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Sentenza

Sentenza del 20/12/2019 n. 34170 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

A.D. ha impugnato l'avviso di accertamento relativo a IRES, IRAP e IVA per il 2006, contestando di poter essere personalmente chiamato a rispondere dei debiti fiscali della società. Ha dedotto che, trattandosi di una S.r.l., delle obbligazioni sociali risponde esclusivamente la società con il proprio patrimonio; che la qualifica di amministratore di fatto non era stata adeguatamente provata; che il processo verbale della Guardia di Finanza non aveva efficacia privilegiata quanto alle valutazioni e alla veridicità intrinseca dei fatti descritti; che la CTR aveva motivato per relationem in modo apparente; e che, in ogni caso, le sanzioni fiscali relative a una società con personalità giuridica gravano esclusivamente sulla persona giuridica.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso, cassato la sentenza della CTR della Campania e, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, ha deciso direttamente nel merito accogliendo il ricorso introduttivo del contribuente. La Corte ha rilevato che la CTR aveva erroneamente applicato la disciplina delle società di persone, affermando la responsabilità illimitata del socio di una S.r.l.; inoltre, aveva fondato in modo insufficiente la qualifica di amministratore di fatto, richiamando genericamente la sentenza di primo grado e il verbale della Guardia di Finanza. L'Agenzia delle Entrate è stata condannata al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, liquidate in 14.700 euro per compensi, oltre 200 euro per spese, rimborso forfetario e accessori di legge.

Norme richiamate

  • Art. 2462 c.c.

    Per le obbligazioni sociali risponde soltanto la società con il suo patrimonio.

    Nelle società a responsabilità limitata il socio, in quanto tale, non risponde personalmente e illimitatamente delle obbligazioni sociali, comprese quelle tributarie. L'eventuale simulazione della cessione delle quote non modifica questo principio.

  • Art. 2700 c.c.

    La fede privilegiata dell'atto pubblico riguarda gli elementi estrinseci dell'atto e i fatti compiuti o attestati dal pubblico ufficiale come avvenuti in sua presenza; non si estende automaticamente alla veridicità intrinseca delle dichiarazioni, valutazioni o ricostruzioni contenute nel verbale.

  • Art. 7 del D.L. n. 269 del 2003, convertito dalla L. n. 326 del 2003

    Le sanzioni amministrative relative al rapporto tributario proprio di una società o ente dotato di personalità giuridica sono esclusivamente a carico della persona giuridica, anche quando la società sia gestita da un amministratore di fatto, salvo specifiche diverse basi normative di responsabilità.

  • Art. 11 del D.Lgs. n. 472 del 1997

    La disciplina sulla responsabilità per le sanzioni non può essere applicata in contrasto con la successiva disciplina speciale dell'art. 7 del D.L. n. 269 del 2003, che attribuisce le sanzioni alla persona giuridica.

  • Art. 2639 c.c.

    L'equiparazione dell'amministratore di fatto a quello di diritto opera nell'ambito della responsabilità penale societaria prevista dalla norma e non può essere automaticamente estesa alla responsabilità fiscale o sanzionatoria.

  • Art. 384 c.p.c., comma 2

    Quando non sono necessari ulteriori accertamenti di fatto, la Corte di cassazione può decidere la causa direttamente nel merito dopo aver cassato la sentenza impugnata.

Massime di principio

  • Nelle società di capitali, la mera qualità di socio non rende il socio personalmente responsabile dei debiti fiscali della società; occorre una specifica e autonoma base normativa per imputargli la responsabilità.
  • La qualifica di amministratore o gestore di fatto deve essere dimostrata dall'Amministrazione finanziaria mediante elementi obiettivi, concreti e analiticamente indicati, come l'effettivo esercizio dei poteri gestori, la disponibilità dei conti, la sottoscrizione di atti o la direzione dell'attività sociale.
  • Un processo verbale della Guardia di Finanza non prova automaticamente, con fede privilegiata, tutte le valutazioni o conclusioni in esso contenute: l'Amministrazione e il giudice devono distinguere i fatti direttamente constatati dalle ricostruzioni e dalle inferenze.
  • La motivazione per relationem della sentenza d'appello è ammissibile solo se il giudice esamina, anche sinteticamente, i motivi di gravame e rende comprensibile il percorso logico seguito; un richiamo generico e acritico alla sentenza di primo grado determina motivazione apparente.
  • Per le sanzioni tributarie riferite a una società con personalità giuridica, il principio generale è l'imputazione alla persona giuridica, anche in presenza di un amministratore di fatto, salvo che l'atto impositivo individui una diversa e specifica responsabilità prevista dalla legge.
  • La responsabilità personale di amministratori, liquidatori o soci può richiedere presupposti e norme specifiche, come quelle relative alla responsabilità del liquidatore o alla cancellazione della società; tali presupposti devono risultare dall'atto impositivo e non possono essere introdotti successivamente dal giudice.

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