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Sentenza

Sentenza del 30/12/2019 n. 34593 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il contribuente ha impugnato l'avviso di accertamento con cui il Comune aveva recuperato l'ICI relativa all'anno d'imposta 2001. Ha sostenuto, in particolare, che il pignoramento e la messa in vendita degli immobili gli avessero fatto perdere la disponibilità dei beni e, quindi, la soggettività passiva ai fini ICI. Ha inoltre denunciato la disparità di trattamento rispetto all'annualità 2002, per la quale l'accertamento era stato annullato in autotutela, richiamando anche una sentenza relativa a tale periodo. In Cassazione ha dedotto violazione di legge, omessa pronuncia e vizi relativi alla valutazione della sentenza prodotta.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che il semplice pignoramento, la messa in vendita o la limitazione della facoltà di disporre dell'immobile non fanno venir meno il presupposto dell'ICI né trasferiscono la soggettività passiva. Tale effetto si verifica soltanto con l'emissione del decreto di trasferimento nell'ambito dell'espropriazione immobiliare. Gli ulteriori motivi sono stati dichiarati inammissibili per violazione del principio di autosufficienza del ricorso, poiché il contribuente non aveva riportato adeguatamente il contenuto degli atti processuali e dei motivi di appello. La Corte ha inoltre escluso che l'annullamento in autotutela dell'accertamento relativo al 2002 potesse creare un affidamento tutelabile per il 2001. Nessuna statuizione sulle spese, poiché il Comune non si è costituito; il ricorrente è stato invece assoggettato al pagamento dell'ulteriore contributo unificato, se dovuto.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, artt. 1, comma 2, e 3, commi 1 e 2

    Il presupposto impositivo dell'ICI e l'individuazione del soggetto passivo sono collegati alla titolarità del diritto di proprietà o di altro diritto reale sull'immobile.

    Il proprietario resta soggetto passivo dell'ICI fino a quando non perde giuridicamente la proprietà. Il pignoramento non è sufficiente; il presupposto impositivo viene meno, o si trasferisce all'assegnatario, con il decreto di trasferimento.

  • Art. 832 c.c.

    La proprietà attribuisce al titolare il diritto di godere e disporre della cosa.

    La compressione dei poteri di disposizione derivante dal pignoramento non equivale alla perdita della proprietà e non elimina, di per sé, l'obbligo tributario.

  • Art. 112 c.p.c.

    Il giudice deve pronunciare su tutta la domanda e non oltre i limiti di essa.

    La doglianza di omessa pronuncia deve riferirsi a una domanda o a un motivo effettivamente proposto e adeguatamente riportato nel ricorso per cassazione.

  • Art. 2909 c.c.

    L'accertamento contenuto nella sentenza passata in giudicato fa stato a ogni effetto tra le parti.

    Una precedente decisione può vincolare il giudizio successivo solo se riguarda la stessa questione e risulta passata in giudicato; una sentenza non autentica o priva dell'attestazione di irrevocabilità non dimostra adeguatamente tale effetto.

  • Art. 366, comma 1, n. 6, c.p.c.

    Il ricorso per cassazione deve indicare specificamente gli atti e i documenti sui quali il ricorso si fonda.

    Il ricorso deve essere autosufficiente: il ricorrente deve riportare il contenuto rilevante degli atti e indicare dove essi siano stati prodotti, senza limitarsi a rinvii generici al fascicolo.

  • Art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.

    Omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti.

    Il motivo riguarda l'omesso esame di un fatto storico decisivo, non la mera rivalutazione delle prove né l'errata interpretazione delle norme giuridiche.

  • Art. 384, comma 4, c.p.c.

    La Corte può correggere la motivazione quando il dispositivo è conforme al diritto.

    Anche se la motivazione della sentenza impugnata è inesatta, la Cassazione può lasciare fermo il dispositivo quando il risultato finale è giuridicamente corretto.

  • D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, commi 1-bis e 1-quater

    In caso di rigetto o inammissibilità del ricorso, sussistono i presupposti per il versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

    Il rigetto del ricorso comporta, quando dovuto, il raddoppio del contributo unificato a carico del ricorrente.

Massime di principio

  • Nel contenzioso ICI o in analoghe imposte patrimoniali, il pignoramento dell'immobile non determina automaticamente la cessazione della soggettività passiva: il proprietario resta obbligato fino al trasferimento giuridico della proprietà, normalmente mediante decreto di trasferimento.
  • La perdita della disponibilità materiale o la limitazione del potere di disporre del bene non coincidono con la perdita della proprietà richiesta dalla normativa tributaria.
  • Un annullamento in autotutela relativo a un'altra annualità non vincola automaticamente l'amministrazione per periodi diversi e non crea, da solo, un affidamento tutelabile.
  • Per far valere un precedente giudiziario come giudicato occorre dimostrarne l'identità delle parti e della questione, nonché il passaggio in giudicato; una semplice copia non autenticata e priva di attestazione può essere insufficiente.
  • Nel ricorso per cassazione è essenziale riportare in modo preciso gli atti, le domande e i motivi precedentemente proposti. La mancata osservanza del principio di autosufficienza può comportare l'inammissibilità delle censure.
  • Il vizio di omesso esame riguarda fatti storici decisivi discussi tra le parti, non la richiesta di una nuova valutazione delle prove o la contestazione dell'interpretazione giuridica adottata dal giudice.

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