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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45547/2022 del 01/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza del Tribunale di Torino dell'11 aprile 2022, che aveva respinto il precedente ricorso di Mascolo contro l'ordinanza del Gip dell'1 febbraio 2022 che aveva applicato la misura cautelare della custodia in carcere per due ipotesi di associazione per delinquere finalizzata alla gestione illecita di rifiuti ferrosi. Il ricorso in Cassazione articolava due motivi: (1) la mancanza di un'effettiva contestazione rispetto a una delle due ipotesi di associazione contestate nella ordinanza cautelare; (2) la nullità dell'ordinanza impugnata per carenza di una autonoma e specifica valutazione delle esigenze cautelari

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché, con nota del 19 luglio 2022 sottoscritta dal ricorrente e dal suo difensore, Mascolo ha espressamente rinunciato al ricorso dopo che la misura della custodia in carcere era stata sostituita con gli arresti domiciliari. In ragione di ciò, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., la Corte ha dichiarato l'inammissibilità e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla rifusione della somma di euro 500,00 in favore della Cassa delle ammende; ha inoltre disposto gli adempimenti di competenza della cancelleria ai sensi dell'art. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 616 cod. proc. pen.

    La norma è stata applicata per dichiarare l'inammissibilità del ricorso a seguito della rinuncia espressa del ricorrente; la Corte rileva che la rinuncia, non essendo dovuta all'adozione di un diverso provvedimento che abbia integralmente soddisfatto l'interesse del ricorrente, comporta la condanna alle spese e alla sanzione in favore della Cassa delle ammende

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    La norma è richiamata per gli adempimenti di cancelleria conseguenti alla decisione della Corte (formalità amministrative e comunicazioni previste dal rito)

Massime di principio

  • La rinuncia espressa al ricorso in Cassazione, se comunicata dopo la modifica della misura cautelare (ad es. sostituzione della custodia in carcere con arresti domiciliari), determina l'inammissibilità del ricorso salvo che la rinuncia sia determinata da un nuovo provvedimento giudiziale che integri una soddisfazione piena e diretta dell'interesse sotteso al ricorso
  • La Corte può condannare il rinunciante alle spese e imporre una somma a favore della Cassa delle ammende quando la rinuncia non derivi da una soddisfazione integrale dell'interesse per via giurisdizionale
  • Se l'interesse del ricorrente è stato soddisfatto solo parzialmente da provvedimenti successivi, è prudente astenersi dalla rinuncia e valutare il proseguo del gravame per ottenere una pronuncia sul merito o per ottenere la declaratoria di nullità richiesta
  • La comunicazione di rinuncia deve essere formale e sottoscritta dal ricorrente e dal difensore; è importante specificarne la causa se si vuole evitare la sanzione (dimostrare che la rinuncia è dovuta a una pronuncia che ha integralmente soddisfatto l'interesse)
  • In ipotesi di contestazioni multiple (più capi o più ipotesi associative), va valutato se la rinuncia riguardi l'intero gravame o solo parte di esso; rinunciare senza chiarire può pregiudicare la possibilità di ottenere pronunce su questioni di nullità o di mancanza di contestazione per singoli capi

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