Cassazione Civile, Ordinanza n. 29032/2021 del 20/10/2021
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (amministrazione finanziaria)
La controversia
La controversia nasce da quattro istanze di rimborso Ires presentate da una società, poi divenuta Toto Holding S.p.A., per gli anni d'imposta 2004, 2005, 2006 e 2007, fondate sull'assunto di aver indebitamente versato imposta per effetto dell'applicazione della disciplina sulla thin capitalization (art. 98 TUIR, nel testo vigente ratione temporis). La società sosteneva di poter ottenere la disapplicazione della norma dimostrando che l'indebitamento era giustificato dalla propria autonoma capacità di credito e che i finanziamenti sarebbero stati concessi anche da terzi indipendenti con la sola garanzia del patrimonio sociale. L'Ufficio aveva negato il rimborso; i giudici di primo grado avevano accolto i ricorsi della contribuente, e la CTR aveva confermato. L'Agenzia delle Entrate ha quindi proposto quattro ricorsi per cassazione, con tre motivi sostanzialmente identici: (1) nullità della sentenza per motivazione apparente, in violazione dell'art. 36, comma 2, d.lgs. 546/1992; (2) omesso esame di fatti decisivi, con riferimento alla situazione debitoria, al patrimonio netto negativo, agli indici di bilancio, alla redditività del gruppo e alla posizione della controllata Air One S.p.A.; (3) violazione dell'art. 98, comma 2, lett. b), TUIR e dell'art. 2727 c.c., per avere la CTR ritenuto provata l'autonoma capacità di credito senza una prova presuntiva grave, precisa e concordante.
La decisione
La Corte ha ritenuto fondato il primo motivo di ricorso, assorbendo gli altri. Ha affermato che la CTR aveva reso una motivazione solo apparente: aveva svolto una trattazione astratta e generale della thin capitalization rule, ma non aveva esaminato in concreto le specifiche censure formulate dall'Agenzia in appello contro la sentenza di primo grado, né le ragioni per cui gli elementi probatori allegati dalla contribuente dovessero prevalere su quelli contrari dedotti dall'Ufficio. Per questo ha cassato le sentenze impugnate e ha rinviato alla CTR dell'Abruzzo, in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
art. 38 d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602
norma posta a fondamento delle istanze di rimborso dell'Ires indebitamente versata
art. 98 d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917
disciplina della thin capitalization rule, rilevante per valutare la disapplicazione richiesta dalla contribuente e l'autonoma capacità di credito
art. 36, secondo comma, d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546
impone una motivazione effettiva e non meramente apparente della sentenza tributaria
art. 62, primo comma, d.lgs. n. 546 del 1992
richiamato quale norma processuale di raccordo nei motivi di ricorso
art. 360, primo comma, num. 4, cod. proc. civ.
vizio denunciato per nullità della sentenza dovuta a motivazione apparente
art. 360, primo comma, num. 5, cod. proc. civ.
vizio denunciato per omesso esame di fatti decisivi discussi tra le parti
art. 2727 cod. civ.
richiamato in tema di prova presuntiva della sussistenza dei presupposti per la disapplicazione della thin capitalization
art. 2343 cod. civ.
menzionato nella motivazione della CTR con riferimento alla perizia di stima del capitale conferito
Massime di principio
- Nel processo tributario la sentenza è affetta da motivazione apparente quando si limita a considerazioni astratte o a una mera elencazione di elementi probatori, senza confrontarsi con i motivi specifici di appello e senza spiegare perché un certo materiale probatorio sia stato ritenuto decisivo.
- La motivazione deve dare conto, in modo intelligibile, delle ragioni della decisione e del percorso logico seguito, soprattutto quando l'appello contesti puntualmente la valutazione delle prove compiuta dal primo giudice.
- Nelle controversie sulla disapplicazione della thin capitalization rule, grava sul contribuente l'onere di dimostrare l'autonoma capacità di credito e la ricorrenza della relativa esimente, anche mediante presunzioni gravi, precise e concordanti.
- Se il giudice di appello omette di esaminare fatti storici specificamente dedotti e potenzialmente decisivi, il vizio di motivazione può condurre alla cassazione della sentenza con rinvio.
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