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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18986/2025 del 21/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazioni volte a censurare: 1) l'assoluzione in appello di Aspromonte dal reato associativo (contestazione di vizio di motivazione e mancato utilizzo/valorizzazione di conversazioni intercettate); 2) la derubricazione in appello di una contestata estorsione in esercizio arbitrario delle proprie ragioni (capo 64) e la mancata valorizzazione dell'aggravante dell'art. 416-bis o di una forma di agevolazione mafiosa e del ruolo concorsuale di Spagnolo; 3) il riconoscimento della particolare tenuità per Busso (art. 615-ter) e la non corretta applicazione dell'art. 131-bis; 4) per i fratelli Vazzana e per Agresta la contestazione della valutazione probatoria e della motivazione in ordine alla partecipazione alla "locale" di Volpiano, alla riconducibilità di acquisiti immobiliari a proventi illeciti e all'autoriciclaggio relativo all'acquisto del ristorante "Lago Reale"; 5) censure sull'utilizzabilità di intercettazioni acquisite in altri procedimenti (richiamo alla giurisprudenza "Cavallo" e al criterio di connessione ex art. 12 c.p.p.).

La decisione

La Corte di cassazione ha: 1) dichiarato inammissibili i ricorsi del Procuratore generale diretti a rivedere le assoluzioni "doppie conformi" (principio di inammissibilità del sindacato di motivazione sulle pronunce assolutorie rese in entrambi i gradi, ai sensi dell'art. 608, comma 1-bis c.p.p.), quindi ha respinto le censure contro l'assoluzione di Aspromonte e la derubricazione del fatto relativo al capo 64 nei limiti indicati; 2) rigettato i ricorsi proposti da Vazzana Giuseppe, Vazzana Mario e da Agresta Antonio, confermando le valutazioni di merito sulla loro partecipazione alla locale di Volpiano e sulle altre contestazioni (compresa la valutazione dei riscontri alle dichiarazioni del collaboratore); 3) invece accolto parzialmente il ricorso del Procuratore generale nei confronti di Busso Paolo, ritenendo contraddittoria la motivazione della Corte di appello che aveva riconosciuto la particolare tenuità del fatto relativo all'art. 615-ter: la Cassazione ha annullato con rinvio la relativa statuizione, disponendo che il giudice del rinvio rivaluti l'offensività della condotta considerandone la natura, il bene giuridico tutelato e l'abuso della qualità di pubblico ufficiale; 4) condannati i ricorrenti rigettati al pagamento delle spese processuali. In sintesi: gran parte dei ricorsi degli imputati è stato respinto; il ricorso del Procuratore generale è stato accolto solo in relazione a Busso (annullamento con rinvio).

Norme richiamate

  • art. 416-bis cod. pen.

    citato come aggravante/reato di associazione di tipo mafioso

    La Corte di cassazione ha valutato che la qualificazione e l'applicazione dell'aggravante richiedono una ricostruzione di fatto svolta dai giudici di merito; quando le assoluzioni risultano "doppie conformi" la Cassazione non può riesaminare la motivazione che ha condotto all'esclusione dell'applicazione dell'aggravante

  • art. 629 cod. pen.

    reato di estorsione (contestato e poi derubricato in esercizio arbitrario delle proprie ragioni, capo 64)

    La Corte ha confermato che la derubricazione in merito attiene alla ricostruzione fattuale operata dal giudice di merito e, se essa conduce all'assoluzione in entrambi i gradi, non è sindacabile in Cassazione come vizio di motivazione ai sensi dell'art. 608 c.p.p.

  • art. 615-ter cod. pen.

    accesso abusivo a sistema informatico (capo 63)

    La Corte ha ritenuto che la Corte d'appello abbia motivato in modo contraddittorio il riconoscimento della particolare tenuità ex art. 131-bis e ha annullato con rinvio la statuizione relativa a Busso affinché il giudice del rinvio valuti correttamente l'offensività della condotta rispetto al bene giuridico tutelato

  • art. 131-bis cod. pen.

    particolare tenuità del fatto

    Il riconoscimento dell'istituto richiede una valutazione complessiva dell'offensività della condotta: la sola modesta entità del danno patrimoniale non è parametro esclusivo quando il bene tutelato è la riservatezza di dati e l'accesso è avvenuto con abuso della qualifica di pubblico ufficiale

  • art. 608, comma 1-bis cod. proc. pen.

    limite di impugnabilità in Cassazione per sentenze di proscioglimento conformi

    La Corte ha applicato il divieto di sindacare in Cassazione la motivazione delle sentenze di proscioglimento rese in entrambi i gradi, dichiarando inammissibili i motivi del Procuratore generale diretti a rivedere tali assoluzioni

  • art. 606 cod. proc. pen. (lett. e) e lett. b))

    denuncia di vizio di motivazione e di violazione di legge

    La distinzione tra vizio di motivazione e di violazione di legge è stata richiamata: la Cassazione può intervenire per violazione di legge solo se non si tratta di una rivalutazione delle risultanze di fatto che è prerogativa del giudice di merito

  • art. 593, comma 2 cod. proc. pen.

    modificato dalla legge n.114/2024: limitazioni all'appello della parte pubblica per alcune pronunce di proscioglimento

    La Corte ha avuto riguardo alla novella e alla questione di ammissibilità dell'appello del pubblico ministero rispetto a pronunce di proscioglimento per reati di cui all'art. 550 c.p.p., sostenendo che la norma processuale entrata in vigore prima della sentenza poteva risultare applicabile al caso

  • art. 12 cod. proc. pen.

    connessione tra procedimenti per utilizzazione di intercettazioni

    La questione dell'utilizzabilità di intercettazioni acquisite in altro procedimento è stata richiamata; la Corte di merito può ritenere utilizzabili le intercettazioni se è dimostrata la connessione, salvo valutazioni sull'ammissibilità già compiute dai giudici di merito

  • art. 512-bis cod. pen.

    intestazione fittizia di beni (capo 2)

    La Corte ha ritenuto che la valutazione di attendibilità del collaboratore e i riscontri acquisiti giustificassero la condanna per intestazione fittizia; l'assenza di appartenenza mafiosa del soggetto formalmente intestatario non esclude il reato previsto da questa norma

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non può sindacare in sede di legittimità la motivazione che ha portato a proscioglimenti "doppia conforme": i ricorsi che mirano a rimettere in discussione la ricostruzione fattuale delle assoluzioni sono inammissibili (art. 608 c.p.p.).
  • La qualificazione giuridica di una condotta (es. estorsione vs esercizio arbitrario delle proprie ragioni) dipende dalla ricostruzione fattuale del giudice di merito; la Cassazione interviene solo se sussiste una violazione di legge non collegata a una rivalutazione del fatto.
  • Il riconoscimento della particolare tenuità ex art. 131-bis richiede una valutazione specifica dell'offensività della condotta rispetto al bene giuridico protetto; non è sufficiente valutare il solo danno patrimoniale quando è in gioco la riservatezza di dati o l'abuso della qualità di pubblico ufficiale.
  • Le intercettazioni acquisite in procedimenti diversi possono essere utilizzate solo se sussiste la connessione prevista dall'ordinamento (art. 12 c.p.p. e giurisprudenza pertinente); eventuali questioni di utilizzabilità devono essere valutate e motivate dal giudice di merito.
  • Le dichiarazioni di collaboratori di giustizia possono costituire elemento decisivo se corroborate da riscontri concreti; contestazioni di mera valutazione della credibilità o di apprezzamento dei riscontri sono di regola questioni di merito non sindacabili in Cassazione.
  • In presenza di contesti familiari e imprenditoriali integrati nella stessa compagine criminale, la Corte di merito può inferire una partecipazione stabile anche in assenza di singole condotte isolate attribuibili a ciascun componente, purché la motivazione risulti complessivamente coerente e non manifestamente illogica.

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