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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8767/2023 del 01/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano l'ordinanza del Tribunale di Salerno che aveva confermato il sequestro preventivo di una partita di concentrato di pomodoro egiziano (1.587.731 kg) ritenendo illegittime le intercettazioni telefoniche su cui si fondava il provvedimento. Denunciavano la violazione delle norme che autorizzano le intercettazioni (artt. 266 e ss. cod. proc. pen.), la mancanza dei gravi indizi e dell'indispensabilità ai fini delle indagini (con richiamo a art. 191 cod. proc. pen. in relazione all'inutilizzabilità), nonché l'assenza di motivazione sufficiente; sostenevano che l'illegittimità degli atti intercettativi avrebbe dovuto invalidare il sequestro preventivo adottato nel procedimento per commercio di sostanze alimentari nocive e frode nell'esercizio del commercio (artt. 110, 61 n.2 e 444; art. 515 cod. pen.).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi ritenendoli infondati. Ha ritenuto che il Tribunale di Salerno avesse adeguatamente motivato la legittimità delle intercettazioni (sussistenza di gravi indizi ai sensi dell'art. 266, comma 1, lett. f-bis, e indispensabilità per le indagini), valorizzando gli accertamenti della polizia giudiziaria e i servizi di osservazione che avevano evidenziato trasporti 'irrituali' di grandi quantità di prodotto e il possibile coinvolgimento dell'Attianese S.p.a. La Corte ha altresì confermato che il fumus commissi delicti e il periculum in mora erano accertati, anche in ragione dell'esito positivo delle intercettazioni e del consistente quantitativo del prodotto. Ha richiamato la giurisprudenza secondo cui l'inutilizzabilità di intercettazioni non comporta automaticamente l'invalidità derivata degli atti successivi e che la decisione motivata su base di altre prove non è di per sé invalida. Conseguentemente i ricorsi sono stati respinti e i ricorrenti sono stati condannati alle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 266, comma 1, lett. f-bis) cod. proc. pen.

    art. 266, comma 1, lett. f-bis), cod. proc. pen.

    La Corte ha ritenuto che le intercettazioni fossero legittimamente autorizzate in presenza di gravi indizi e di indispensabilità per le indagini, come richiesto da questa disposizione.

  • art. 185 cod. proc. pen.

    Richiamata in dottrina e giurisprudenza: il principio di invalidità derivata previsto per le nullità non si applica automaticamente alla nozione di 'inutilizzabilità'; pertanto l'inutilizzabilità di una intercettazione non trasmette di per sé il vizio agli atti successivi salvo che non manchino altre prove idonee.

  • art. 191 cod. proc. pen.

    Norma che punisce con l'inutilizzabilità le violazioni delle norme sulle intercettazioni; i ricorrenti la invocavano ma la Corte ha ritenuto che non fosse applicabile per mancanza di insussistenza dei presupposti autorizzativi.

  • artt. 321, comma 1 e 2 cod. proc. pen.; art. 240 cod. pen.

    art. 321, comma 1 e 2, cod. proc. pen.; art. 240 cod. pen.

    Riferiti alla disciplina del sequestro preventivo urgente, impeditivo e finalizzato alla confisca: la Corte ha ritenuto integrati il fumus commissi delicti e il periculum in mora per giustificare il sequestro.

  • artt. 110, 61 n. 2 e 444 cod. pen.; art. 515 cod. pen.

    artt. 110, 61 n. 2 e 444 cod. pen.; art. 515 cod. pen.

    Norme che descrivono i reati contestati (commercio di sostanze alimentari nocive e frode nell'esercizio del commercio); la Corte ha ritenuto vi fossero elementi indiziari idonei a sostenere il fumus rispetto a tali fattispecie.

  • Sez. U., n. 25932 del 29/05/2008 (Ivanov)

    Sez. U, n. 25932 del 29/05/2008, Ivanov

    Principio secondo cui il ricorso per cassazione contro ordinanze di sequestro è ammesso solo per violazione di legge; sono rilevanti anche vizi motivazionali così radicali da rendere incomprensibile l'itinerario logico-giustificativo.

  • Sez. 5, n. 44114 del 10/10/2019 (Giaimo)

    Sez. 5, n. 44114 del 10/10/2019, Giaimo

    Affermato che l'inutilizzabilità di intercettazioni non impedisce di condurre indagini sui fatti eventualmente emersi dalle stesse; non opera un principio di 'inutilizzabilità derivata' in assenza di espressa previsione legislativa.

  • Sez. 6, n. 5457 del 12/09/2018 (Cosentino)

    Sez. 6, n. 5457 del 12/09/2018, dep. 2019, Cosentino

    Principio che la decisione basata su prova vietata non è automaticamente invalida se esistono altre prove idonee; l'invalidità può essere rilevante solo se mancano elementi alternativi a giustificazione del provvedimento.

Massime di principio

  • La mera illegittimità o inutilizzabilità di intercettazioni non annulla automaticamente provvedimenti successivi: il giudice deve valutare se esistono elementi probatori autonomi e sufficienti a fondare il provvedimento.
  • Per far cadere un sequestro preventivo occorre dimostrare l'assenza del fumus commissi delicti o del periculum in mora; il quantitativo del bene, la natura del reato e la capacità imprenditoriale possono influire fortemente sulla valutazione del pericolo.
  • In cassazione i vizi di motivazione sono rilevanti solo se sono tali da rendere il percorso logico del giudice incomprensibile o del tutto privo dei requisiti minimi di coerenza e completezza.
  • Le intercettazioni richiedono l'accertamento dei requisiti legali (gravi indizi e indispensabilità); le contestazioni devono dimostrare concretamente la carenza di tali requisiti per incidere sul provvedimento impugnato.
  • La giurisprudenza consolidata esclude una trasmissibilità automatica del vizio di inutilizzabilità agli atti successivi (principio dell'assenza di 'inutilizzabilità derivata'), salvo che non sia provata l'assenza di altre fonti di prova.

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