Cassazione Penale, Ordinanza n. 10706/2026 del 20/03/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
Il difensore dell'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello che, in riforma della decisione di primo grado, aveva rideterminato la pena in anni due e mesi due di reclusione ed euro 4.667 di multa per i reati di ricettazione, detenzione di arma clandestina e detenzione illegale di artificio pirotecnico. I motivi di ricorso riguardavano, da un lato, la pretesa insufficiente motivazione sugli aumenti di pena applicati per la continuazione; dall'altro, il diniego delle circostanze attenuanti generiche, contestando la valorizzazione dell'allarme sociale del fatto e la ritenuta irrilevanza della confessione e della incensuratezza.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto entrambi i motivi manifestamente infondati. Ha affermato che gli aumenti per la continuazione erano di entità assai contenuta e, comunque, erano stati anche ridotti dalla Corte territoriale; pertanto non richiedevano una motivazione specifica oltre il richiamo alla loro adeguatezza e congruità. Ha inoltre ritenuto adeguatamente motivato il diniego delle attenuanti generiche, evidenziando che la confessione può non avere valenza mitigatrice quando sia neutralizzata da ulteriori elementi di disvalore o abbia carattere meramente utilitaristico, e che la sola incensuratezza non basta più, dopo la riforma dell'art. 62-bis c.p., a fondare la concessione della diminuente. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente alle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 62-bis c.p.
La sola incensuratezza dell'imputato non è sufficiente, dopo la riforma del 2008, per giustificare la concessione delle circostanze attenuanti generiche; il giudice può negarle in assenza di elementi positivi.
art. 81 c.p.
Richiamato implicitamente in relazione alla determinazione della pena nel reato continuato e agli aumenti per i reati satellite.
Massime di principio
- In tema di reato continuato, quando l'aumento di pena per il reato satellite è contenuto e non supera la media della pena irrogabile, non occorre una motivazione analitica: è sufficiente un richiamo alla congruità e adeguatezza dell'aumento.
- Il diniego delle circostanze attenuanti generiche può essere motivato valorizzando l'allarme sociale del fatto e gli elementi di disvalore emergenti dagli atti, anche in presenza di confessione dell'imputato.
- La confessione non impone automaticamente una riduzione di pena se è priva di effettiva collaborazione processuale, si limita a prendere atto dell'evidenza probatoria o è espressione di una strategia utilitaristica.
- Dopo la riforma dell'art. 62-bis c.p., lo stato di incensuratezza, da solo, non basta a fondare il riconoscimento delle attenuanti generiche.
Come è indicizzato
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