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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29014/2026 del 30/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La decisione riguarda un ricorso straordinario proposto contro una precedente sentenza della Corte di cassazione che aveva annullato senza rinvio, per estinzione del reato per remissione di querela, alcuni capi della condanna pronunciata in appello e aveva dichiarato inammissibile il ricorso nel resto. Il ricorrente ha dedotto un errore percettivo ai sensi dell'art. 625-bis c.p.p., sostenendo che la Corte non avrebbe rilevato, con riferimento al capo 5) per insolvenza fraudolenta aggravata in danno di persona offesa nominativamente indicata nel testo, l'intervenuta remissione di querela e la relativa accettazione, documentazione che sarebbe stata tempestivamente depositata. Ha quindi chiesto la correzione del provvedimento con declaratoria di estinzione anche di quel reato. La Corte ha però verificato che agli atti dell'udienza della precedente trattazione non risultava depositato il verbale di remissione della querela, ma solo l'atto di accettazione; perciò l'errore percettivo non era emendabile nel caso concreto.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso ex art. 625-bis c.p.p. perché, pur essendo in astratto rilevabile la remissione di querela quale causa estintiva prevalente sull'inammissibilità, nel fascicolo dell'udienza precedente non risultava allegato il verbale di remissione della persona offesa relativo al capo 5). Era stato depositato soltanto l'atto di accettazione della remissione da parte dell'imputato, mentre la giurisprudenza richiamata consente la declaratoria di estinzione anche senza formale accettazione, ma non in assenza dell'atto di remissione. Conseguentemente, il ricorso è stato respinto come inammissibile, con condanna del ricorrente alle spese processuali e senza applicazione della somma alla Cassa delle ammende per la peculiarità della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 625-bis c.p.p.

    rimedio straordinario per errore di fatto; nel caso concreto è proponibile solo se l'atto asseritamente omesso risultava effettivamente agli atti della precedente udienza.

  • art. 121 c.p.p.

    richiamato per il deposito di memoria difensiva.

  • art. 611 c.p.p.

    richiamato per il deposito di memoria difensiva nel procedimento di legittimità.

  • art. 157 c.p.

    richiamato per il principio secondo cui l'accettazione della remissione della querela può presumersi in assenza di una volontà contraria del querelato, quando questi sia edotto della remissione e in grado di accettarla o rifiutarla.

Massime di principio

  • La remissione della querela intervenuta in pendenza del ricorso per cassazione e ritualmente accettata estingue il reato procedibile a querela e deve essere rilevata d'ufficio dal giudice di legittimità, purché il ricorso sia tempestivo.
  • L'omesso rilievo di una causa estintiva del reato incontrovertibilmente risultante dagli atti e non dipendente da valutazioni giuridiche o apprezzamenti di fatto integra un errore di fatto di natura percettiva, emendabile con il rimedio straordinario previsto dall'art. 625-bis c.p.p.
  • Ai fini della declaratoria di estinzione del reato per remissione di querela non è necessario che risulti formalmente l'accettazione del querelato, potendo questa presumersi in mancanza di una ricusa; è invece indispensabile che agli atti risulti l'atto di remissione della persona offesa.
  • Il rimedio per errore di fatto non può essere utilizzato per ottenere un diverso esito proscioglitivo quando l'atto decisivo non era stato effettivamente sottoposto al collegio che ha pronunciato la precedente decisione.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniProve
RamiProcesso penaleReati contro l'amministrazione della giustizia
IstitutiPrescrizione del reato

Testo integrale

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