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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20222/2025 del 30/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza del Tribunale di Salerno che aveva dichiarato non doversi procedere nei confronti dell'imputata per il delitto di furto di energia elettrica (art. 624 c.p. e artt. 81, 625 c.p.), ritenendo mancante la condizione di procedibilità della querela dopo la riforma che ha reso il furto generalmente perseguibile a querela. Il Procuratore generale ha dedotto che l'imputazione originaria indicava sia la sottrazione di energia all'ENEL sia l'alterazione del misuratore elettrico, circostanze idonee a integrare la qualificazione aggravante della destinazione del bene a pubblico servizio (art. 625, co. 1, n. 7), rendendo il reato procedibile d'ufficio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Procuratore generale. Ha ritenuto che, pur riconoscendo la natura valutativa della circostanza aggravante della destinazione del bene a pubblico servizio (secondo i principi delle Sezioni Unite 'Sorge'), nel caso concreto il capo di imputazione conteneva elementi descrittivi sufficienti (sottrazione di energia all'ENEL e alterazione del misuratore collegato alla rete di distribuzione) da rendere manifesto all'imputata il carattere pubblico del servizio e quindi da rendere il reato procedibile d'ufficio. Perciò la sentenza impugnata è stata annullata e il procedimento rinviato al giudice di merito per il proseguimento conforme ai principi esposti.

Norme richiamate

  • Codice penale, art. 624

    Norma sul delitto di furto; la riforma (d.lgs. n.150/2022) ha previsto la regola generale della procedibilità a querela ma riconosce eccezioni che consentono la procedibilità d'ufficio per specifiche ipotesi aggravate.

  • Codice penale, art. 625

    art. 625, co. 1, n. 7) (e n. 7-bis)

    Elenca le circostanze aggravanti; la n.7) riguarda la sottrazione di cose destinate a pubblico servizio. La Corte interpreta questa circostanza come di natura valutativa: la sua sussistenza richiede accertamento sulla concreta destinazione del bene.

  • Decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 150

    art. 2, co. 1, lett. i), d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150

    Norma della cd. riforma Cartabia che ha modificato la procedibilità del furto, rendendolo in generale procedibile a querela salvo le eccezioni previste (p.es. beni destinati a pubblico servizio).

  • Codice penale, artt. 81 e correlati

    artt. 81, 624, 625, co. 1, n. 2) e n. 7)

    Riferimento complessivo al capo d'imputazione: l'insieme delle norme contestate nel procedimento per valutare l'elemento soggettivo e le aggravanti applicabili.

  • Giurisprudenza delle Sezioni Unite (Sorge)

    Sez. U, n. 24906 del 18/04/2019, 'Sorge', Rv. 275436

    Principio secondo cui le circostanze aggravanti di natura valutativa richiedono una esplicita precisazione nell'imputazione perché la loro sussistenza non è auto-evidente e impone una valutazione giuridica che incide sul diritto di difesa.

  • Sentenze di legittimità richiamate

    es. Sez. 5, n. 2505 del 29/11/2023; Sez. 4, n. 48529 del 07/11/2023; Sez. 5, n. 14890 del 14/03/2024

    Arresti che, a seconda dei casi, hanno ritenuto la destinazione dell'energia a pubblico servizio come implicita o non implicita; la Corte usa questi precedenti per motivare che in presenza di riferimento a ENEL e alterazione del contatore la pubblicisticità è sufficientemente manifestata.

  • Convenzione europea dei diritti dell'uomo, art. 6

    art. 6, par. 3, lett. a), CEDU

    Principio dell'equo processo che richiede che l'imputato sia adeguatamente informato della natura e della portata dell'accusa (necessità di tutela del diritto di difesa contro modificazioni 'a sorpresa').

  • Giurisprudenza CEDU

    sent. 'Drassich c. Italia'

    Caso citato a sostegno del principio che una nuova qualificazione non comunicata tempestivamente all'imputato può integrare violazione dell'art. 6 CEDU; motivazione usata per sottolineare l'importanza di informazione esaustiva nell'imputazione.

Massime di principio

  • La circostanza aggravante della destinazione del bene a pubblico servizio ha natura valutativa: non sempre è auto-evidente e richiede una verifica sulla concreta destinazione del bene nel caso concreto.
  • Per essere ritenuta contestata in fatto senza violare il diritto di difesa, l'imputazione deve contenere elementi descrittivi e qualificativi sufficienti a far emergere la finalità pubblicistica del bene (es. indicazione del danneggiato come un ente erogatore di servizio, alterazione del misuratore collegato alla rete di distribuzione, ecc.).
  • Dopo la riforma che ha reso il furto generalmente procedibile a querela, la presenza della circostanza aggravante (beni destinati a pubblico servizio) mantiene la procedibilità d'ufficio: pertanto il pubblico ministero deve valutare e indicare tempestivamente tale circostanza nell'imputazione per non incorrere in effetti di improcedibilità.
  • Se il pubblico ministero formula la qualificazione aggravante solo in udienza e non prima, la sua efficacia dipende dal contenuto dell'imputazione originaria: se quest'ultima già rende manifesto l'elemento pubblicistico, la contestazione successiva può risultare efficace; altrimenti può essere considerata tardiva e pregiudizievole per la difesa.
  • Per tutelare il diritto di difesa ed evitare violazioni CEDU, è buona prassi che l'accusa espliciti, già nel capo di imputazione, ogni elemento valutativo che possa aggravare la posizione dell'imputato, oppure che il pubblico ministero integri formalmente l'imputazione prima che eventuali termini per la querela o per la conoscenza dell'imputazione siano decaduti.
  • Nei casi di furto di energia elettrica, la menzione dell'ente erogatore (es. ENEL) e dell'alterazione del misuratore collegato alla rete di distribuzione costituiscono elementi forti che, secondo la giurisprudenza, possono rendere manifestamente pubblicistica la destinazione del bene e quindi giustificare la procedibilità d'ufficio.

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