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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18395/2024 del 10/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna la conferma della condanna per truffa - per aver pagato un ciclomotore con un assegno privo di provvista emesso sul conto della convivente (fatto del 7/08/2015) - deducendo: violazione dell'art. 640 c.p. poiché mancava il "quid pluris" (artifici o raggiri) idoneo ad indurre in errore il venditore; vizio di motivazione perché la Corte di appello avrebbe confuso la mera prospettazione di un progetto imprenditoriale (destinazione del veicolo all'arredo di un locale) con rassicurazioni sulla copertura dell'assegno; censura sulla qualificazione della recidiva reiterata (artt. 157 e 160 c.p.) ritenuta senza previa dichiarazione di recidiva semplice.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato con rinvio la sentenza impugnata per un nuovo esame da parte di altra sezione della Corte d'appello di Firenze. La Cassazione ha precisato i criteri: per la truffa è necessario che gli artifizi e i raggiri precedano e siano funzionali all'induzione in errore e al profitto ingiusto; il semplice pagamento con assegno privo di provvista non costituisce automaticamente raggiro, salvo sussistenza di comportamenti maliziosi e di fatti idonei a creare un ragionevole affidamento sulla copertura. La Corte ha ritenuto che gli elementi valutati in appello (prospettazione del progetto imprenditoriale) non siano stati adeguatamente collegati alla rassicurazione circa la provvista e ha disposto ulteriore approfondimento, anche acquisendo le dichiarazioni della persona offesa, per decidere se integrare truffa o piuttosto insolvenza fraudolenta. Sul punto della recidiva reiterata la Cassazione ha invece confermato la correttezza del riconoscimento alla luce della giurisprudenza formatasi.

Norme richiamate

  • art. 640 cod.pen.

    Per integrare il reato di truffa occorrono artifizi e raggiri precedenti e funzionali all'induzione in errore e al conseguimento dell'ingiusto profitto; il mero assegno senza provvista non basta se non accompagnato da comportamenti maliziosi e da circostanze idonee a determinare un ragionevole affidamento sulla copertura.

  • art. 157 cod.pen.

    Norma richiamata nel contesto della recidiva (regolamento delle conseguenze sulla pena in caso di recidiva); la Cassazione ha analizzato la corretta applicazione della recidiva reiterata.

  • art. 160 cod.pen.

    Norma richiamata con riguardo alla recidiva reiterata; la Corte ha ritenuto legittimo il riconoscimento della recidiva reiterata anche senza una previa formale dichiarazione di recidiva semplice, alla luce della giurisprudenza della Corte Suprema.

  • Giurisprudenza di legittimità (es. Sez. U, sent. n. 32318/2023)

    Richiamata per affermare che ai fini dell'applicazione della recidiva reiterata è sufficiente che, al momento del fatto, l'imputato risulti gravato da più sentenze definitive per reati precedenti rilevanti; non è necessaria una precedente dichiarazione di recidiva semplice.

Massime di principio

  • L'emissione di un assegno privo di provvista, di per sé, non integra automaticamente il reato di truffa: è necessario dimostrare artifizi o raggiri e un comportamento malizioso idoneo a creare un ragionevole affidamento sulla copertura.
  • Dichiarazioni o prospettazioni su progetti futuri (es. destinazione del bene ad arredo di un locale) non costituiscono automaticamente rassicurazioni sulla disponibilità di fondi; il giudice deve verificare se tali affermazioni hanno effettivamente influito sull'affidamento del danneggiato.
  • Fatti concreti contrari alla simulazione (uso delle generalità, presenza di conviventi/figli, consegna dell'assegno sottoscritto dalla titolare del conto) possono essere valutati in favore dell'imputato e sminuire l'ipotesi di raggiro.
  • Quando gli elementi probatori sono equivoci, il giudice deve acquisire e valutare compiutamente le dichiarazioni della persona offesa per distinguere tra truffa e insolvenza fraudolenta (simulazione vs dissimulazione dello stato di insolvenza).
  • La recidiva reiterata può essere applicata in presenza di pregresse sentenze definitive rilevanti senza che sia stata precedentemente pronunciata una sentenza che dichiari la recidiva semplice.

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