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Sentenza

Sentenza n. 1789/2026 - Salerno, Sezione 3

Giustizia amministrativa202600246

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: inadempimento del Ministero all’esecuzione della sentenza del Tribunale di Salerno, Sezione Lavoro, n. 331/2025, che riconosceva per l’anno scolastico 2023/2024 il beneficio della carta docente per € 500

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso per ottemperanza, deducendo che la sentenza del Tribunale di Salerno, Sezione Lavoro, del 19 febbraio 2025, notificata al Ministero il 3 giugno 2025 e passata in giudicato, non era stata eseguita. Il titolo aveva accertato il diritto della docente al beneficio di € 500 per l’anno scolastico 2023/2024 e condannato il Ministero ad attribuirle la carta docente per tale importo. La ricorrente ha chiesto di dichiarare l’obbligo di conformazione, ordinare il pagamento delle somme richieste oltre interessi e fissare un termine per adempiere, con nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inadempimento. Dopo la costituzione del Ministero, che ha documentato l’erogazione di quattro voucher da € 500 ciascuno il 7 luglio 2026, la ricorrente ha chiesto la cessazione della materia del contendere, insistendo per le spese, poiché l’esecuzione era intervenuta dopo il deposito del ricorso, avvenuto il 5 febbraio 2026.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, rilevando che il titolo era stato correttamente notificato, era passato in giudicato, era decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto dall’art. 14, comma 1, del d.l. n. 669/1996 e che, nelle more del giudizio, l’Amministrazione aveva integralmente soddisfatto la pretesa. Le spese sono state compensate per il 50% e, per la restante metà, poste a carico del Ministero secondo il criterio della soccombenza virtuale: liquidati € 400 per compensi, oltre accessori di legge, rimborso forfettario del 15% e rifusione del contributo unificato, con distrazione in favore dei difensori antistatari.

Norme richiamate

  • art. 14, comma 1, d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito dalla l. 28 febbraio 1997, n. 30

    dall’esame degli atti del giudizio emerge che la sentenza azionata è stata correttamente notificata all’Amministrazione, è passata in giudicato ed è decorso il termine dilatorio di centoventi giorni di cui all’articolo 14, comma 1, del decreto legge 31 dicembre 1996, n. 669, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1997, n. 30 e, contestualmente, che la pretesa è stata soddisfatta dall’Amministrazione nelle more del giudizio.

    Per procedere in ottemperanza nei confronti dell’Amministrazione deve essere decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto dalla disposizione; nel caso concreto, il TAR ha rilevato tale decorso prima di constatare l’integrale soddisfazione della pretesa.

Massime di principio

  • Quando, nelle more del giudizio di ottemperanza, l’Amministrazione esegue integralmente il titolo giudiziale e soddisfa l’interesse sostanziale del ricorrente, il giudice dichiara la cessazione della materia del contendere.
  • Se l’Amministrazione adempie al titolo soltanto dopo la proposizione del ricorso per ottemperanza, le spese possono essere poste a suo carico, in tutto o in parte, secondo il criterio della soccombenza virtuale, anche in caso di cessazione della materia del contendere.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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