Cassazione Civile, Sentenza n. 18160/2023 del 26/06/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Controversia sulla determinazione della retribuzione dovuta durante il periodo di ferie: i lavoratori (macchinisti Trenord) chiedevano che nella retribuzione feriale fossero computate, oltre alla parte fissa e all'indennità di turno già corrisposte, anche l'incentivo per attività di condotta e l'indennità di riserva previsti dal contratto collettivo/aziendale. Il datore contestava l'inclusione di tali voci, richiamando la normativa e le previsioni contrattuali che le escluderebbero dalla retribuzione feriale e sostenendo che eventuali differenze non fossero idonee a dissuadere dal godimento delle ferie.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di Trenord confermando la decisione della Corte d'appello di Milano: le indennità per attività di condotta e di riserva, essendo collegati all'esecuzione delle mansioni tipiche della qualifica di macchinista e rilevanti rispetto allo "status" professionale, devono essere computate nella retribuzione dovuta durante le ferie. La Corte ha richiamato la giurisprudenza della Corte di Giustizia UE sul principio che la retribuzione feriale deve essere sostanzialmente paragonabile a quella ordinaria e che riduzioni idonee a dissuadere dal godimento delle ferie sono incompatibili con il diritto UE. Ha ritenuto plausibile la valutazione del giudice di merito circa la continuità e l'incidenza (circa 25/30%) di tali voci e circa l'effetto dissuasivo (nella fattispecie una diminuzione del 13,50%–19%). Il ricorso è stato rigettato e la ricorrente condannata alle spese di giudizio (liquidate in € 11.000,00 per compensi, € 200,00 esborsi, 15% spese forfetarie e accessori).
Norme richiamate
Direttiva 2003/88/CE, art. 7
La Corte di Giustizia interpreta "ferie annuali retribuite" come il diritto a percepire, durante le ferie, una retribuzione sostanzialmente paragonabile a quella ordinaria; devono essere incluse le voci pecuniarie collegate all'esecuzione delle mansioni e allo status professionale; sono incompatibili riduzioni idonee a dissuadere dal godimento delle ferie.
Norma nazionale di recepimento che va interpretata conformemente alla direttiva e alla giurisprudenza della Corte di Giustizia; non può essere applicata in modo difforme dalla nozione europea di retribuzione feriale.
Costituzione, art.36
Riferimento al principio di adeguata retribuzione; la sua concreta applicazione in materia di ferie deve conciliarsi con i principi derivanti dal diritto UE e dalla giurisprudenza europea.
Richiama i poteri organizzativi del datore ma non può essere interpretato in modo da eludere le garanzie previste dal diritto dell'Unione in materia di ferie retribuite.
CCNL mobilità / settore attività ferroviarie (20.7.2012), art.28 (punto 2.1 e punto 2 lett. c)
Definisce le fattispecie di 'condotta' e 'riserva' come attività lavorative; tale qualificazione rafforza l'argomento secondo cui le relative indennità sono collegate all'esecuzione delle mansioni e allo status professionale e quindi rilevanti per la retribuzione feriale.
Contratto aziendale Trenord (22/06/2012 e accordo aziendale 11/03/2015: art.48.1.1, art.48.1.2, art.20.3)
Le previsioni aziendali/contrattuali che indicano quali voci compongono la retribuzione feriale devono essere interpretate in conformità al diritto UE: non possono escludere voci che, per la loro natura e correlazione con la mansione/status, rientrano nella nozione europea di retribuzione feriale.
Giurisprudenza della Corte di Giustizia UE (es. Robinson-Steele, Schultz‑Hoff, Williams, C-514/20 e altre)
Le pronunce della Corte di Giustizia hanno efficacia vincolante e definiscono il significato della nozione europea di retribuzione da applicare durante le ferie; il giudice nazionale è tenuto a conformare l'interpretazione del diritto interno a tali principi.
Massime di principio
- Verificare se l'indennità è intrinsecamente collegata all'esecuzione della mansione e allo "status" professionale: se sì, tende ad essere inclusa nella retribuzione feriale.
- Valutare la continuità e l'incidenza della voce retributiva sul trattamento mensile: voci erogate in modo continuativo e con peso significativo (non residuale) sono maggiormente suscettibili di inclusione.
- Il giudice effettua una valutazione ex ante sull'eventuale effetto dissuasivo derivante da una diminuzione della retribuzione feriale; diminuzioni rilevanti (nella giurisprudenza casi intorno al 13–19%) possono essere considerate idonee a dissuadere e quindi incompatibili.
- Le previsioni contrattuali nazionali o aziendali non prevalgono se risultano in contrasto con la nozione europea di retribuzione: occorre un'interpretazione conforme al diritto dell'Unione.
- Non tutte le componenti variabili della retribuzione vanno automaticamente incluse: solo quelle correlate alla mansione/status e funzionali a garantire condizioni economiche paragonabili tra periodo lavorativo e periodo di ferie.
- Il rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia è necessario solo se la questione interpretativa non è già stata chiarita dalla giurisprudenza dell'Unione; spesso le pronunce CJEU forniscono già i criteri applicabili.
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