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Sentenza

Sentenza n. 4387/2026 - Milano, Sezione 3

per l’annullamento - del verbale n. -OMISSIS- della seduta del 6 febbraio 2025 relativo all’attività di correzione delle prove scritte dell’esame di abilitazione alla professione di avvocato, svolte presso la Corte d’Appello di -OMISSIS-, ad opera della commissione n. 16 istituita presso la Corte d’Appello di -OMISSIS-, nella parte in cui viene espressa valutazione insufficiente (pari a 12/30) per l’elaborato della ricorrente, contrassegnato con il n. 466; - della conseguente non ammissione alle prove orali degli esami di avvocato per la sessione 2024 in imminente svolgimento presso il Distretto di Corte d’Appello di -OMISSIS-, appresa dalla ricorrente a seguito di accesso all’apposita area riservata sul sito internet del Ministero; - di ogni altro atto preordinato, presupposto, consequenziale e/o comunque connesso ai precedenti, ivi inclusa la circolare ministeriale in data 2 dicembre 2024 recante “indicazioni operative” sulla correzione degli elaborati, nella parte in cui afferma l’adeguatezza del voto meramente numerico.

Giustizia amministrativa202501523

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: valutazione insufficiente, pari a 12/30, dell’elaborato scritto dell’esame di abilitazione forense per la sessione 2024 e conseguente non ammissione alle prove orali; impugnata anche la circolare ministeriale del 2 dicembre 2024 nella parte relativa all’adeguatezza del voto numerico

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La candidata ha impugnato il verbale della seduta del 6 febbraio 2025 con cui la commissione esaminatrice aveva attribuito al suo elaborato il punteggio di 12/30, nonché la conseguente non ammissione alle prove orali e la circolare ministeriale del 2 dicembre 2024, nella parte in cui riteneva sufficiente la motivazione mediante voto numerico. Il testo riferisce che il Ministero ha chiesto il rigetto nel merito, ma non descrive specificamente i singoli motivi di illegittimità articolati dalla ricorrente.

La decisione

Il TAR ha dichiarato improcedibile il ricorso ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., dopo che la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione, avendo nel frattempo sostenuto e superato la prova orale della sessione d’esame 2025, successiva a quella controversa. Il giudice ha rilevato che la candidata aveva così ottenuto aliunde il bene della vita perseguito. Non vi è stata decisione nel merito sulle censure relative alla valutazione dell’elaborato, alla non ammissione o alla sufficienza della motivazione numerica. Spese compensate in ragione della pronuncia in rito e della complessità delle questioni sottese alla controversia.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Preso atto di tale dichiarazione e rilevato che la ricorrente ha ottenuto aliunde il bene della vita cui aspirava, non resta al Collegio che dichiarare l’improcedibilità del ricorso, ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Il ricorso è improcedibile quando, nelle more del giudizio, il ricorrente ottiene aliunde il bene della vita perseguito e dichiara il venir meno dell’interesse alla decisione.

Massime di principio

  • Il ricorso di annullamento diviene improcedibile quando, nelle more del giudizio, il ricorrente ottiene aliunde il bene della vita perseguito e dichiara che è venuto meno il proprio interesse alla decisione.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilitàEsami di abilitazione
RamiProcesso amministrativoPubblico impiego e concorsi
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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