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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 08006/2026 del 27/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso contro l'ordinanza del Tribunale di Napoli del 30/10/2025 che aveva rigettato la richiesta di riesame e confermato la custodia cautelare in carcere per i reati di usura ed estorsione. Due motivi: 1) carenza di gravi indizi in relazione al reato di estorsione, da riqualificare in esercizio arbitrario; il ricorrente avrebbe agito solo per recuperare un credito della compagna e la sua partecipazione sarebbe stata marginale; si contesta altresì la decisività della telefonata del 10/10/2025 nella quale, secondo la difesa, nessuna minaccia sarebbe stata proferita e sarebbe stata la coindagata a dire "porta i soldi"; 2) violazione delle esigenze cautelari: si contesta la gravità della misura, la disparità di trattamento rispetto alla coindagata e l'irrilevanza del precedente penale specifico, risalente a quasi trenta anni prima.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. Il giudice ha ritenuto corretta la sussunzione del fatto nel delitto di estorsione in ragione della dichiarazione della persona offesa (non specificamente censurata), delle conversazioni registrate, di quanto rilevato dai verbalizzanti che hanno proceduto all'arresto in flagranza e della documentazione che attesta il rapporto di dare e avere. La circostanza che la coindagata, nella telefonata intercettata, si riferisse al plurale ha rafforzato l'attribuzione delle minacce anche al ricorrente, escludendo la riqualificazione in esercizio arbitrario. Il motivo sulle esigenze cautelari è stato dichiarato anch'esso inammissibile per ragioni processuali: la censura relativa all'uso del precedente penale non era stata previamente dedotta al Tribunale del riesame né documentata in modo da consentire l'esame in questa sede (mancanza di prova del travisamento e di verbali/istanze specifiche). In conseguenza dell'inammissibilità il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa per le ammende ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen. Si segnala inoltre che, successivamente, il Gip del Tribunale di Benevento ha sostituito la custodia in carcere con gli arresti domiciliari (ordinanza del 13/02/2026).

Norme richiamate

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Applicato per la condanna al pagamento delle spese processuali e alla somma in favore della Cassa per le ammende in caso di ricorso dichiarato inammissibile

Massime di principio

  • La riqualificazione di una condotta da estorsione in esercizio arbitrario richiede la dimostrazione di una causa lecita che giustifichi l'azione; la mera pretesa di recuperare un credito non appare di per sé sufficiente se emergono elementi probatori di minacce o coazione.
  • Le dichiarazioni della persona offesa, se non specificamente censurate e se corroborate da riscontri (registrazioni, arresto in flagranza, documenti) assumono valore di grave indizio di colpevolezza.
  • Le intercettazioni e le conversazioni registrate hanno rilievo probatorio significativo se lette nel contesto e se confermate da altri elementi; anche l'uso del plurale o riferimenti collettivi possono attribuire responsabilità a più soggetti.
  • Questioni relative a precedenti penali o ad altri elementi rilevanti per la misura cautelare devono essere adeguatamente dedotte e documentate nel giudizio di merito o nel riesame; se non sono state trattate dal giudice di merito, la Corte di legittimità potrebbe dichiarare inammissibile la relativa censura per ragioni processuali.
  • La disparità di trattamento cautelare rispetto a coindagati può essere contestata solo dimostrando che il giudice ha erroneamente applicato i criteri di gravità, pericolosità o esigenze cautelari; la mera differenza di misura non basta senza prova di un vizio motivazionale.
  • L'inammissibilità del ricorso può comportare sanzioni economiche (spese e somme alla Cassa per le ammende) ai sensi della normativa processuale, perciò è importante valutare preliminarmente la fondatezza e la tempestività delle eccezioni sollevate.

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