Sentenza n. 200/2026 - Salerno, Sezione 1
per l'annullamento del provvedimento prot. 0009775 del 14.04.2025, notificato in pari data, con il quale il Comune di Castellabate ha esitato negativamente l’istanza della ricorrente acquisita al protocollo comunale con il n. 26551 del 15/12/2023;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di accertamento di compatibilità paesaggistica in sanatoria relativo alla realizzazione di una struttura in calcestruzzo armato soprastante un fabbricato adibito a deposito
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietaria)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha impugnato il diniego comunale del 14 aprile 2025, adottato sull’istanza di accertamento di compatibilità paesaggistica presentata il 15 dicembre 2023 e riferita a interventi eseguiti in area sottoposta a vincolo paesaggistico. Il Comune ha fondato il diniego sul parere contrario della Soprintendenza, ricevuto dalla stessa il 6 febbraio 2024 e reso il 4 dicembre 2024. Con il primo motivo, ritenuto assorbente, la ricorrente ha dedotto la violazione dell’art. 167, comma 5, d.lgs. n. 42/2004, sostenendo che il parere della Soprintendenza fosse stato espresso oltre il termine perentorio di 90 giorni e non potesse quindi considerarsi vincolante. Il Comune, inoltre, avrebbe recepito acriticamente il parere tardivo senza svolgere una propria autonoma valutazione sulla compatibilità paesaggistica.
La decisione
Il ricorso è stato accolto. Il giudice ha ricostruito il procedimento previsto dall’art. 167, comma 5, d.lgs. n. 42/2004, articolato nella presentazione dell’istanza, nel parere della Soprintendenza da rendere entro 90 giorni e nel provvedimento conclusivo del Comune entro 180 giorni. Poiché la Soprintendenza aveva ricevuto l’istanza il 6 febbraio 2024, il termine per il parere scadeva il 6 maggio 2024; il parere reso il 4 dicembre 2024 era pertanto tardivo. Il superamento del termine non rende illegittimo il parere, ma ne elimina il carattere vincolante, consentendo al Comune di tenerne conto soltanto previa autonoma e motivata valutazione. Nel caso concreto, il Comune aveva invece ritenuto il parere vincolante e lo aveva recepito senza alcun apprezzamento autonomo. Il diniego è stato quindi annullato. Il Comune è stato condannato al pagamento delle spese processuali, liquidate in euro 2.000, oltre accessori di legge.
Norme richiamate
art. 167, comma 5, d.lgs. n. 42/2004
Il soggetto interessato all’accertamento di compatibilità paesaggistica deve presentare apposita domanda all’autorità preposta alla gestione del vincolo. L’autorità competente si deve pronunciare sulla domanda entro il termine perentorio di 180 giorni, previo il parere vincolante della Soprintendenza da rendersi, a sua volta, entro il termine perentorio di 90 giorni.
Il parere della Soprintendenza deve essere reso entro 90 giorni dalla ricezione dell’istanza. Se è espresso tardivamente, non è illegittimo, ma perde il carattere vincolante; il Comune può utilizzarlo solo previa autonoma e motivata valutazione nel provvedimento finale.
Massime di principio
- Nel procedimento di accertamento della compatibilità paesaggistica previsto dall’art. 167, comma 5, d.lgs. n. 42/2004, il termine di 90 giorni entro il quale la Soprintendenza deve rendere il parere è perentorio e decorre dalla ricezione dell’istanza da parte dell’organo statale competente.
- Il parere della Soprintendenza reso oltre il termine di 90 giorni non è per ciò solo illegittimo, ma perde la propria natura vincolante e assume valore consultivo.
- Quando il parere della Soprintendenza è tardivo, l’autorità comunale competente alla decisione finale può tenerne conto, ma deve svolgere un’autonoma e motivata valutazione della compatibilità paesaggistica; il recepimento acritico del parere, ritenuto erroneamente vincolante, rende illegittimo il provvedimento finale.
- Il termine di 180 giorni previsto per la pronuncia dell’autorità competente e quello di 90 giorni previsto per il parere della Soprintendenza delineano le fasi fondamentali del procedimento di accertamento della compatibilità paesaggistica.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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