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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18487/2023 del 03/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva confermato la custodia cautelare in carcere per furto con strappo (capo A). Il ricorrente contestava: 1) la valutazione degli indizi e, in particolare, l'attribuzione di concorso morale nel furto materialmente commesso dal fratello Michele, rilevando che dalle immagini risultava che il telefono era stato strappato dal fratello; 2) l'insufficiente motivazione sulla riqualificazione ai sensi dell'art. 648 c.p.; 3) l'erronea valutazione delle esigenze cautelari e della proporzionalità della misura, posto che il furto sarebbe stato un atto estemporaneo del fratello e l'apporto di Giovanni sarebbe stato meramente morale e marginale.

La decisione

La Corte ha accolto il primo motivo e ha annullato l'ordinanza impugnata, disponendo il rinvio al Tribunale di Reggio Calabria per un nuovo esame circa la valutazione del concorso morale di Giovanni Morabito nel furto commesso dal fratello. Ha ritenuto che i giudici di merito non abbiano adeguatamente motivato il nesso causale e psicologico fra la condotta del ricorrente e il furto materialmente realizzato dal fratello; ha inoltre osservato che la consegna o il rinvenimento del telefono nell'auto del ricorrente costituisce un post factum che, da solo, non prova la compartecipazione al furto e potrebbe semmai costituire elemento per una diversa qualificazione (ricettazione), ma anche su questo mancava una motivazione adeguata. Gli altri motivi sono stati assorbiti. Non è stata disposta la immediata rimessione in libertà; è stata data comunicazione al direttore dell'istituto penitenziario ai sensi dell'art. 94 delle disposizioni di attuazione del c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    Il concorso di persone nel reato può manifestarsi in forme atipiche (istigazione, rafforzamento del proposito, mera adesione, agevolazione ecc.), ma il giudice deve motivare specificamente quale forma di contributo sia stata apportata e come essa abbia avuto rilevanza causale ed efficiente rispetto all'attività materiale degli esecutori

  • art. 648 cod. pen.

    Richiamato in relazione a possibile riqualificazione in ricettazione: la mera detenzione successiva del bene provento di reato può integrare la ricettazione solo se sussiste un concreto nesso psicologico/di prevedibilità tra la condotta del detentore e l'evento delittuoso commesso dall'autore materiale

  • Disposizioni di attuazione c.p.p., art. 94

    Norma richiamata per la comunicazione al direttore dell'istituto penitenziario in caso di annullamento dell'ordinanza che non comporti immediata liberazione

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sezioni Unite e altre sezioni)

    Richiama principi consolidati secondo i quali, in tema di concorso di persone, non è sufficiente la mera contiguità o la presenza nel medesimo contesto per ritenere la compartecipazione: occorre prova che il comportamento del concorrente abbia effettivamente fatto sorgere o rafforzato il proposito criminoso, con ricadute causali apprezzabili sull'evento

Massime di principio

  • La presenza contemporanea o la partecipazione violenta a un episodio non prova automaticamente il concorso morale nel reato materiale commesso da altro partecipante: è necessario dimostrare il nesso psicologico e causale specifico tra il contributo fornito e la realizzazione dell'illecito
  • Il conferimento o il ritrovamento della refurtiva nell'auto di un soggetto, se avvenuto dopo l'impossessamento, è atto post factum e non prova di per sé la compartecipazione al furto; può invece essere elemento da valutare separatamente ai fini di una diversa imputazione (es. ricettazione), purché motivato
  • Il giudice deve indicare in modo concreto quale forma di contributo concorsuale è contestata (istigazione, aiuto materiale o morale, rafforzamento del proposito, adesione) e perché tale contributo è stato efficacemente rilevante
  • Nelle valutazioni cautelari occorre congruamente collegare le esigenze di cautela (pericolo di reiterazione, inquinamento probatorio, fuga) alla specifica responsabilità e al ruolo effettivo dell'indagato, evitando inferenze generiche o basate solo su contiguità fattuale
  • In presenza di elementi indiziari basati su dinamiche complesse (azione congiunta, atti rapidi e successivi), il sindacato di legittimità richiede che il giudice di merito spieghi la catena causale e la prevedibilità dell'evento diverso, se si prospetta concorso anomalo
  • Se manca motivazione specifica sulla forma e sull'effetto del contributo del concorrente, l'ordinanza cautelare è annullabile e il giudice dovrà riesaminare la sussistenza degli indizi e la proporzione della misura

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