Cassazione Penale, Sentenza n. 37420/2023 del 13/09/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso avverso la conferma in appello delle condanne per bancarotta impropria (falso in bilancio, bilanci 1997-2004 con presunte sopravalutazioni), bancarotta fraudolenta per distrazione di beni e rami d'azienda e bancarotta documentale per irregolare tenuta delle scritture. Le censure principali: (1) violazione dell'art. 603 c.p.p. per mancata ammissione del confronto tra perito d'ufficio e consulente di parte; (2) illogicità e travisamento della prova in relazione al falso in bilancio: secondo la difesa la tecnica contabile adottata era legittima secondo la perizia e principi contabili vigenti; (2.1) errori di ricostruzione circa le cessioni e le distrazioni (immobile strumentale non ceduto, contestazione di pagamenti e valutazioni dei corrispettivi); (2.2) contestazione della valutazione sulla documentazione contabile e possibilità di ricostruzione tramite perizie fallimentari; (3) manifesta illogicità nella negazione delle circostanze attenuanti generiche.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rilevato che il ricorso non è manifestamente infondato, in particolare circa la doglianza sul falso in bilancio; questo profilo ha indotto il Collegio a constatare l'intervenuta prescrizione dei reati (termine compiutosi il 17.7.2021), avuto riguardo anche al lungo periodo di sospensione dei termini nel giudizio di merito. Inoltre la Corte ha rilevato d'ufficio l'illegalità delle pene accessorie fallimentari determinate in misura fissa (dieci anni), alla luce della sentenza della Corte costituzionale n. 222/2018. Poiché è intervenuta una causa di estinzione del reato (prescrizione), la Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per estinzione dei reati, osservando che in tal caso non è necessario o possibile procedere ad un esame dei vizi di motivazione della decisione di merito. Sentenza emessa il 4/5/2023.
Norme richiamate
art. 603 c.p.p.
Norma che disciplina la rinnovazione della prova perizia e il confronto tra consulenti; la Corte registra la censura della difesa per mancata assunzione o confronto tecnico ma non decide nel merito per effetto dell'estinzione del reato.
art. 216 u.c. (legge fallimentare)
"la condanna per uno dei fatti previsti dal presente articolo importa per la durata di dieci anni l'inabilitazione all'esercizio di una impresa commerciale e l'incapacità per la stessa durata ad esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa" vs "la condanna per uno dei fatti previsti dal presente articolo importa l'inabilitazione all'esercizio di una impresa commerciale e l'incapacità ad esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa fino a dieci anni"
La Corte costituzionale ha dichiarato illegittima la parte che imponeva la durata fissa di dieci anni; la Cassazione rileva che le pene accessorie stabilite in misura fissa sono illegali e devono essere corrette, e ciò influisce sulla decisione di merito.
Sentenza Corte Costituzionale n. 222/2018
Ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della disposizione che prevedeva automaticamente l'applicazione delle pene accessorie per la durata fissa di dieci anni; utilizzata dalla Cassazione per rilevare d'ufficio l'illegalità delle pene accessorie nella vicenda.
art. 129, comma 2, c.p.p.
Principio secondo cui, quando è accertata una causa di estinzione del reato, il controllo di legittimità si limita alla constatazione delle condizioni di estinzione; il giudice della legittimità non procede all'esame pieno dei vizi di merito che il ricorrente lamenta.
art. 620, comma 1, lett. a), c.p.p.
Norma richiamata in dottrina e giurisprudenza relativa alla declaratoria di estinzione del reato e alla competenza della Cassazione ad annullare senza rinvio quando il reato è estinto; utilizzata per motivare l'annullamento senza rinvio.
Massime di principio
- Se nel corso del giudizio di legittimità emerge una causa di estinzione del reato (es. prescrizione), la Corte di Cassazione può limitarsi a constatare tale estinzione e annullare la sentenza senza rinvio, senza entrare nel merito delle censure di motivazione.
- Le decisioni della Corte costituzionale che rendono illegittime disposizioni che impongono sanzioni in misura fissa devono essere rilevate d'ufficio dalla Corte di merito o di legittimità; la mancata correzione può portare a rilievi e ad effetti sull'esito del giudizio.
- Le censure tecniche relative ai metodi contabili (es. contabilizzazione di contributi in conto capitale) richiedono una puntuale valutazione delle perizie: contestazioni generiche o non supportate possono essere inefficaci, ma se esiste un dubbio serio la non manifesta infondatezza può avere rilievo ai fini della prescrizione.
- Per ottenere l'ammissione del confronto tra consulenti tecnici è necessario formulare istanze specifiche e non generiche ai sensi dell'art. 603 c.p.p.; la genericità della domanda può giustificare il rigetto da parte del giudice.
- Quando si contestano distrazioni di beni o cessioni di rami d'azienda è essenziale documentare con precisione quali beni siano effettivamente trasferiti e quali siano rimasti nel patrimonio della fallita (es. immobili strumentali), perché valutazioni errate su questo punto possono cambiare l'esito sulla responsabilità.
- Da parte della difesa conviene sempre calcolare e prospettare tempestivamente eventuali effetti della prescrizione e segnalare eventuali violazioni di recenti pronunce costituzionali che impattino sulle pene accessorie.
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