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Sentenza

Sentenza n. 647/2026 - Latina, Sezione 1

per l'ottemperanza della sentenza del Tribunale di Cassino, Sezione Lavoro, n. 723 del 2023, depositata il 23 ottobre 2023, notificata il 24 ottobre 2023 e passata in giudicato;

Giustizia amministrativa202600172

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Latina, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Cassino, Sezione Lavoro, n. 723 del 2023, passata in giudicato

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso per ottenere l'ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Cassino, Sezione Lavoro, n. 723 del 2023, notificata al Ministero il 24 ottobre 2023 e passata in giudicato. La pronuncia aveva condannato il Ministero a corrispondere alla docente il beneficio economico di 500 euro annui, per gli anni scolastici dal 2015/2016 al 2020/2021, mediante attivazione della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del personale docente, oltre alle spese di lite. La ricorrente ha dedotto l'inerzia dell'amministrazione, che non aveva dato esecuzione al giudicato né corrisposto quanto dovuto.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso ritenendo comprovati la notifica e il passaggio in giudicato della sentenza presupposta, nonché l'inadempimento dell'amministrazione, che non ha fornito elementi ostativi all'esecuzione. Ha assegnato al Ministero un termine di sessanta giorni dalla comunicazione amministrativa della sentenza, o dalla notificazione a cura della ricorrente, per compiere gli adempimenti necessari all'esecuzione del giudicato. In caso di ulteriore inadempimento, ha disposto l'intervento, entro i successivi sessanta giorni, del Direttore della Ragioneria territoriale dello Stato di Frosinone/Latina, o di un funzionario delegato, quale commissario ad acta, da insediarsi su sollecitazione della ricorrente. Il compenso del commissario, posto a carico del Ministero, è stato liquidato in 1.000 euro, salvo conguaglio. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese del giudizio, liquidate in 500 euro oltre accessori, rifusione del contributo unificato e distrazione in favore del procuratore antistatario.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Disciplina il giudizio di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di adottare le misure necessarie per assicurare l'esecuzione del giudicato, compresa la nomina di un commissario ad acta.

  • art. 1, comma 121, l. 13 luglio 2015, n. 107

    Costituisce la base normativa del beneficio economico annuale di 500 euro destinato all'aggiornamento e alla formazione del personale docente mediante carta elettronica.

  • art. 14, comma 1, d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, conv. nella l. 28 febbraio 1997, n. 30

    È richiamato quale fondamento della notificazione della sentenza di condanna all'amministrazione resistente.

Massime di principio

  • Quando una sentenza passata in giudicato impone a una pubblica amministrazione un'obbligazione specifica e l'amministrazione non vi adempie, il beneficiario può promuovere il giudizio di ottemperanza per ottenere gli adempimenti necessari all'esecuzione.
  • Nel giudizio di ottemperanza, accertati il passaggio in giudicato della sentenza presupposta e l'inadempimento dell'amministrazione, il giudice può assegnare all'amministrazione un termine per adempiere e prevedere, per il caso di ulteriore inerzia, l'intervento sostitutivo di un commissario ad acta.
  • Il commissario ad acta può essere individuato già nella sentenza di ottemperanza, con previsione del suo insediamento su sollecitazione della parte vittoriosa dopo la scadenza del termine assegnato all'amministrazione.
  • Le spese e il compenso del commissario ad acta possono essere posti a carico dell'amministrazione inadempiente.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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