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Sentenza

Tribunale, Sentenza T-270/22

Judgment of the General Court (First Chamber) of 6 September 2023. — Dmitry Alexandrovich Pumpyanskiy v Council of the European Union. — Common foreign and security policy – Restrictive measures in respect of actions undermining or threatening the territorial integrity, sovereignty and independence of Ukraine – Freezing of funds – Inclusion of the applicant’s name on the lists of persons, entities and bodies concerned – Error of assessment – Concept of ‘leading businessperson’ – Proportionality. — Case T-270/22

Giurisprudenza europea62022TJ0270

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il Tribunale ha respinto il ricorso di Dmitry Alexandrovich Pumpyanskiy contro le misure restrittive UE adottate nel marzo 2022. Ha ritenuto sufficientemente provato che il ricorrente fosse un "leading businessperson" operante in settori che generano entrate sostanziali per il governo russo. Ha inoltre escluso che le misure violassero in modo sproporzionato i diritti fondamentali del ricorrente, poiché sono temporanee, reversibili e giustificate dall’obiettivo di pressione politica sull’apparato statale russo.

Restrictive measures UE contro un imprenditore russo: legittimità dell’inclusione nelle liste come "leading businessperson" e proporzionalità del congelamento dei fondi

La questione giuridica

Se il Consiglio abbia commesso un errore di valutazione nell’includere il ricorrente nelle liste, in particolare qualificandolo come "leading businessperson" coinvolto in settori economici che forniscono una fonte sostanziale di entrate al governo russo; e se tale inserimento costituisca una restrizione sproporzionata dei diritti fondamentali del ricorrente, in particolare del diritto di proprietà e del diritto al rispetto della vita privata e familiare.

Principio di diritto

Il Tribunale ha confermato che il Consiglio può includere una persona nelle liste restrittive quando dispone di un insieme di elementi sufficientemente specifici, precisi e concordanti da dimostrare che essa è un "leading businessperson" coinvolto in settori economici che costituiscono una fonte sostanziale di entrate per il governo russo; non è necessario provare un controllo diretto dell’impresa né una partecipazione personale alle azioni contro l’Ucraina. La misura, pur incidendo sul diritto di proprietà e sulla vita privata e familiare, è prevista dalla legge, persegue un obiettivo di interesse generale, è reversibile e soggetta a riesame periodico, e non è manifestamente sproporzionata.

Norme richiamate

  • Articolo 263 TFUE
  • Articolo 29 TUE
  • Articolo 215 TFUE
  • Articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea
  • Articolo 52, paragrafo 1, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea
  • Articolo 17 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea
  • Articolo 7 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea
  • Decisione 2014/145/PESC
  • Regolamento (UE) n. 269/2014
  • Decisione (PESC) 2022/329
  • Regolamento (UE) 2022/330
  • Decisione (PESC) 2022/397
  • Regolamento di esecuzione (UE) 2022/396

Restrictive measures UE contro Dmitry Alexandrovich Pumpyanskiy

La pronuncia riguarda un ricorso di annullamento ex articolo 263 TFUE proposto da un imprenditore russo contro una decisione PESC e un regolamento di esecuzione che hanno inserito il suo nome nelle liste delle persone soggette a congelamento dei fondi nell’ambito delle misure restrittive connesse alla situazione in Ucraina. Il Tribunale esamina sia la fondatezza dell’inclusione nelle liste sia la dedotta lesione dei diritti fondamentali.

Fatti e procedimento principale

Il ricorrente contestava la Decisione (PESC) 2022/397 e il Regolamento di esecuzione (UE) 2022/396, adottati il 9 marzo 2022, nella parte in cui lo riguardavano. Le misure lo qualificavano, tra l’altro, come presidente del consiglio di amministrazione di PJSC Pipe Metallurgic Company (TMK) e presidente e membro del consiglio del Gruppo Sinara, ritenendo che sostenesse e traesse beneficio dalla cooperazione con autorità russe e imprese statali, nonché che fosse un "leading businessperson" in settori economici fonte di entrate sostanziali per il governo russo.

Quadro normativo rilevante

Il Tribunale richiama la Decisione 2014/145/PESC e il Regolamento (UE) n. 269/2014, entrambi modificati dalla Decisione (PESC) 2022/329 e dal Regolamento (UE) 2022/330. In particolare, vengono in rilievo i criteri di cui all’articolo 2, paragrafo 1, lettere f) e g), della Decisione 2014/145, come modificata, e le disposizioni corrispondenti del regolamento, che consentono il congelamento dei fondi di persone che sostengono o beneficiano del governo russo, ovvero di "leading businesspersons" attivi in settori che forniscono una fonte sostanziale di reddito a tale governo.

Valutazione delle prove e standard del controllo giurisdizionale

Il Tribunale ribadisce che il controllo giurisdizionale deve essere effettivo e verificare l’esistenza di una base fattuale sufficientemente solida per la misura restrittiva, alla luce dell’articolo 47 della Carta. Il Consiglio soddisfa l’onere della prova se presenta un insieme di indizi specifici, precisi e concordanti, valutati nel loro contesto; le fonti possono essere anche pubbliche e provenire da stampa, siti web o altre informazioni accessibili, purché affidabili.

Applicazione del criterio del "leading businessperson"

Il Tribunale ritiene provato che il ricorrente fosse, quantomeno fino al 9 marzo 2022, figura di vertice in TMK e nel Gruppo Sinara, società da lui fondate e attive in vari settori, tra cui petrolio, gas, trasporti, costruzioni e finanza. Evidenzia inoltre i rapporti commerciali di tali società con imprese statali come Gazprom, Rosneft e Russian Railways. Da ciò deduce che il ricorrente era un "leading businessperson" coinvolto in settori economici che costituiscono una fonte sostanziale di entrate per il governo della Federazione russa.

Irrilevanza delle dimissioni e del trasferimento delle quote

Il Tribunale respinge l’argomento secondo cui il ricorrente avrebbe lasciato le cariche e trasferito le quote poco prima dell’adozione delle misure. La legittimità dell’atto va valutata in base ai fatti e al diritto esistenti al momento dell’adozione; inoltre, la motivazione della misura non si fondava sulla titolarità delle quote o sul controllo societario, ma sulla posizione di vertice occupata dal ricorrente nelle società.

Proporzionalità e diritti fondamentali

Pur riconoscendo che il congelamento dei fondi incide sul diritto di proprietà e sulla vita privata e familiare, il Tribunale afferma che la limitazione è prevista dalla legge, non intacca il contenuto essenziale dei diritti, persegue un obiettivo di interesse generale dell’Unione ed è proporzionata. Le misure sono temporanee, sottoposte a riesame periodico e accompagnate da deroghe e autorizzazioni per esigenze essenziali o umanitarie. Il Tribunale sottolinea anche che misure meno incisive sarebbero meno efficaci rispetto all’obiettivo di pressione sulle autorità russe.

Decisione e dispositivo

Poiché il motivo relativo al criterio del "leading businessperson" è stato ritenuto sufficientemente fondato, il Tribunale non esamina nel merito le ulteriori censure relative al criterio di cui alla lettera f). Il ricorso è quindi integralmente respinto e il ricorrente è condannato alle spese.

Come è indicizzato

Materiesanzioni uepescdiritti fondamentaliproporzionalitàcongelamento dei fondi

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