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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36012/2022 del 23/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Imputazione di bancarotta fraudolenta impropria per false attestazioni di bilancio (art. 2621 c.c.) relative ai bilanci chiusi al 31/12/2007 di Fincar S.p.A. e Nyrkofin S.r.l. I ricorrenti avrebbero occultato ingenti perdite modificando il criterio di valutazione delle partecipazioni (da patrimonio netto a costo), omettendo di indicare nei conti d'ordine l'esatto valore di fideiussioni e lettere di patronage a garanzia di debiti infragruppo (per milioni di euro), consentendo la prosecuzione dell'attività senza ricapitalizzazione e aggravando il dissesto del gruppo.

La decisione

Per Giorgio Santi la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio per estinzione del reato a causa della morte sopravvenuta dell'imputato. Per Pierluigi Santi il ricorso è stato rigettato: la Cassazione ha confermato la responsabilità per bancarotta impropria da false attestazioni, ritenendo legittime le valutazioni dei giudici di merito su elementi oggettivi e soggettivi. Sono state respinte le eccezioni relative all'efficacia dei piani di ristrutturazione, all'incidenza della crisi finanziaria del 2008 e alla condotta della Mercedes; è stata riconosciuta la rilevanza penale anche dell'omissione nei conti d'ordine. Pena confermata in concreto: reclusione di anni 3 e mesi 6 e pena accessoria di anni 3; condanna alle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 2621 cod. civ.

    La Corte ha applicato la disciplina sulle false attestazioni di bilancio ritenendo che la rappresentazione mendace delle partecipazioni e le omissioni documentali possano integrare la fattispecie quando incidono sulla percezione della condizione patrimoniale e permettono la prosecuzione aziendale in assenza di ricapitalizzazione

  • art. 2622 cod. civ.

    Richiamato in combinato con art. 2621 per il principio che la punibilità è esclusa se le falsità o omissioni non alterano in modo sensibile la rappresentazione; la Corte ha però chiarito che l'alterazione sensibile può sussistere anche quando non è praticabile il confronto percentuale

  • art. 2423, comma 2 cod. civ.

    Richiamato per il principio di verità e correttezza nella redazione del bilancio; la Corte ha ritenuto la giustificazione contabile degli imputati incoerente rispetto a tale principio

  • art. 2423-bis cod. civ.

    Usato per valutare la legittimità della variazione dei criteri di valutazione: la deroga è ammessa solo per condizioni eccezionali; la Corte ha escluso la sussistenza di condizione eccezionale oggettiva che giustificasse la variazione

  • art. 2426 n. 3 cod. civ.

    Applicato nel richiamo all'obbligo di svalutazione delle partecipazioni quando il costo risulta superiore al valore implicito dal patrimonio netto e la perdita è durevole

  • art. 2484 co. 1 n. 4 cod. civ.

    Citato in relazione all'obbligo di scioglimento della società quando il patrimonio netto è negativo; la Corte ha rilevato che, corretta la valutazione, Nyrkofin avrebbe evidenziato patrimonio netto negativo

  • art. 2427 cod. civ., punto 1

    Richiamato per l'obbligo della nota integrativa di indicare impegni non risultanti dallo stato patrimoniale; la Corte ha ritenuto che l'omissione delle garanzie nei conti d'ordine lede il diritto all'informazione

  • art. 133 cod. pen.

    Richiamato nei criteri di determinazione della pena: la Corte ha motivato la pena principale e quella accessoria in relazione alla gravità del fatto, all'entità del passivo e alla posizione apicale degli imputati

  • art. 41 cod. pen.

    Usato per escludere che la condotta di terzi (es. Mercedes) possa esonerare gli amministratori dalla responsabilità quando la loro azione è parte della catena causale del dissesto

  • Principio contabile n. 20

    Richiamato per stabilire che il metodo del patrimonio netto è preferibile per le partecipazioni in controllate e che la perdita durevole impone rettifica del valore

  • Principio contabile n. 22

    Usato per definire i conti d'ordine come annotazioni di memoria; la Corte ha spiegato che, pur non incidendo quantitativamente, omissioni in tali voci possono alterare sensibilmente la rappresentazione

Massime di principio

  • La variazione del criterio di valutazione delle partecipazioni (da patrimonio netto a costo) è ammissibile solo in presenza di condizioni eccezionali concrete e non di mere previsioni; in assenza di elementi concreti la scelta può integrare falsa rappresentazione
  • I piani di ristrutturazione sono rilevanti per escludere la durevolezza delle perdite solo se sono concreti, ragionevolmente realizzabili, di breve attuazione e supportati da apporti effettivi; la mera predisposizione da consulenti primari non è sufficiente
  • Le omissioni nei conti d'ordine, pur non incidendo numericamente sullo stato patrimoniale, possono avere rilevanza penale se alterano sensibilmente la rappresentazione della situazione economica e finanziaria
  • La crisi economica o eventi successivi (es. crack Lehman) non esonerano l'amministratore dalla responsabilità per condotte anteriori che hanno occultato lo stato di dissesto già manifestatosi
  • Nel reato di bancarotta impropria da falso in bilancio il dolo è plurimo: è richiesto dolo generico di mendacio, dolo specifico di profitto ingiusto e dolo intenzionale di inganno verso i destinatari delle attestazioni
  • La morte dell'imputato estingue il reato: la Cassazione annulla la sentenza senza rinvio quando il processo si estingue per decesso sopravvenuto

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