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Sentenza

Sentenza n. 171/2026 - Genova, Sezione 1

per l'annullamento previa concessione di idonee misure cautelari - del provvedimento del Ministero dell''Interno prot. n. -OMISSIS-^ - Sez. Mobilità adottato dal Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza in data 21 marzo 2023 e notificato in data 24 marzo 2023, recante il rigetto della domanda di trasferimento temporaneo ai sensi dell'art. 33, co. 5 della l. 5 febbraio 1992, n. 104

Giustizia amministrativa202300446

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Liguria - Genova, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego della domanda di trasferimento temporaneo ai sensi dell'art. 33, comma 5, l. 104/1992

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento del Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza che aveva respinto la domanda di trasferimento temporaneo presentata ai sensi dell'art. 33, comma 5, della l. 104/1992. Il Ministero dell'Interno si è costituito contestando nel merito la pretesa. L'istanza cautelare era stata respinta. Successivamente, il ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione, avendo ottenuto il trasferimento.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. La dichiarazione del ricorrente, pur non essendo stata notificata all'Amministrazione e a prescindere dalla sua idoneità a integrare una rinuncia formale, è stata ritenuta idonea quale argomento di prova della sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell'art. 84, comma 4, c.p.a. L'ottenimento del trasferimento ha eliminato l'interesse attuale alla decisione sull'impugnazione del diniego. Le spese sono state compensate in ragione della natura degli interessi coinvolti e della definizione in rito.

Norme richiamate

  • art. 33, comma 5, l. 104/1992

    Disciplina il presupposto normativo della domanda di trasferimento temporaneo proposta dal dipendente per esigenze di assistenza familiare; il merito della domanda non è stato esaminato per la sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 84, comma 4, c.p.a.

    La dichiarazione del ricorrente di non avere più interesse alla decisione può valere come argomento di prova della sopravvenuta carenza di interesse, anche se non integra necessariamente una rinuncia formale e non è stata notificata all'Amministrazione.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Consente la definizione del giudizio con declaratoria di improcedibilità quando, nel corso del processo, viene meno l'interesse alla decisione.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    È richiamato quale base per disporre l'oscuramento delle generalità e dei dati idonei a rivelare lo stato di salute in caso di diffusione del provvedimento.

  • art. 9, paragrafi 1 e 4, Regolamento (UE) 2016/679

    È richiamato in relazione alla tutela dei dati relativi alla salute contenuti nel provvedimento.

  • art. 2-septies d.lgs. 196/2003

    È richiamato quale ulteriore fondamento della prescrizione di oscuramento dei dati relativi alla salute.

Massime di principio

  • L'ottenimento, nel corso del giudizio, del risultato sostanziale perseguito con l'impugnazione elimina l'interesse attuale alla decisione e comporta la declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.
  • La dichiarazione della parte di non avere più interesse alla decisione, anche se non notificata all'amministrazione e non idonea a integrare una rinuncia formale, può essere valutata come argomento di prova della sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell'art. 84, comma 4, c.p.a.

Come è indicizzato

MaterieMobilità, trasferimenti e comandiEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiForze armate e forze di poliziaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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