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Sentenza

Sentenza n. 506/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 2

per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per la Puglia, sezione staccata di Lecce (sezione prima), 17 gennaio 2023, n. 74, resa tra le parti. .

Giustizia amministrativa202304972

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Puglia, sezione staccata di Lecce, che aveva annullato il diniego di autorizzazione paesaggistica postuma relativo a un fabbricato abusivo

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (comune appellante)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il giudizio riguarda il diniego dell'autorizzazione paesaggistica postuma richiesta per un fabbricato a uso abitativo realizzato senza titolo edilizio in area sottoposta a vincolo paesaggistico e idrogeologico, oggetto di domanda di condono edilizio. Il TAR aveva annullato il diniego per difetto di motivazione, ritenendo le ragioni espresse dall'amministrazione stereotipate, astratte e prive di un concreto riferimento al manufatto, al contesto paesaggistico e al rapporto tra opera e ambiente, nonché alla presenza di altri edifici e strade. Il Comune ha appellato sostenendo che la motivazione, pur sintetica, individuava chiaramente il disvalore paesaggistico dell'opera: trasformazione dei terrazzamenti naturali, alterazione dell'assetto morfologico del versante e dello skyline naturale, collocazione dominante sulle terre agricole circostanti e compromissione del quadro panoramico tutelato. L'appellante ha inoltre dedotto che non occorreva un raffronto con altri manufatti, poiché non risultava che nella zona fossero presenti opere edilizie legittime e compatibili con il vincolo. Il Consiglio di Stato ha inoltre rilevato che l'appellato non aveva tempestivamente riproposto, entro il termine di costituzione in appello, le domande e le eccezioni assorbite o non esaminate dal TAR.

La decisione

L'appello è stato accolto e la sentenza del TAR è stata riformata, con conseguente reiezione del ricorso di primo grado. Il Consiglio di Stato ha affermato che, nell'accertamento di compatibilità paesaggistica, una motivazione succinta è legittima quando renda chiari e immediatamente percepibili gli elementi concreti di contrasto tra l'intervento e i valori paesaggistici tutelati. Il grado di analiticità richiesto dipende dalle circostanze del caso, ma non è necessario un esame descrittivo di ogni elemento circostante quando il diniego individui già il rapporto di incompatibilità tra l'opera e il contesto. Nel caso concreto, il riferimento alla modifica dello skyline naturale, alla collocazione dominante dell'abitazione e alla compromissione del quadro panoramico di eccezionale importanza è stato ritenuto sufficiente a esprimere la ragione del diniego. La presenza di altri edifici non dimostrava l'illegittimità del diniego, poiché non era stata provata la loro legittimità edilizia né il rilascio di sanatorie; inoltre, non vi erano opere compatibili con il vincolo rispetto alle quali effettuare un raffronto e le eventuali sedi viarie non erano comparabili per natura alle volumetrie edilizie. Le domande e eccezioni non riproposte tempestivamente in appello sono state considerate rinunciate ai sensi dell'art. 101, comma 2, c.p.a. Le spese del doppio grado sono state compensate per la particolarità della controversia.

Norme richiamate

  • art. 32 l. 47/1985

    Disciplina la richiesta di autorizzazione paesaggistica postuma collegata alla sanatoria edilizia.

  • art. 39 l. 724/1994

    Costituisce la base normativa della domanda di concessione edilizia in sanatoria presentata per il fabbricato.

  • art. 146 d.lgs. 42/2004

    Disciplina il procedimento di autorizzazione paesaggistica e il coinvolgimento della Soprintendenza.

  • art. 101, comma 2, c.p.a.

    Si intendono rinunciate le domande e le eccezioni dichiarate assorbite o non esaminate nella sentenza di primo grado, che non siano state espressamente riproposte (...), per le parti diverse dall'appellante, con memoria depositata a pena di decadenza entro il termine per la costituzione in giudizio.

    Le domande e le eccezioni assorbite o non esaminate dal giudice di primo grado devono essere riproposte dall'appellato entro il termine previsto per la costituzione in appello; in mancanza, si intendono rinunciate.

  • art. 53, comma 2, lett. a1) e a4), NTA del PPTR

    È richiamato quale parametro di tutela dei versanti rispetto alla trasformazione dei terrazzamenti naturali e all'alterazione dell'assetto morfologico.

  • D.M. 1 settembre 1970

    È il provvedimento di tutela paesaggistica la cui declaratoria riconosce il valore panoramico ed estetico-tradizionale del contesto interessato.

Massime di principio

  • Nel giudizio di compatibilità paesaggistica postuma o di sanatoria, il diniego deve indicare le ragioni concrete di incompatibilità dell'opera con i valori paesaggistici tutelati, ma il livello di analiticità della motivazione varia in relazione alle caratteristiche del caso concreto.
  • Una motivazione paesaggistica succinta è sufficiente quando individua in modo chiaro e immediatamente percepibile il nesso tra le caratteristiche dell'opera e la compromissione del contesto tutelato, ad esempio mediante il riferimento all'alterazione dello skyline, dell'assetto morfologico o del quadro panoramico.
  • Non è sempre necessario che il diniego paesaggistico descriva o raffronti il manufatto con tutte le opere circostanti: tale raffronto presuppone che esistano, nella medesima zona, opere legittime e ritenute compatibili con il vincolo.
  • La presenza di altri manufatti nel contesto paesaggistico non dimostra l'illegittimità del diniego se non è provata la loro legittimità edilizia o la loro compatibilità paesaggistica; opere abusive ulteriori non costituiscono un parametro di comparazione favorevole.
  • Ai sensi dell'art. 101, comma 2, c.p.a., l'appellato deve riproporre tempestivamente le domande e le eccezioni assorbite o non esaminate in primo grado; la loro deduzione per la prima volta nella memoria conclusionale tardiva comporta la rinuncia processuale.

Come è indicizzato

MaterieAutorizzazione paesaggisticaSanatoria paesaggisticaMotivazione del provvedimentoMotivi aggiunti e ricorso incidentale
RamiBeni culturali e paesaggioProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiDifetto di motivazioneDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDecadenza e tardivitàEccesso di potere

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