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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11940/2024 del 21/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza della Corte di cassazione che aveva respinto il suo ricorso contro l'ordinanza del Tribunale militare di Verona che aveva revocato la sospensione condizionale della pena per inadempimento degli obblighi risarcitori. Con ricorso straordinario per errore di fatto ex art.625-bis c.p.p. deduce: (1) errore di fatto per aver ritenuto che la sua retribuzione fosse piena al momento della sentenza di condanna quando invece era già stata ridotta del 50%; (2) contrasto tra giudicati con una sentenza della stessa Sezione (n.42533/2022) che aveva annullato analoga revoca per situazione di difficoltà economica; (3) integrale pagamento del risarcimento avvenuto dopo la sentenza impugnata.

La decisione

Il ricorso straordinario è dichiarato inammissibile come manifestamente infondato. La Corte ha ritenuto che il rimedio straordinario per errore di fatto sia applicabile solo in ipotesi ristrette (omessa considerazione di doglianze o errore di percezione degli atti) e non per rilevazioni valutative o di diritto. Quanto al primo motivo, la Corte osserva che la prevista riduzione della retribuzione era stata considerata e la censura è valutativa e non un errore di fatto; sul secondo motivo non sussiste contrasto tra giudicati perché la sentenza citata riguardava diversa parte e diverso provvedimento; il terzo motivo è ininfluente perché il pagamento è avvenuto dopo la decisione impugnata. Il ricorrente è condannato alle spese processuali e al versamento di 3.000 euro alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    Disciplina il ricorso straordinario per errore di fatto; la Corte ricorda la portata eccezionale del rimedio e ne delimita la nozione (omissione di doglianze o errore di percezione degli atti). Non comprende errori valutativi, di diritto o di merito.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    art. 173 disp. att. c.p.p.

    Limiti di estensione del ricorso straordinario rispetto ai motivi ammessi; il ricorso è stato proposto nei limiti di tale norma.

  • art. 14 disp. gen.

    Riferimento al divieto di estensione del rimedio straordinario oltre i casi previsti, richiamato per sottolineare la natura eccezionale dello strumento.

  • art. 649 cod. proc. pen.

    Norma sul contrasto tra giudicati: la sentenza citata dal ricorrente non vale come contrasto perché riguarda diversa parte e diverso provvedimento, quindi non integra i presupposti dell'art. 649.

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario per errore di fatto ex art.625-bis c.p.p. è rimedio eccezionale: è ammesso solo per omissioni o reali errori di percezione degli atti, non per diverse valutazioni delle prove o per questioni di diritto.
  • Le doglianze che riguardano valutazioni di attendibilità, gravità o valutazioni del giudice dell'esecuzione devono essere contestate con i rimedi ordinari; non sono sanabili tramite il ricorso straordinario se si tratta di diversa interpretazione degli elementi processuali.
  • Se si contesta l'impossibilità di adempiere a un obbligo risarcitorio (per evitare la revoca della sospensione), l'onere della prova grava sul soggetto obbligato e il giudice dell'esecuzione valuta l'attendibilità delle circostanze; è necessario documentare in modo specifico e tempestivo la situazione di impossibilità.
  • Il pagamento o il cambiamento di situazione intervenuti dopo la decisione impugnata non incidono sulla legittimità del provvedimento impugnato ai fini del ricorso straordinario per errore di fatto, salvo che non si ricorra agli strumenti ordinari previsti per fatti sopravvenuti.
  • Per invocare contrasto tra giudicati è richiesta identità di parti e di oggetto: sentenze su soggetti o provvedimenti diversi non configurano automaticamente un conflitto utile ai fini di un ricorso straordinario.

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