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Sentenza

Sentenza n. 286/2026 - Salerno, Sezione 1

per l'annullamento della nota prot. n. 5931 del 28/10/2025 del Comune di Furore di rigetto dell'istanza di accesso agli atti del 29/07/2025;

Giustizia amministrativa202501990

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. ISentenzaAccesso agli atti

Atto impugnato: diniego comunale dell'accesso ai documenti relativi alla titolarità dell'area, alla realizzazione dell'opera pubblica sottostante e alla restante documentazione amministrativa richiesta

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (impresa richiedente accesso)

Prevale il privato

La controversia

La società ricorrente, deducendo di esercitare attività di ristorazione, parcheggio e servizi connessi nell'area interessata e di avere con il Comune un rapporto locativo asserito come tacitamente rinnovato, ha impugnato il diniego opposto dal Comune a un'istanza di accesso documentale ai sensi degli artt. 22 e seguenti della l. n. 241/1990. L'istanza riguardava: il titolo di proprietà dell'area in capo al Comune di Furore e/o al Comune di Conca dei Marini; i documenti relativi alla realizzazione dell'opera pubblica sottostante l'area di parcheggio; e la restante documentazione amministrativa. Sono stati dedotti violazione di legge ed eccesso di potere, con riferimento agli artt. 3, 6 e 22 e seguenti della l. n. 241/1990, nonché difetto assoluto di istruttoria e motivazione, travisamento dei fatti, contraddittorietà manifesta, illogicità e sviamento. La società sosteneva di avere un interesse diretto, concreto e attuale, collegato alla relazione qualificata con il bene e alla necessità di tutelare la prosecuzione della propria attività e i propri interessi giuridici.

La decisione

Il TAR ha ritenuto il ricorso parzialmente fondato. Ha accolto le censure relative al diniego di accesso al titolo di proprietà dell'area, ravvisando un nesso di strumentalità tra tale documento e l'interesse della società. La legittimazione all'accesso è stata riconosciuta anche a prescindere dalla definitiva qualificazione del rapporto locativo, in ragione della relazione di fatto con il bene e dell'attività di ristorazione concretamente esercitata sull'area; tale relazione era inoltre implicitamente riconosciuta dal Comune, che aveva diffidato la società a lasciare gli spazi di proprietà comunale. La possibile carenza della titolarità comunale dell'area era ritenuta rilevante per l'interesse della società alla prosecuzione dell'attività. Il TAR ha invece respinto la richiesta relativa a tutti i documenti concernenti la realizzazione dell'opera pubblica e a tutta la restante documentazione amministrativa, perché generica, non sufficientemente circoscritta e avente carattere esplorativo. Ha quindi ordinato al Comune, ai sensi dell'art. 116 c.p.a., di consentire entro trenta giorni l'accesso alla documentazione relativa al titolo di proprietà dell'area. Il Comune è stato condannato alle spese di lite, liquidate in euro 1.000,00 oltre accessori di legge e contributo unificato ove dovuto e versato.

Norme richiamate

  • artt. 22 ss. l. 241/1990

    un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata, collegata al documento al quale è chiesto l'accesso

    Il diritto di accesso documentale presuppone un interesse giuridicamente rilevante, un rapporto di strumentalità tra tale interesse e i documenti richiesti e, nell'accesso difensivo, la necessità della documentazione per curare o difendere interessi giuridici.

  • art. 22, comma 1, l. 241/1990

    un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata, collegata al documento al quale è chiesto l'accesso

    La relazione di fatto con un bene, connessa all'attività concretamente esercitata su di esso, può essere sufficiente a radicare la legittimazione all'accesso quando il documento richiesto incide sulla prosecuzione dell'attività e sulla posizione giuridica dell'istante.

  • art. 24, comma 3, l. 241/1990

    Sono inammissibili le richieste di accesso formulate in modo generico o esplorativo, riferite a un complesso indeterminato di documenti di consistenza, contenuto e pertinenza non precisati.

  • art. 116 c.p.a.

    In accoglimento della domanda di accesso, il giudice può ordinare all'amministrazione di consentire l'ostensione della documentazione entro il termine stabilito nella sentenza.

Massime di principio

  • Ai fini dell'accesso documentale, l'interesse diretto, concreto e attuale può derivare anche da una relazione di fatto qualificata con il bene cui i documenti si riferiscono, senza che sia necessario avere già dimostrato in via definitiva la titolarità di un diritto soggettivo o la piena validità del rapporto negoziale sottostante.
  • Sussiste il rapporto di strumentalità richiesto dall'art. 22 l. n. 241/1990 quando il documento concernente la titolarità di un bene pubblico è idoneo a incidere sulla prosecuzione dell'attività economica concretamente esercitata dal richiedente sull'area.
  • La richiesta di accesso deve individuare documenti specifici o sufficientemente determinati; è inammissibile la domanda riferita indistintamente a tutti i documenti relativi a un'opera o a tutta la restante documentazione amministrativa, quando assuma carattere esplorativo e richieda un'attività di ricerca non circoscritta.
  • L'accertamento della legittimazione all'accesso non richiede necessariamente la previa definizione giudiziale delle controverse questioni sostanziali relative al rapporto locativo, quando l'interesse all'ostensione risulti autonomamente dalla relazione concreta con il bene e dalla possibile incidenza della documentazione richiesta sulla posizione dell'istante.

Come è indicizzato

MaterieAccesso documentale
RamiAccesso e trasparenzaProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereOnere della prova e principio dispositivoTrasparenza e pubblicità

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