Sentenza del 06/04/2018 n. 8473 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'Agenzia delle Dogane aveva rettificato il valore doganale delle merci importate da Puma Italia, sostenendo che al prezzo pagato ai fornitori dovessero essere aggiunti i corrispettivi dei diritti di licenza dovuti a PUMA AG, titolare dei marchi e dei modelli utilizzati. Secondo l'Agenzia, tali royalties costituivano una condizione di vendita delle merci e dovevano quindi incrementare il valore in dogana, con conseguente maggiore debenza di dazi, IVA all'importazione e sanzioni. La Commissione Tributaria Regionale aveva escluso l'inclusione delle royalties ritenendo mancasse un rapporto diretto tra venditore e licenziante e considerando irrilevante il fatto che i prodotti fossero realizzati secondo modelli forniti dalla licenziataria.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto i principali motivi dell'Agenzia delle Dogane, stabilendo che le royalties dovevano essere aggiunte al valore di transazione. PUMA AG controllava infatti la scelta dei produttori, la produzione e la filiera tramite contratti e società controllate, mentre Puma Italia era tenuta a pagare le royalties per i prodotti recanti i marchi e modelli concessi in licenza. È stato inoltre chiarito che il metodo di calcolo delle royalties, anche se basato sulle vendite nette anziché sul prezzo di importazione, non ne esclude il collegamento con le merci importate. L'assolvimento dell'IVA tramite reverse charge escludeva soltanto la duplicazione dell'imposta già regolarizzata, ma non impediva il recupero della maggiore IVA derivante dall'aumento della base imponibile. Sono state quindi confermate anche le ragioni per riesaminare le sanzioni. La sentenza regionale è stata cassata con rinvio alla Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, in diversa composizione, anche per le questioni rimaste assorbite e per le spese. Il ricorso incidentale di Puma Italia è stato dichiarato inammissibile perché riguardava questioni non decise dal giudice d'appello.
Norme richiamate
Art. 32, paragrafo 1, lettera c), del regolamento CEE n. 2913/1992 (Codice doganale comunitario)
"Al prezzo effettivamente pagato o da pagare per le merci importate si addizionano ... i corrispettivi e i diritti di licenza relativi alle merci da valutare, che il compratore è tenuto a pagare, direttamente o indirettamente, come condizione della vendita"
Le royalties devono essere aggiunte al valore doganale quando riguardano le merci importate e il compratore è tenuto a pagarle, direttamente o indirettamente, come condizione della vendita.
Art. 157, paragrafo 2, del regolamento CEE n. 2454/1993
"Si deve aggiungere un corrispettivo o un diritto di licenza al prezzo effettivamente pagato o pagabile soltanto se tale pagamento ... si riferisce alle merci oggetto della valutazione e costituisce una condizione di vendita delle merci in causa"
L'inclusione delle royalties richiede cumulativamente che non siano già comprese nel prezzo, che si riferiscano alle merci valutate e che costituiscano una condizione di vendita.
Art. 159 del regolamento CEE n. 2454/1993
"L'acquirente non è libero di ottenere tali merci da altri fornitori non legati al venditore"
Per le royalties relative a un marchio, assume rilievo anche il fatto che l'importatore non sia libero di acquistare i prodotti da fornitori alternativi non collegati al venditore.
Art. 160 del regolamento CEE n. 2454/1993
"Le condizioni previste dall'art. 157, paragrafo 2 si considerano soddisfatte solo se il venditore o una persona ad esso legata chiede all'acquirente di effettuare tale pagamento"
Quando le royalties sono pagate a un soggetto diverso dal venditore, è sufficiente che il pagamento sia richiesto dal venditore o da una persona a esso legata; non è necessario un rapporto diretto tra produttore e titolare dei diritti.
Art. 161 del regolamento CEE n. 2454/1993
"Il pagamento del corrispettivo o del diritto di licenza può riferirsi alle merci oggetto della valutazione quando l'ammontare ... venga calcolato senza tener conto del prezzo delle merci importate"
Il collegamento delle royalties alle merci importate può sussistere anche se il loro importo è calcolato in base alle vendite successive o ad altri parametri diversi dal prezzo di importazione.
Art. 136 del regolamento UE n. 2015/2447
"Il metodo di calcolo dell'importo dei corrispettivi o dei diritti di licenza non è determinante"
Le modalità di calcolo delle royalties non sono decisive per stabilire se debbano essere incluse nel valore doganale.
Art. 143, paragrafo 1, lettera e), del regolamento CEE n. 2454/1993 e Allegato 23 DAC
"Si considera che una persona ne controlli un'altra quando la prima sia in grado di esercitare, di diritto o di fatto, un potere di costrizione o di orientamento sulla seconda"
Il legame rilevante ai fini doganali è interpretato in senso ampio e può derivare anche da un controllo di fatto o da un potere di orientamento sulla scelta dei produttori, sui metodi di produzione, sulla logistica o sulla commercializzazione.
Art. 69 del D.P.R. n. 633/1972
"Il valore dei beni importati determinato ai sensi delle disposizioni in materia doganale, aumentato dell'ammontare dei diritti doganali dovuti"
L'aumento del valore doganale derivante dall'inclusione delle royalties determina anche un aumento della base imponibile dell'IVA all'importazione.
Art. 70 del D.P.R. n. 633/1972
Disciplina l'assolvimento dell'IVA all'importazione e l'applicazione delle sanzioni previste per le violazioni relative ai diritti di confine.
Art. 303 del D.P.R. n. 43/1973 (Testo Unico delle leggi doganali)
Prevede le sanzioni per le irregolarità nelle dichiarazioni doganali; tali sanzioni possono conseguire alla rettifica del valore doganale, salvo il riesame concreto da parte del giudice di rinvio.
Massime di principio
- Le royalties relative a marchi, modelli o altri diritti immateriali devono essere incluse nel valore doganale quando si riferiscono ai prodotti importati e il loro pagamento costituisce, direttamente o indirettamente, una condizione della vendita.
- Non è indispensabile che il titolare della licenza sia il venditore o abbia un rapporto contrattuale diretto con il produttore: è sufficiente un legame diretto o indiretto e un potere di controllo o orientamento sulla filiera.
- Il controllo può essere dimostrato da elementi quali la scelta o approvazione dei produttori, la limitazione dei fornitori, la definizione di modelli e caratteristiche dei prodotti, il controllo della distribuzione o l'uso di società del gruppo e agenti collegati.
- Il fatto che le royalties siano calcolate sulle vendite nette o sul fatturato successivo all'importazione non esclude il loro collegamento con le merci importate.
- Il pagamento dell'IVA mediante reverse charge evita una duplicazione dell'imposta già assolta, ma non esclude il recupero della maggiore IVA dovuta se la base imponibile doganale viene correttamente aumentata.
- In presenza di una rettifica del valore doganale, le sanzioni possono essere mantenute o riesaminate; l'annullamento della pretesa principale non è automaticamente corretto se la rettifica risulta fondata.
- Le questioni dichiarate assorbite dal giudice d'appello non possono normalmente essere oggetto di ricorso incidentale per carenza di interesse, ma possono essere riproposte davanti al giudice del rinvio.
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