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Cassazione Civile, Ordinanza n. 20292/2023 del 14/07/2023

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia nasce dalla domanda di una docente di scuola elementare che, avendo raggiunto il limite di età e avendo maturato un'anzianità contributiva superiore al minimo richiesto, aveva chiesto nei termini il trattenimento in servizio per un ulteriore biennio ai sensi della disciplina allora vigente. La richiesta era stata inizialmente accolta dal dirigente scolastico con decorrenza dal 1° settembre 2014, ma successivamente revocata in applicazione della sopravvenuta disciplina del d.l. n. 90/2014, che ha abrogato l'istituto del trattenimento in servizio e previsto la revoca dei trattenimenti non ancora efficaci alla data di entrata in vigore del decreto. La ricorrente ha impugnato la revoca sostenendo che il trattenimento fosse già efficace al momento del provvedimento favorevole, oppure che la norma transitoria non le fosse applicabile; ha inoltre dedotto violazioni costituzionali, omessa pronuncia sulle questioni di appello e omesso esame della domanda risarcitoria. La Corte d'appello aveva già respinto la domanda, ritenendo che il trattenimento non fosse ancora efficace alla data rilevante e che la revoca fosse correttamente disposta; la ricorrente ha quindi proposto ricorso per cassazione con tre motivi, tutti incentrati sulla pretesa efficacia del provvedimento favorevole, sull'asserita omessa pronuncia e sulla domanda di danni.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che la censura muovesse da presupposti fattuali e giuridici errati, perché il trattenimento in servizio, pur già autorizzato, doveva produrre effetti solo dal 1° settembre 2014, data successiva all'entrata in vigore del d.l. n. 90/2014; pertanto rientrava nella previsione transitoria che imponeva la revoca dei trattenimenti non ancora efficaci. La Corte ha escluso sia la configurabilità di un diritto quesito al trattenimento, sia la fondatezza delle censure costituzionali, richiamando la natura discrezionale e ormai eccezionale dell'istituto e la legittimità delle scelte legislative orientate al ricambio generazionale e al contenimento della spesa. Ha inoltre escluso l'omessa pronuncia, rilevando che le questioni di appello erano state esaminate e che la domanda risarcitoria era stata implicitamente respinta per mancanza del diritto sostanziale. Nessuna statuizione sulle spese, poiché l'amministrazione resistente si era costituita solo ai fini della discussione orale.

Norme richiamate

  • art. 16 d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 503

    Norma previgente sul trattenimento in servizio, poi abrogata; la Corte la considera parte di un istituto eccezionale e comunque superato dalla nuova disciplina del 2014.

  • art. 72 d.l. 25 giugno 2008, n. 112

    Richiamato come precedente intervento legislativo che aveva già ristretto l'ambito del trattenimento in servizio nel pubblico impiego.

  • art. 1 d.l. 24 giugno 2014, n. 90, conv. con modif. in L. 11 agosto 2014, n. 114

    comma 1; comma 2; comma 3

    Ha abrogato le norme sul trattenimento in servizio e, in via transitoria, ha salvato solo i trattenimenti già efficaci alla data di entrata in vigore, revocando quelli non ancora efficaci.

  • art. 54 d.l. 24 giugno 2014, n. 90

    Indicato per la data di entrata in vigore del decreto-legge, rilevante ai fini della disciplina transitoria.

  • art. 24 d.l. 6 dicembre 2011, n. 201, conv. con modif. in L. 22 dicembre 2011, n. 214

    Richiamato per il requisito anagrafico e contributivo utile al pensionamento della ricorrente.

  • art. 112 c.p.c.

    Invocato per denunciare omessa pronuncia; la Corte esclude la violazione perché le questioni erano state esaminate e la domanda risarcitoria era stata implicitamente rigettata.

  • artt. 1175 e 1218 c.c.

    Richiamati nel secondo motivo come norme asseritamente violate, senza che la Corte ravvisi profili decisivi in concreto.

  • artt. 1, 3, 4, 33, 35, 36 e 97 Cost.

    Invocati a sostegno della questione di legittimità costituzionale; la Corte li considera non violati, valorizzando il carattere non irragionevole della disciplina e l'obiettivo del buon andamento, del ricambio generazionale e del contenimento della spesa.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    Richiamato per l'accertamento dei presupposti del contributo unificato aggiuntivo.

Massime di principio

  • Nel pubblico impiego, il trattenimento in servizio oltre il limite di età è istituto eccezionale e rimesso alla disciplina legislativa e, nei limiti previsti, alla valutazione dell'amministrazione; non configura di regola un diritto soggettivo perfetto al mantenimento del rapporto.
  • Se una legge sopravvenuta abroga l'istituto del trattenimento in servizio e prevede la revoca dei provvedimenti non ancora efficaci, l'atto favorevole già adottato ma con effetti differiti può essere legittimamente revocato prima della data di efficacia.
  • Ai fini dell'applicazione della disciplina transitoria, ciò che rileva è l'efficacia del trattenimento in servizio e non la mera adozione formale del provvedimento di accoglimento della domanda.
  • La mancata riconoscibilità di un diritto sostanziale al trattenimento esclude sia la configurabilità di un diritto quesito sia la spettanza del risarcimento del danno per la sua cessazione anticipata.
  • La questione di omessa pronuncia è infondata quando la sentenza impugnata abbia comunque esaminato le questioni devolute o quando la domanda accessoria, come quella risarcitoria, risulti implicitamente rigettata per il rigetto della pretesa principale.
  • Una disciplina legislativa che elimini il trattenimento in servizio per favorire il ricambio generazionale e il contenimento della spesa pubblica non è irragionevole, purché non incida sul diritto alla pensione minima e rispetti il canone di ragionevolezza.

Come è indicizzato

MaterieLavoro a termineImpugnazioni
RamiLavoroProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicatoTutela del legittimo affidamento

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