Sentenza n. 4201/2026 - Napoli, Sezione 1
per l'annullamento - della ordinanza n. -OMISSIS- del Comune di Barano d'Ischia e di ogni altro atto pregresso, connesso o consequenziale.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza comunale di demolizione di due muri di contenimento e di una rampa in terra battuta
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza di demolizione deducendo: l'incompetenza del dirigente dell'Ufficio tecnico comunale, sostenendo che la competenza in materia ambientale ed edilizia spettasse al Sindaco; l'idoneità della SCIA presentata il 15 aprile 2022 ai sensi degli artt. 22 e 23 d.P.R. n. 380/2001 a legittimare gli interventi; difetti di motivazione e di istruttoria; l'inesistenza della violazione del Piano territoriale paesistico dell'isola di Ischia. La SCIA riguardava il ripristino di alcuni tratti di muratura in pietra trachitica e il consolidamento delle parti restanti. I sopralluoghi del 20 e 23 maggio 2022 avevano invece accertato muri difformi per altezza, sagoma e andamento, l'assenza del calcolo strutturale conforme alla normativa sismica regionale e una rampa la cui legittimità non risultava provata. Il ricorrente sosteneva inoltre che gli interventi fossero consentiti dall'art. 6 del PTP.
La decisione
Il TAR ha respinto il ricorso. Ha escluso l'incompetenza del dirigente comunale, rilevando che l'art. 49 della legge regionale Campania n. 16/2004 attribuisce la competenza al dirigente comunale competente e che, in generale, l'adozione delle ordinanze di demolizione rientra nella gestione amministrativa, separata dalla funzione di indirizzo politico del Sindaco. Ha ritenuto adeguatamente istruita e motivata l'ordinanza, fondata sui sopralluoghi e sulla difformità delle opere rispetto alla SCIA. Ha escluso che la SCIA potesse legittimare gli interventi concretamente realizzati. Muri di contenimento, terrazzamenti, movimenti di terra e nuove superfici calpestabili su terreno in pendenza costituiscono una permanente alterazione morfologica del territorio e sono qualificabili come nuove costruzioni, soggette a permesso di costruire ai sensi degli artt. 3, comma 1, lett. e), e 10, comma 1, lett. a), d.P.R. n. 380/2001. Il PTP dell'isola di Ischia, escludendo le nuove costruzioni, era quindi applicabile. Infine, il TAR ha affermato che, in area paesaggisticamente vincolata, gli interventi eseguiti in assenza o in difformità da SCIA o DIA sono soggetti alla demolizione e al ripristino ai sensi dell'art. 27, comma 2, d.P.R. n. 380/2001 e dell'art. 167, comma 1, d.lgs. n. 42/2004. Nulla sulle spese, non essendosi costituito il Comune.
Norme richiamate
art. 49 l.r. Campania 22 dicembre 2004, n. 16
La disposizione attribuisce la competenza in materia al dirigente comunale competente.
art. 2, comma 12, l. 16 giugno 1998, n. 191
È richiamata quale fondamento del trasferimento alla dirigenza delle funzioni di gestione amministrativa, comprese quelle relative alle ordinanze di demolizione.
art. 22 d.P.R. n. 380/2001
La SCIA è ritenuta inidonea a legittimare opere realizzate in difformità dal suo oggetto e qualificabili come nuove costruzioni.
art. 23 d.P.R. n. 380/2001
Richiamato insieme all'art. 22 per la disciplina della SCIA edilizia, non applicabile a opere diverse e più incisive rispetto a quelle dichiarate.
art. 3, comma 1, lett. e), d.P.R. n. 380/2001
Movimenti di terra, terrazzamenti, muri di contenimento e nuove superfici calpestabili che modificano stabilmente la conformazione dell'area rientrano nella nozione di nuova costruzione.
art. 10, comma 1, lett. a), d.P.R. n. 380/2001
Le nuove costruzioni sono subordinate al previo rilascio del permesso di costruire.
art. 27, comma 2, d.P.R. n. 380/2001
In area paesaggisticamente vincolata, gli interventi edilizi eseguiti in assenza o difformità da DIA o SCIA sono soggetti alla misura demolitoria-ripristinatoria.
art. 167, comma 1, d.lgs. n. 42/2004
Concorre a fondare la demolizione e il ripristino degli interventi edilizi abusivi realizzati in zona sottoposta a vincolo paesaggistico.
Massime di principio
- L'ordinanza di demolizione di opere edilizie abusive rientra nella competenza del dirigente comunale o, nei comuni privi di dirigenti, del responsabile dell'ufficio o del servizio, trattandosi di attività di gestione amministrativa; le disposizioni che attribuivano tale competenza al Sindaco devono ritenersi implicitamente superate dalla separazione tra indirizzo politico e gestione amministrativa.
- La realizzazione di terrazzamenti, muri di contenimento, movimenti di terra e nuove superfici calpestabili su un terreno in pendenza, quando produca una modifica stabile della conformazione del suolo, costituisce nuova costruzione ai sensi dell'art. 3, comma 1, lett. e), d.P.R. n. 380/2001 e richiede il permesso di costruire ai sensi dell'art. 10, comma 1, lett. a), del medesimo decreto.
- Una SCIA edilizia non legittima opere realizzate in modo sostanzialmente difforme dall'intervento dichiarato, né può sostituire il permesso di costruire richiesto per opere qualificabili come nuove costruzioni.
- In area sottoposta a vincolo paesaggistico, gli interventi edilizi eseguiti in assenza o in difformità da SCIA o DIA sono soggetti alla demolizione e al ripristino; l'ordine demolitorio ha natura doverosa in presenza dell'abuso accertato.
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