Sentenza del 14/01/2022 n. 987 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
L'Agenzia aveva rettificato la dichiarazione IVA 2005 della società, contestando la sussistenza dei presupposti per l'applicazione del regime speciale IVA per i produttori agricoli (D.P.R. n. 633/1972, art. 34) e recuperando IVA ritenuta indebitamente detratta. La società, che operava come soccidante affidando l'allevamento a soccidari e fornendo mangimi, medicinali, assistenza tecnica e direzione, contestava la decisione che escludeva il riconoscimento del regime speciale ritenendo invece che la soccida dia luogo a impresa agricola associata e che quindi anche il soccidante possa beneficiare del regime speciale.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo di ricorso della società, ritenendo che il contratto di soccida determina un'impresa agricola associata in cui soccidante e soccidario sono contitolari dell'impresa e partecipano al rischio d'impresa. Pertanto, entrambi possono avvalersi del regime speciale di detrazione IVA di cui all'art. 34 D.P.R. 633/1972. La sentenza impugnata è cassata e, decidendo nel merito, è stato accolto il ricorso originario della contribuente. Le spese sono integralmente compensate per i giudizi di merito e per il presente giudizio.
Norme richiamate
D.P.R. n. 633 del 1972, art. 34
Per le cessioni di prodotti agricoli e ittici ... effettuate dai produttori agricoli, la detrazione prevista nell'art. 19 è forfettizzata ...
L'art. 34 disciplina un regime speciale di detrazione IVA destinato ai "produttori agricoli"; la Corte interpreta che il requisito soggettivo si richiama alla nozione di imprenditore agricolo di cui all'art. 2135 c.c. e può ricomprendere attività svolte in forma associata (es. soccida).
art. 2135 c.c.
"E' imprenditore agricolo chi esercita una delle seguenti attività: coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e attività connesse. ... attività dirette alla cura e allo sviluppo di un ciclo biologico ..."
La nozione civilistica di imprenditore agricolo rileva ai fini dell'art. 34 IVA; la riforma normativa ha spostato l'attenzione sulla fase di produzione e sulla cura/sviluppo del ciclo biologico, non richiedendo necessariamente la titolarità esclusiva dei fattori produttivi.
artt. 2170 e ss. c.c. (contratto di soccida)
Il contratto di soccida configura un rapporto agrario associativo per l'allevamento: soccidante e soccidario si associano per allevare e sfruttare il bestiame; entrambi concorrono all'impresa e condividono il rischio d'impresa, giustificando l'attribuzione dello status di imprenditore agricolo a entrambi.
Direttiva 77/388/CEE (art. 25) / Direttiva 2006/112/CE (art. 296)
La disciplina nazionale attua una previsione comunitaria che riconosce l'opzione per un regime forfettario volto a compensare l'IVA pagata a monte; la finalità comunitaria è rivolta ai soggetti che svolgono attività di produzione agricola, senza imporre modalità esclusive di esercizio (p.es. proprietà dei fattori).
D.L. 10 gennaio 2006, n. 2, art. 1‑bis, comma 6
La norma che attribuisce, in assenza di accordo, i diritti PAC in pari misura a soccidante e soccidario è richiamata come conferma normativa del riconoscimento della qualità di produttore agricolo anche in capo al soccidante nelle imprese associate.
D.Lgs. 18 maggio 2001, n. 228 (modifica art. 2135 c.c.)
La modifica ha ampliato la nozione di attività di allevamento includendo attività dirette alla cura e sviluppo del ciclo biologico, orientando l'interpretazione verso una valutazione della partecipazione produttiva più che del possesso esclusivo dei mezzi.
D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 36 (cd. processuali)
Citato nei motivi di impugnazione in relazione alla prova e alla motivazione del giudice di merito; la Corte ha ritenuto superati i rilievi probatori svolgendo valutazione di diritto.
Massime di principio
- Il regime speciale IVA per i produttori agricoli può applicarsi anche quando l'attività di allevamento è svolta in forma associata (es. soccida): soccidante e soccidario che partecipano al rischio e alle funzioni essenziali dell'impresa sono entrambi produttori agricoli.
- Non è decisivo che il produttore disponga direttamente di tutte le strutture o del personale: rileva la partecipazione effettiva alla produzione e al ciclo biologico e la condivisione del rischio d'impresa.
- Va distinta la fattispecie del mero intermediario o commerciante (acquista e rivende senza partecipazione al rischio o alla cura del ciclo biologico) dalla figura del soccidante che, pur affidando l'allevamento, mantiene funzioni direzionali e compartecipazione agli utili e al rischio.
- La valutazione è fattuale: occorre documentare i rapporti contrattuali, l'attribuzione di funzioni (direzione, conferimento bestiame), la partecipazione al rischio e ogni elemento che dimostri l'esercizio comune dell'impresa agricola.
- Il diritto comunitario privilegia la finalità produttiva rispetto alla forma di esercizio: forme associative o societarie non escludono di per sé l'applicabilità del regime speciale.
- In contenzioso tributario la complessità e la non univocità interpretativa possono giustificare la compensazione delle spese di lite; tuttavia, per ottenere il beneficio fiscale occorre prova convincente della partecipazione produttiva e del rischio d'impresa.
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