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Sentenza

Sentenza n. 3386/2026 - Roma, Sezione 2T

per l’accertamento e la declaratoria, previa tutela cautelare collegiale, dell’obbligo di provvedere alla fissazione di un appuntamento volto alla formalizzazione della domanda di visto di ingresso per motivi di studio, relativamente al silenzio serbato dall’Ambasciata d’Italia ad Islamabad, con riferimento alla domanda di attivazione della procedura di rilascio del visto di ingresso per motivi di studio

Giustizia amministrativa202510204

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II terSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio-rifiuto dell'Ambasciata d'Italia in Pakistan sulla richiesta di fissazione di un appuntamento per formalizzare la domanda di visto di ingresso per motivi di studio

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

Il ricorrente, di cittadinanza pakistana, ha agito contro l'inerzia dell'amministrazione, lamentando il rifiuto dell'Ambasciata d'Italia in Pakistan di fissare un appuntamento necessario per poter formalizzare la domanda di visto di ingresso in Italia per motivi di studio, previa preiscrizione universitaria. Ha chiesto l'accertamento dell'illegittimità del silenzio e la declaratoria dell'obbligo dell'amministrazione di provvedere alla fissazione dell'appuntamento, con domanda cautelare collegiale.

La decisione

Nelle more del giudizio l'appuntamento presso l'ambasciata è stato concesso. Il ricorrente ha quindi ottenuto quanto richiesto con l'istanza rivolta all'amministrazione, ossia la possibilità di presentare e formalizzare la domanda di rilascio del visto. Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, ritenendo venuto meno l'interesse alla decisione sull'inerzia amministrativa. Le spese di lite sono state compensate, in considerazione dell'ingente flusso di domande affrontato dall'ambasciata in Pakistan e dell'eccezionale contenzioso verificatosi nella materia.

Massime di principio

  • Quando, nel corso di un giudizio promosso contro l'inerzia amministrativa, l'amministrazione adotta il comportamento o l'atto richiesto dal ricorrente, consentendogli di conseguire integralmente il bene della vita perseguito, deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere.
  • La concessione dell'appuntamento necessario a formalizzare una domanda di visto soddisfa l'obbligo amministrativo specificamente dedotto in giudizio, anche se non comporta ancora la decisione sul rilascio del visto stesso.
  • La sopravvenuta soddisfazione della pretesa azionata giustifica la compensazione delle spese quando ricorrano circostanze eccezionali, quali un ingente flusso di domande e un significativo contenzioso gravante sull'amministrazione.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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