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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32598/2024 del 14/08/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso straordinario ex art.625-bis c.p.p. per presunto errore di fatto: si contestava che la Corte avesse assunto quale dies a quo per il calcolo della prescrizione la data di dicembre 2011 anziché dicembre 2009 riguardo alla 'consegna virtuale' dell'assegno relativo a fondi raccolti per la popolazione terremotata di San Biagio; la difesa sosteneva che l'erronea determinazione della data aveva impedito di accertare l'estinzione del reato per prescrizione. Il Procuratore Generale ha chiesto, dopo verifica, la declaratoria di estinzione del reato se l'errore fosse confermato.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per motivo manifestamente infondato. Ha ritenuto che il rimedio per errore di fatto sia riservato a inesattezze meramente percettive immediatamente rilevabili e non a vizi di valutazione o questioni di fatto già decise in sede di merito e non contestate anteriormente. Il Collegio ha spiegato di essersi limitato a recepire il dato fattuale contenuto nella sentenza d'appello (data della riunione indicata come dicembre 2011), dato che non era stato precedentemente contestato dal ricorrente; la Corte non può svolgere nuovi accertamenti di merito. Conseguentemente il ricorso è dichiarato inammissibile e il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende (ai sensi dell'art.616 cod. proc. pen.).

Norme richiamate

  • art. 23, comma 8, d.l. 137/2020

    art.23 comma 8 d.l. 137/2020

    Regola la possibilità di trattare il ricorso con contraddittorio scritto; qui richiamato per indicare la forma di trattazione del ricorso

  • art. 625-bis c.p.p.

    Norma che disciplina il ricorso straordinario per errore di fatto: applicabile solo a errori immediatamente e oggettivamente riscontrabili, di natura meramente percettiva, non a valutazioni di merito o interpretazioni giuridiche

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede le conseguenze processuali dell'inammissibilità del ricorso (condanna alle spese) e consente in casi di colpa l'irrogazione di ammende; la Corte ha disposto spese e ammenda equitativamente fissata in euro 3.000

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario per errore di fatto (art.625-bis c.p.p.) è uno strumento molto limitato: è ammissibile solo per errori meramente percettivi immediatamente verificabili e non per riconsiderazioni di valutazioni di merito.
  • La Corte di Cassazione non può effettuare autonomi accertamenti di fatto che comportino una rinnovata valutazione probatoria o fattuale se tali aspetti sono stati già oggetto di decisione in sede di merito e non erano stati contestati nelle fasi precedenti.
  • Se una circostanza fattuale (es. data di un evento) è riportata nella sentenza d'appello e non è stata impugnata in tempo utile, il successivo tentativo di usarla per ottenere una declaratoria di estinzione per prescrizione mediante ricorso per errore di fatto è difficilmente percorribile.
  • Per ottenere l'accertamento dell'estinzione del reato per prescrizione è opportuno sollevare la questione nelle fasi di merito o in appello, evitando di affidarsi a rimedi straordinari che impongono requisiti stringenti di ammissibilità.
  • Le difese devono documentare chiaramente e tempestivamente eventuali incongruenze fattuali; la mancata contestazione nei gradi precedenti può comportare l'inammissibilità di rimedi successivi e sanzioni economiche.
  • La Corte può, su richiesta del Pubblico Ministero o della difesa e previo controllo degli atti, dichiarare l'estinzione del reato per prescrizione se emergono dagli atti elementi certi che lo impongono, ma questa verifica non sostituisce la valutazione di merito già compiuta dai giudici di merito.

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