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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14638/2023 del 06/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame che ha confermato il sequestro preventivo sulle quote e sui beni della società Citymotor s.r.l. per il reato di trasferimento fraudolento di valori aggravato dalla "mafiosità". Il ricorso articolava tre censure: 1) violazione del divieto di bis in idem, sostenendo che i fatti contestati erano già coperti da giudicato di assoluzione nel procedimento "Fiori Bianchi" e che la cessione delle quote nel 2014 non avrebbe inciso sulla consumazione del reato; 2) vizio di legge per presunta omissione di valutazione delle investigazioni difensive e per motivazione apodittica rispetto alle intercettazioni ritenute non indicative; 3) violazione dell'art. 192 comma 3 c.p.p. per aver ritenuto attendibili le dichiarazioni del collaboratore Scavone Salvatore, non sufficientemente corroborate e influenzate da astio personale, e per l'assenza di prova circa il versamento di 100.000 euro al Monaco.

La decisione

Il ricorso è stato integralmente rigettato. La Corte ha ritenuto infondati il secondo e il terzo motivo, valutando correttamente la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza fondati su più dichiarazioni di collaboratori e su intercettazioni che dimostrano come Michele Monaco fosse il "dominus" della società e avesse il compito di reinvestire proventi illeciti nella concessionaria. Ha altresì respinto l'eccezione di bis in idem (primo motivo), ritenendo che la cessione del residuo 50% delle quote dal Salvatore Monaco al Tudisco nel settembre 2014 costituisca fatto successivo e autonomo rispetto ai fatti oggetto del giudicato di assoluzione del 2017 (attinenti alla costituzione della società nel 2009), e quindi potenzialmente configurante nuova fattispecie di trasferimento fraudolento di valori. La Corte ha richiamato giurisprudenza consolidata secondo cui trasferimenti ripetuti o nuove operazioni di intestazione fittizia integrano autonome condotte punibili. Conclusione: rigetto del ricorso e condanna del ricorrente alle spese.

Norme richiamate

  • art. 512-bis cod. pen. (trasferimento fraudolento di valori)

    La Corte interpreta la fattispecie nel senso che successive e reiterate condotte di intestazione fittizia o la creazione di nuove compagini/operazioni volte a coprire la reale proprietà costituiscono autonome fattispecie del reato; il reato è istantaneo con effetti permanenti, e la consumazione può spostarsi in avanti con nuove operazioni di schermatura.

  • art. 192 comma 3 cod. proc. pen. (valutazione delle dichiarazioni di collaboratori)

    Le dichiarazioni del collaboratore possono essere ritenute attendibili se corroborate da altri elementi investigativi (es. intercettazioni). La Corte ha ritenuto che le dichiarazioni di Scavone fossero sufficientemente corroborate e non ha accolto l'eccezione di inaffidabilità basata su presunti motivi di astio.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. 2, n. 11881 del 06/03/2018 - "Szalska"; Sez. 2, n. 4822 del 15/11/2022; Sez. 5, n. 22106 del 10/03/2022 - "Araniti")

    «in tema di trasferimento fraudolento di valori ... costituiscono ulteriori ed autonome fattispecie dello stesso reato le successive e reiterate condotte di intestazione fittizia dei medesimi beni e compagini sociali al fine di coprire e mascherare la reale proprietà dei beni, come tali autonomamente punibili"; e che "il reato ... ha natura istantanea con effetti permanenti e si perfeziona nel momento in cui è consapevolmente realizzata la difformità tra titolarità formale e apparente e titolarità di fatto ... sicché la consumazione si sposta in avanti in caso di creazione ... di ulteriori e nuove società fittizie o di intestazione fittizia di quote".

    La giurisprudenza citata viene utilizzata per sostenere che nuove operazioni societarie o trasferimenti successivi possono costituire nuovi reati autonomi rispetto ad un precedente giudicato, e che la consumazione del reato può essere fatta coincidere con le nuove attività di schermatura.

Massime di principio

  • Il divieto di bis in idem non opera se il fatto contestato nel nuovo procedimento è temporalmente e materialmente distinto da quello già oggetto di giudicato: successive cessioni o nuove operazioni di intestazione possono integrare nuovi reati di trasferimento fraudolento di valori.
  • Le dichiarazioni di collaboratori di giustizia possono essere ritenute attendibili se corroborate da altri elementi di prova (es. intercettazioni, riscontri documentali); la sola asserzione di "astio" non elimina automaticamente la rilevanza delle dichiarazioni.
  • Per resistere a un sequestro preventivo per trasferimento fraudolento servono argomentazioni concrete che dimostrino l'assenza di gravi indizi: mere interpretazioni alternative degli stessi elementi non sono sufficienti in sede di impugnazione in Cassazione.
  • Il reato di trasferimento fraudolento di valori è considerato istantaneo con effetti durevoli; occorre valutare il "tempus commissi delicti" alla luce di eventuali successivi atti di schermatura o creazione di nuove entità societarie.
  • In difesa, è strategico contestare puntualmente la correlazione temporale e sostanziale tra i fatti oggetto del giudicato e le nuove condotte contestate, nonché chiedere la verifica della mancanza di elementi di corroborazione rispetto alle dichiarazioni dei collaboratori.
  • Sul piano pratico, per ottenere l'annullamento di misure cautelari su beni societari occorre dimostrare l'assenza di luci indiziarie significative (intercettazioni, riscontri documentali, convergenza testimoniali) ovvero fornire una ricostruzione fattuale più convincente e non solo alternativa.

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