, il suolo e la salute pubblica. Il perseguimento di tali obiettivi avviene mediante l’eradicazione delle popolazioni di nutria presenti sul territorio regionale, con metodi selettivi e nel rispetto della conservazione delle comunità di vertebrati omeotermi.

Riparto di funzioni tra Comuni, Province e Regione

I Comuni sono competenti per la gestione delle problematiche legate al sovrappopolamento delle nutrie e utilizzano gli strumenti già impiegati per le specie nocive. Cooperano, anche in forma associata, ai piani provinciali di eradicazione e si attengono alle linee guida regionali. Possono inoltre autorizzare, in deroga, il sotterramento delle carcasse, sentita l’autorità competente e nel rispetto del regolamento europeo sui sottoprodotti di origine animale.

Le Province predispongono i piani di contenimento ed eradicazione, organizzano la raccolta e lo smaltimento delle carcasse e ripartiscono le risorse finanziarie secondo il monitoraggio della specie. Istituiscono anche un Tavolo provinciale di coordinamento con prefetture, comuni, associazioni agricole, associazioni venatorie, consorzi di bonifica e altri soggetti interessati, per il monitoraggio annuale degli obiettivi. Inoltre, d’intesa con i Comuni e sentiti ARPA e ASL competenti, organizzano centri di raccolta per lo stoccaggio provvisorio e il successivo conferimento a impianti autorizzati.

La Regione, a partire dal 2015, predispone entro marzo un Programma regionale triennale di eradicazione sulla base della consistenza della specie e adotta linee guida per le attività comunali, comprese quelle relative al destino delle carcasse.

Gestione e smaltimento delle carcasse

Le carcasse di nutria sono qualificate come materiale di categoria 2 ai sensi del regolamento (CE) n. 1069/2009. Possono quindi essere destinate agli usi o alle modalità di smaltimento previsti da tale regolamento, purché non vi sia sospetto di malattie trasmissibili o di residui di sostanze vietate nei termini richiamati dalla normativa europea.

Metodi di eradicazione e soggetti autorizzati

L’eradicazione avviene in ogni periodo dell’anno e su tutto il territorio regionale, anche nelle aree vietate alla caccia, secondo i piani provinciali e con metodi di controllo selettivo. Sono previsti, tra gli altri, armi comuni da sparo, armi da lancio individuale, gassificazione controllata, sterilizzazione controllata, trappolaggio con successivo abbattimento, metodi scientifici e altri sistemi selettivi individuati dalla Regione e validati da ISPRA o dal Centro di referenza nazionale per il benessere animale.

Le Province, d’intesa con i sindaci e nel rispetto delle norme di pubblica sicurezza e sanitarie, possono autorizzare all’abbattimento diretto, con adeguato coordinamento e formazione di base, polizia municipale e provinciale, agenti venatori volontari, guardie giurate, operatori della vigilanza idraulica, cacciatori e proprietari o conduttori di fondi agricoli, ove in possesso dei titoli e della copertura assicurativa previsti.

Per riserve e parchi naturali, l’eradicazione deve rispettare il regolamento dell’area protetta ed è sotto la diretta responsabilità e sorveglianza dell’ente gestore, che esegue i prelievi tramite proprio personale o soggetti appositamente autorizzati.

Programmazione, monitoraggio e riferimenti tecnici

La legge sostituisce i riferimenti all’INFS con ISPRA nelle disposizioni sul monitoraggio e sugli aspetti tecnici. Il monitoraggio annuale degli obiettivi è affidato al coordinamento provinciale, mentre la programmazione regionale triennale diventa lo strumento guida per le azioni di eradicazione dal 2015.

Norma finanziaria

Per il solo anno 2014, e in via straordinaria per consentire la prosecuzione delle misure di contenimento previste dalla disciplina antecedente alle modifiche statali richiamate, la legge quantifica in 150.000 euro le spese per l’attuazione dei piani di eradicazione e dispone la copertura con le risorse della missione 13 "Tutela della salute" – programma 7 "Ulteriori spese in materia sanitaria" del bilancio 2014.

Disciplina transitoria

Fino all’approvazione dei nuovi piani provinciali di contenimento ed eradicazione, le Province continuano ad applicare sul territorio regionale le azioni previste dai piani provinciali vigenti al 21 agosto 2014, purché compatibili con la nuova legge. Gli operatori già autorizzati o abilitati alla stessa data possono proseguire l’attività secondo i titoli in loro possesso fino alla scadenza, salvo revoca.

Entrata in vigore

La legge entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia.

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