Sentenza n. 1596/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Sentenza del TAR Campania che aveva annullato la dichiarazione comunale di conformità dello stato dei luoghi alla SCIA edilizia in sanatoria del 2022, accertato l’illegittimità dell’inerzia comunale sui controlli e ordinato al Comune di esercitare tali controlli
Esito
Favorevole al resistente (proprietario confinante)
Prevale il privato
La controversia
Gli appellanti hanno impugnato la sentenza del TAR Campania che, accogliendo i motivi aggiunti proposti dal proprietario dell’unità immobiliare sovrastante, aveva annullato la nota comunale del 19 settembre 2022 con cui era stata dichiarata la conformità dello stato dei luoghi alla SCIA edilizia in sanatoria presentata il 17 giugno 2022. La SCIA riguardava la trasformazione di un locale deposito in laboratorio artigianale, la fusione con un locale adiacente già destinato a garage e mutato in bagno, nonché l’apertura di un vano di collegamento mediante demolizione di una parte del muro portante. Il TAR aveva inoltre accertato l’illegittimità dell’inerzia del Comune sull’istanza del vicino del 22 settembre 2022, diretta a sollecitare i controlli sulle opere, imponendo all’amministrazione di provvedere entro trenta giorni e nominando un commissario ad acta per il caso di ulteriore inerzia. Nel corso del giudizio d’appello sono emersi la revoca comunale della SCIA del 2022, l’ordinanza comunale di demolizione n. 86 del 22 maggio 2024 e la successiva presentazione, il 5 febbraio 2025, di una nuova SCIA in sanatoria ai sensi dell’art. 36-bis del d.P.R. n. 380/2001. Il Comune ha poi attestato che i nuovi interventi avevano sanato e reso conformi a legge le opere, rendendo inefficace l’ordine di demolizione. L’appellato ha quindi eccepito la sopravvenuta carenza di interesse all’appello; gli appellanti hanno sostenuto la persistenza dell’interesse alla decisione.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha accolto l’eccezione di improcedibilità. La revoca della SCIA in sanatoria del 2022, la successiva ordinanza di demolizione e, soprattutto, la nuova SCIA in sanatoria del 5 febbraio 2025, cui il Comune ha riconosciuto efficacia sanante e conformità degli interventi, hanno fatto perdere efficacia agli atti oggetto del giudizio e reso inefficace l’ordine di demolizione. Il contenzioso si è quindi trasferito sui nuovi atti comunali, già impugnati dal vicino con distinto ricorso e motivi aggiunti. Gli appellanti non hanno fornito prova di un interesse concreto e attuale alla decisione dell’appello, mentre la documentazione acquisita ne ha evidenziato il superamento. Il Collegio ha escluso anche la condanna degli appellanti per soccombenza virtuale, poiché la sentenza di primo grado aveva censurato soltanto la mancata attivazione dei controlli comunali sulla SCIA del 2022, senza pronunciarsi nel merito sulla conformità urbanistico-edilizia dell’intervento. L’appello è stato pertanto dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, con compensazione delle spese del grado.
Norme richiamate
art. 36-bis d.P.R. n. 380/2001
La nuova SCIA in sanatoria presentata ai sensi della disposizione è stata ritenuta idonea, secondo l’accertamento comunale documentato in giudizio, a sanare e rendere conformi a legge gli interventi, superando l’efficacia degli atti precedenti e dell’ordine di demolizione.
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Richiamato quale fondamento processuale della declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato tra le disposizioni processuali applicate nella decisione.
Massime di principio
- L’appello diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse quando gli atti oggetto del giudizio perdono efficacia e sono sostituiti o superati da successivi provvedimenti amministrativi, sui quali si trasferisce il contenzioso.
- La mera affermazione della persistenza dell’interesse alla decisione non è sufficiente a evitare l’improcedibilità: l’interesse deve essere concreto, attuale e supportato da elementi idonei, soprattutto quando la documentazione processuale dimostri il superamento degli atti impugnati.
- La sopravvenuta adozione di una nuova SCIA in sanatoria, cui l’amministrazione riconosca efficacia sanante e conformità degli interventi, può rendere inefficace il precedente ordine di demolizione e determinare il venir meno dell’interesse alla decisione sull’originaria vicenda edilizia.
- La soccombenza virtuale non giustifica la condanna alle spese quando la pronuncia di primo grado abbia deciso soltanto una questione procedimentale, come l’omessa attivazione dei controlli amministrativi, lasciando impregiudicato il merito della conformità urbanistico-edilizia dell’intervento.
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