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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34604/2022 del 20/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso l'ordinanza che ha confermato la custodia cautelare in carcere nei confronti di Trombetta per reati di traffico di stupefacenti e associazione finalizzata al narcotraffico (periodo settembre 2017 - luglio 2019). Tre motivi di ricorso: 1) contestazione dell'identificazione dell'utenza telefonica 3511522253 come utilizzata dall'indagato nel periodo 24/03/2018-01/05/2018, sostenendo che il telefono sarebbe stato acquisito solo dal 30/05/2018 dopo il suo ritrovamento per strada (testimonianza della convivente); 2) censura della sussistenza della gravità indiziaria in ordine al reato associativo, con la tesi che Trombetta avrebbe avuto contatti solo con Suriano e non mostrato ruolo coerente in un'associazione più ampia; 3) censura sulla misura cautelare ritenuta eccessiva, sostenendo che sarebbero adeguate misure meno afflittive (arresti domiciliari con braccialetto elettronico).

La decisione

Ricorso rigettato. La Corte ha ritenuto infondati i tre motivi: (1) la ricostruzione delle intercettazioni e dei contatti (anche autodefinizione in una conversazione e contatti con la madre) giustificava l'attribuzione dell'utenza a Trombetta e la versione difensiva è stata ritenuta non credibile; (2) la gravità indiziaria rispetto all'associazione è stata ritenuta sussistente grazie a un quadro probatorio articolato (intercettazioni, videoriprese, servizi di osservazione, modus operandi internazionale, vani occulti, frequente cambio di utenze, rapporti con Suriano e con altri soggetti come Pati) che evidenziava la partecipazione di Trombetta alla struttura; (3) la custodia in carcere è stata confermata in presenza della doppia presunzione di necessità della misura per i reati contestati e dell'assenza di elementi idonei a neutralizzarla, nonché per l'inidoneità degli arresti domiciliari a prevenire i contatti criminosi. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e trasmissione degli atti alla cancelleria ai sensi dell'art. 94, comma 1-ter disp. att. c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 309 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la pronuncia dell'ordinanza di conferma della misura cautelare in sede di Tribunale del Riesame

  • art. 61-bis cod. pen.

    Richiamato per l'aggravamento di pena relativo ai reati di cui si discute (circostanze che inficiano la gravità delle imputazioni)

  • D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (art. 73, art. 74 commi 1,2,3, art. 80)

    art. 73; art. 74 commi 1,2,3; art. 80 D.P.R. 309/1990

    Norme del testo unico stupefacenti utilizzate per qualificare i reati contestati (detenzione, traffico, importazione e concorso in reato) e per valutare la gravità delle imputazioni

  • art. 275 comma 3 cod. proc. pen.

    art. 275 comma 3 cod. proc. pen.

    Richiama la presunzione relativa dell'adeguatezza della custodia in carcere per talune fattispecie: la Corte ha applicato tale presunzione rafforzata salvo elementi concreti idonei a contrastarla, che non sono stati forniti

  • art. 273 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione al sindacato di legittimità sulla gravità indiziaria: la Cassazione verifica la mancanza o manifesta illogicità della motivazione o violazioni di legge, non una rivalutazione dei fatti

  • art. 94 comma 1-ter disp. att. cod. proc. pen.

    art. 94 comma 1-ter disposizioni attuative c.p.p.

    Disposizione procedurale per gli adempimenti a seguito del rigetto del ricorso (trasmissione atti alla cancelleria)

  • art. 81 e art. 110 cod. pen.

    art. 81; art. 110 cod. pen.

    Richiamati rispetto alla configurazione del concorso di reati e alla cumulazione delle responsabilità penali nel quadro delle plurime fattispecie contestate

Massime di principio

  • Le attribuzioni di utenze telefoniche in fase cautelare possono essere ritenute valide anche se le prime conversazioni utili precedono chiamate riconducibili alla persona, quando esistono elementi indiziari complementari (autodefinizione, contatti con familiari, tempistiche delle comunicazioni) che rendono credibile la titolarità o l'uso dell'utenza.
  • La testimonianza di un convivente/stretta congiunta che fornisce una versione favorevole al ricorrente può essere valutata con sospetto e ritenuta non credibile se contrasta con elementi oggettivi acquisiti (intercettazioni, contatti ripetuti, comportamento operativo).
  • Per la configurabilità dell'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti non è necessaria la conoscenza reciproca fra tutti gli associati: è sufficiente la consapevolezza e volontà di partecipare alla struttura con almeno altri due soggetti e la prova di rapporti stabili e funzionali al fine comune (reperimento, trasporto, smistamento).
  • In sede di cassazione non è consentita una semplice riconsiderazione del quadro probatorio: il sindacato è limitato a violazioni di legge o a mancanza/manifesta illogicità della motivazione; pertanto le censure che chiedono una diversa valutazione dei fatti sono difficilmente accolte.
  • Per i delitti per i quali opera la presunzione di adeguatezza della custodia cautelare, il ricorrente deve fornire elementi precisi, concreti e idonei a rimuovere ogni ragionevole dubbio sulla non necessità del carcere; argomentazioni generiche o alternative non sono sufficienti.
  • La valutazione della misura cautelare tiene conto non solo della gravità dei fatti ma anche della struttura del reato (es. ramificazioni territoriali, modalità organizzative, contatti con vertici), nonché della concreta possibilità che misure meno afflittive consentano di impedire contatti o reiterazioni del reato.

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