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Pratica scorretta

Provvedimento AGCM PS13018 del 22/09/2026

REPARADORA-CONSULENZA SUL DEBITO

AGCMPS13018

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il procedimento PS13018 riguardava i servizi di consulenza e assistenza per la rinegoziazione dei debiti offerti da Reparadora RTD Italia S.r.l. con il marchio Go Bravo. L’Autorità aveva ipotizzato informazioni ingannevoli sulla qualifica della società, sui risultati conseguibili, sui rischi della sospensione dei pagamenti e sull’utilizzo delle somme versate, oltre allo sfruttamento della condizione di sovraindebitamento dei clienti. L’AGCM ha ritenuto idonei gli undici impegni presentati dalla società, li ha resi obbligatori e ha chiuso il procedimento senza accertare l’infrazione né applicare una sanzione.

Reparadora RTD Italia S.r.l. (Go Bravo): informazioni e condotte contestate nei servizi di negoziazione dei debiti; impegni resi obbligatori e procedimento chiuso senza accertare l’infrazione.

Servizi di negoziazione dei debiti e impegni di Reparadora

Il provvedimento riguarda i servizi di consulenza e assistenza per la gestione e rinegoziazione dei debiti offerti da Reparadora RTD Italia S.r.l. con il marchio Go Bravo. L’AGCM ha avviato il procedimento PS13018 il 28 ottobre 2025 e, dopo l’istruttoria e la valutazione degli impegni presentati dalla società, ha chiuso il caso senza accertare l’infrazione.

Professionista e attività svolta

Reparadora offre servizi di debt settlement a consumatori che non riescono più a far fronte regolarmente ai propri debiti. L’attività mira a negoziare con gli enti creditori la ristrutturazione delle posizioni, per ottenere una riduzione del debito e/o la rimodulazione delle rate. La società ha dichiarato che le trattative efficaci presuppongono il verificarsi di eventi quali la decadenza dal beneficio del termine o l’avvio di iniziative di recupero; i servizi sono quindi destinati a consumatori già in situazione di insolvenza o certi di non poterla evitare.

Condotte contestate e risultanze istruttorie

L’istruttoria ha riguardato due profili. In primo luogo, l’AGCM ha ipotizzato che i contenuti online e le interlocuzioni precontrattuali potessero omettere informazioni essenziali o presentarle in modo ingannevole, inducendo i consumatori a ritenere che:

  • Reparadora fosse un intermediario finanziario sottoposto alla vigilanza di settore;
  • la società potesse garantire un risultato, anche minimo, nella negoziazione con i creditori, senza averne ottenuto l’approvazione;
  • la sospensione dei pagamenti ai creditori non comportasse conseguenze pregiudizievoli;
  • le somme versate alla società fossero destinate integralmente a costituire la provvista per una transazione, senza adeguata informazione sulla detrazione delle commissioni e sulla loro possibile trattenuta in caso di recesso o mancata negoziazione.

Dalle telefonate esaminate sono emerse presentazioni del “Piano di Liquidazione” come risultato certo e descrizioni assertive delle condizioni economiche che le banche avrebbero applicato, senza chiarire in modo adeguato che la prospettiva dipendeva dall’accettazione dei creditori. In alcuni casi il set contrattuale è stato inviato e sottoscritto nel corso della stessa telefonata, senza un congruo intervallo per esaminarlo.

La documentazione contrattuale acquisita conteneva informazioni secondo cui l’esito positivo dipendeva da variabili non controllabili da Reparadora e dall’accettazione del creditore. Precisava inoltre che i versamenti alla società non sarebbero stati utilizzati per pagare le rate ai creditori e richiamava la possibilità di azioni di recupero e di segnalazioni nei Sistemi di Informazioni Creditizie in conseguenza dello stato di insolvenza o della sospensione dei pagamenti. Il contratto prevedeva il recesso con preavviso minimo di 30 giorni, con restituzione delle somme versate al netto dei corrispettivi maturati fino all’efficacia del recesso. Prevedeva altresì lo scioglimento automatico se, entro 24 mesi, non fosse stato concluso un accordo, con restituzione dei corrispettivi incassati, salvo che il mancato accordo dipendesse da irragionevole diniego o altra causa imputabile al cliente.

Il secondo profilo ipotizzato riguardava lo sfruttamento della situazione di bisogno legata al sovraindebitamento e della grave asimmetria informativa, per persuadere i consumatori a versare somme a Reparadora anche in assenza di attività svolta o documentata, o quando l’intervento fosse inadeguato e avesse contribuito al peggioramento delle condizioni economiche.

Sono stati inoltre esaminati contenuti pubblicati su “meno-debiti.it”, che qualificavano la società come intermediario finanziario vigilato dalla Banca d’Italia e prospettavano un esperto “100% gratuito”, e su “soluzione-finanziaria.com”, che pubblicizzavano risparmi “fino all’80%”. Reparadora ha ricondotto tali contenuti a fornitori di marketing, ha dichiarato di non averli previamente approvati e di averne intimato la rimozione.

Norme considerate e valutazione dell’Autorità

All’avvio, la pratica informativa è stata valutata in ipotesi ai sensi degli articoli 20, 21 e 22 e degli articoli 49, 50 e 51 del Codice del consumo, per le informazioni sulle qualifiche del professionista e su caratteristiche, vantaggi, rischi, prezzo e convenienza dei servizi. Il profilo relativo allo sfruttamento della vulnerabilità è stato prospettato ai sensi degli articoli 20, 24 e 25 del Codice del consumo.

L’AGCM ha sottolineato che servizi rivolti a persone in difficoltà economica e in condizione di fragilità emotiva richiedono informazioni chiare ed esaustive sulle misure proposte, sulle conseguenze giuridiche, sull’incertezza dell’accordo transattivo e sui corrispettivi, oltre a modalità comunicative attente a evitare decisioni impulsive e non consapevoli. Telefonia e Internet sono stati ritenuti dall’AGCOM strumenti idonei a influenzare significativamente la realizzazione della pratica, qualora ne fosse confermata la valutazione.

L’Autorità non ha tuttavia accertato la violazione: ha valutato gli impegni idonei a rimuovere i possibili profili di scorrettezza oggetto del procedimento.

Contenuto degli impegni

Gli impegni definitivi, presentati il 31 luglio 2026, sono stati resi obbligatori. Le misure principali sono le seguenti:

  • Documenti e tempi precontrattuali: revisione del prospetto, rinominato “Prospetto riepilogativo della situazione debitoria e del servizio”, per chiarire che il beneficio è eventuale, che non vi è garanzia di risultato, che il debito e gli obblighi verso i creditori permangono fino a un eventuale accordo e quale sia la destinazione delle somme versate. È previsto un intervallo di almeno 24 ore tra consegna del set contrattuale e sottoscrizione. La presentazione della durata del rapporto deve avere maggiore evidenza nei documenti.
  • Comunicazioni e personale: inserimento nel Codice Bravo di script telefonici obbligatori sulla natura del servizio, sull’eventualità e misura della riduzione del debito, sulla posizione di Reparadora rispetto al creditore, sui rischi della sospensione dei pagamenti, sul calcolo dei compensi e sul recesso, con invito a leggere attentamente informativa e contratto. Sono previsti moduli formativi obbligatori sul Codice del consumo, sul Codice Bravo e aggiornamenti annuali.
  • Audit e controlli: incremento dei controlli a campione su telefonate e comunicazioni commerciali; validazione preventiva da parte della Funzione Audit dei rendiconti relativi a corrispettivi maturati e somme trattenute in caso di recesso; relazioni trimestrali all’organo amministrativo sugli esiti dei controlli e sulle irregolarità rilevate.
  • Marketing e fornitori: approvazione preventiva annuale del piano marketing da parte dell’organo amministrativo, con pareri della Funzione Audit e dell’Organismo di Vigilanza; relazioni trimestrali sull’esecuzione del piano e approvazione preventiva dei contenuti prima della pubblicazione. La società si è impegnata a diffidare i fornitori responsabili dei due siti e a contestare le condotte irregolari, con riserva di agire a tutela dei propri diritti.
  • Remunerazione: revisione degli incentivi del dipartimento commerciale, affiancando ai parametri quantitativi valutazioni qualitative e meccanismi di malus collegati alle irregolarità accertate; la Funzione Audit può esprimere un parere negativo e chiedere all’organo amministrativo l’applicazione dei malus.
  • Durata e restituzioni: riduzione da 24 a 18 mesi della durata contrattuale. Se entro tale termine non si verifica un beneficio effettivo, consistente nella rinegoziazione o rimodulazione delle condizioni di rimborso, le commissioni maturate sono restituite integralmente. La misura si applica ai contratti stipulati dal 1° settembre 2026.
  • Ristori e richieste di rimborso: rimborso integrale delle commissioni, se non già restituito, ai clienti che hanno segnalato i fatti all’Autorità entro la conclusione dell’istruttoria. Contestualmente può essere proposta una nuova adesione, del tutto facoltativa, con pagamento delle commissioni soltanto in caso di beneficio effettivo. È prevista una policy per le future richieste restitutorie e la possibilità, a discrezione della società, di misure compensative per clienti insoddisfatti.
  • Verifica indipendente: incarico a una primaria società di revisione per verificare l’effettiva attuazione e corretta applicazione degli impegni e trasmettere all’Autorità una relazione. L’attività deve iniziare dopo l’attuazione dell’ultimo impegno e comunque entro il 31 dicembre 2026, con completamento entro un massimo di 180 giorni dall’avvio.

Esito, termini e conseguenze dell’inottemperanza

Con provvedimento n. 32066 del 22 settembre 2026, l’AGCM ha reso obbligatori gli impegni ai sensi dell’articolo 27, comma 7, del Codice del consumo e dell’articolo 10, comma 2, lettera a), del Regolamento, chiudendo il procedimento senza accertare l’infrazione e senza applicare una sanzione per la pratica contestata.

Reparadora deve informare l’Autorità delle azioni di attuazione degli impegni nn. 2, 3, 4, 5, 7, 8 e 9 entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento; per gli impegni nn. 1, 6, 10 e 11 il termine è il 15 gennaio 2027. Il procedimento può essere riaperto d’ufficio in caso di mancata attuazione, modifica della situazione di fatto rilevante o fondatezza della decisione su informazioni incomplete, inesatte o fuorvianti. In caso di inottemperanza alla delibera, l’articolo 27, comma 12, prevede una sanzione da 10.000 a 10.000.000 euro; nei casi di reiterata inottemperanza l’Autorità può sospendere l’attività d’impresa per un periodo non superiore a 30 giorni.

Punti principali

Condotte oggetto di istruttoria

L’AGCM ha ipotizzato che comunicazioni online e interlocuzioni precontrattuali potessero far apparire Reparadora come intermediario finanziario vigilato e presentare come certo o garantito un esito negoziale che dipende invece dall’accettazione dei creditori. Sono stati contestati anche l’insufficiente chiarimento dei rischi connessi alla sospensione dei pagamenti e la mancata trasparenza sulle commissioni trattenute dalle somme versate, anche in caso di recesso o mancata negoziazione. Separatamente, è stato ipotizzato lo sfruttamento della vulnerabilità economica e dell’asimmetria informativa dei consumatori.

Quadro contrattuale e riscontri istruttori

I documenti contrattuali indicavano che i versamenti a Reparadora non erano destinati a pagare le rate ai creditori, che l’accordo dipendeva dall’accettazione di questi ultimi e che l’insolvenza poteva comportare azioni di recupero e segnalazioni nei sistemi di informazione creditizia. Il contratto prevedeva lo scioglimento automatico e la restituzione dei corrispettivi incassati se entro 24 mesi non fosse stato concluso un accordo, salvo cause imputabili al cliente. L’istruttoria ha tuttavia rilevato telefonate precontrattuali con prospettazioni assertive del risultato e casi in cui i documenti erano stati firmati nella stessa telefonata in cui erano stati ricevuti. Sono inoltre emersi contenuti promozionali su due siti di fornitori, inclusi riferimenti alla vigilanza della Banca d’Italia e a risparmi fino all’80%; Reparadora ha dichiarato di averne chiesto la rimozione.

Impegni resi obbligatori

Gli undici impegni comprendono un periodo di almeno 24 ore tra consegna del set contrattuale e firma; maggiore chiarezza del prospetto informativo; script telefonici obbligatori su natura del servizio, incertezza del beneficio, rischi, commissioni e recesso; più controlli e formazione, governance preventiva dei contenuti di marketing e revisione degli incentivi del personale. È previsto anche il rafforzamento dell’audit, compresa la verifica preventiva dei conteggi in caso di recesso, nonché diffide ai fornitori responsabili dei siti promozionali.

Tutela economica dei clienti e durata del servizio

La durata contrattuale viene ridotta da 24 a 18 mesi: se alla scadenza non è intervenuto un beneficio effettivo per il cliente, le commissioni maturate sono restituite integralmente, per i contratti stipulati dal 1° settembre 2026. Per i clienti che hanno segnalato i fatti all’Autorità entro la conclusione dell’istruttoria è previsto il rimborso integrale delle commissioni, se non già effettuato; l’eventuale nuova adesione è facoltativa e comporta commissioni solo in caso di beneficio effettivo. È inoltre prevista una policy per le richieste di rimborso e una verifica indipendente dell’attuazione degli impegni.

Esito e obblighi di attuazione

Con provvedimento n. 32066 del 22 settembre 2026, l’AGCM ha reso obbligatori gli impegni e chiuso il procedimento ai sensi dell’articolo 27, comma 7, del Codice del consumo, senza accertare l’infrazione. La società deve riferire sulle azioni relative agli impegni nn. 2, 3, 4, 5, 7, 8 e 9 entro 30 giorni dalla notifica e su quelle relative agli impegni nn. 1, 6, 10 e 11 entro il 15 gennaio 2027. In caso di inottemperanza è prevista una sanzione da 10.000 a 10.000.000 euro; in caso di reiterazione può essere disposta la sospensione dell’attività fino a 30 giorni.

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