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Cassazione Penale, Ordinanza n. 04154/2026 del 02/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (giudice)

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso per cassazione contro l'ordinanza del GIP del Tribunale di Palermo che aveva negato la sussistenza della continuazione tra tre sentenze riguardanti episodi di rapina consumata e tentata. Secondo il provvedimento impugnato, non emergeva un'unitarietà della programmazione criminosa: i fatti erano distanziati nel tempo, presentavano modalità esecutive non omogenee (talvolta con armi, talvolta senza) e coinvolgevano complici diversi e diversi esercizi commerciali. Nel ricorso si sosteneva, in sostanza, la riconducibilità di tali episodi a un medesimo disegno criminoso; la Corte ha però ritenuto i motivi manifestamente infondati perché contrari alla giurisprudenza consolidata sui criteri di accertamento della continuazione e sull'insindacabilità in cassazione della valutazione di merito, se adeguatamente motivata.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto corretta la motivazione del giudice di merito nel negare la continuazione tra i fatti giudicati nelle tre sentenze, valorizzando la distanza temporale tra gli episodi, la diversità delle modalità operative e dei concorrenti, e l'assenza di elementi idonei a inferire una preventiva ideazione unitaria. Conseguentemente, ha condannato il ricorrente alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende, ex art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e, in difetto di cause di esonero, di una somma in favore della Cassa delle ammende.

  • art. 81 c.p.

    La decisione richiama implicitamente l'istituto della continuazione e il necessario accertamento di un unitaro disegno criminoso, non confondibile con una generica abitualità criminale.

Massime di principio

  • L'unitarietà del disegno criminoso ai fini della continuazione deve essere desunta da elementi concreti e sintomatici, non bastando la mera omogeneità astratta dei reati contestati.
  • La presenza di un significativo intervallo temporale tra gli episodi, unita a diverse modalità esecutive e alla diversa compagine dei concorrenti, può legittimare il giudizio di insussistenza della continuazione.
  • Il programma criminoso non coincide con una generica inclinazione a delinquere o con una concezione di vita improntata al crimine; questi aspetti rilevano eventualmente sotto altri istituti (come recidiva o abitualità), non ai fini della continuazione.
  • L'accertamento della sussistenza del medesimo disegno criminoso è valutazione di merito fondata su indizi e nessi esteriori tra i fatti, ed è insindacabile in cassazione se sorretta da motivazione adeguata, congrua e priva di vizi logici o travisamento del fatto.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiContinuazione

Testo integrale

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