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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9543/2022 del 21/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La parte civile LANZILAO MARTINA ha chiesto la restituzione in termini ex art. 175 c.p.p. e ha proposto contestuale ricorso per cassazione avverso la sentenza con cui la Corte d'Appello di Lecce ha confermato l'assoluzione degli imputati. La parte deduceva la nullità della sentenza per inosservanza degli artt. 602 e 523 c.p.p., sostenendo che in appello le era stato impedito di svolgere le repliche dopo le conclusioni degli imputati e che tale impedimento non risultava dal verbale. Dopo aver ottenuto la correzione del verbale, la ricorrente ha chiesto la restituzione in termini per poter impugnare.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per tardività: l'impugnazione, in assenza di provvedimento di restituzione in termini, è tardiva anche se collegata alla necessità di correggere un errore materiale nel verbale. Inoltre la doglianza è stata ritenuta manifestamente infondata perché la violazione del diritto di replica, non essendo stata eccepita immediatamente in udienza, costituisce nullità relativa che si considera sanata se non tempestivamente rilevata. Tuttavia la Corte ha escluso la colpa della ricorrente ai fini dell'applicazione dell'art. 616 c.p.p. e quindi non l'ha condannata alla cassa delle ammende; le ha comunque addebitato le spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 175 cod. proc. pen.

    richiesta di restituzione in termini

    La Corte rileva che la richiesta di correzione del verbale non elimina l'obbligo di proporre tempestivamente l'impugnazione: senza provvedimento di restituzione in termini il ricorso tardivo è inammissibile

  • artt. 602 e 523 cod. proc. pen.

    dedotta nullità per violazione del diritto di replica

    La presunta violazione del diritto di replica integra una nullità relativa, che va eccepita immediatamente in udienza; se non rilevata tempestivamente è sanata e la doglianza risulta manifestamente infondata

  • art. 568, comma 5 cod. proc. pen.

    richiesta di trasmissione degli atti alla Corte Suprema

    La Corte territoriale può trasmettere gli atti alla Corte di Cassazione per valutazioni sull'ammissibilità e fondatezza della dedotta nullità

  • art. 616 cod. proc. pen.

    possibile condanna alla cassa delle ammende

    Pur essendo il ricorso inammissibile, la Corte ha escluso la colpa della ricorrente e quindi non ha applicato la sanzione prevista dall'art. 616

Massime di principio

  • Le nullità relative (es. impedimento alle repliche dopo la chiusura dell'istruttoria) devono essere eccepite immediatamente in udienza per non essere considerate sanate; se non eccepire tempestivamente la doglianza è difficilmente valorizzabile in sede di legittimità
  • La correzione dell'errore materiale del verbale non sospende né prolunga automaticamente i termini per impugnare: per impugnazioni tardive è necessario ottenere preventivamente la restituzione in termini ex art. 175 c.p.p.
  • In assenza di provvedimento di restituzione in termini, la Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso per tardività anche quando il ritardo è collegato alla rettifica del verbale
  • La trasmissione degli atti dalla Corte territoriale alla Corte di Cassazione può essere disposta per consentire alla Suprema Corte di valutare l'ammissibilità e la fondatezza di questioni complesse, ma non salva automaticamente vizi procedurali relativi ai termini
  • La mancata tempestiva eccezione in udienza può comportare che la violazione sia considerata sanata; tuttavia, l'eventuale responsabilità della parte per tardività può essere valutata distintamente e, in presenza di particolari circostanze (es. errore di redazione del verbale), la condanna alla cassa delle ammende può essere esclusa
  • Per preservare diritti di impugnazione, è prudente, quando si richiede la correzione del verbale, indicare comunque nei termini l'intenzione di impugnare e formulare riserva espressa, non attendendo che la correzione sia formalmente eseguita prima di proporre l'impugnazione

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