Cassazione Penale, Sentenza n. 6293/2025 del 17/02/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Zitti era stato sottoposto a custodia cautelare (in carcere dal 17 luglio al 1° agosto 2013 e agli arresti domiciliari fino al 16 ottobre 2013) per reati collegati alla vendita di un complesso immobiliare del Comune di Narni. Assolto con sentenza del Tribunale di Terni del 1 febbraio 2020 perche il fatto non sussiste, aveva chiesto la riparazione per ingiusta detenzione. La Corte d'appello di Perugia aveva rigettato l'istanza ritenendo sussistenti profili di colpa ostativi alla riparazione, in particolare per aver egli partecipato a logiche sostanzialistiche nella procedura, e aveva fondato il suo giudizio anche su conversazioni intercettate.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato l'ordinanza impugnata, disponendo il rinvio alla Corte d'appello di Perugia per un nuovo giudizio. I motivi dell'annullamento sono: omissione di valutazione della memoria difensiva e di documenti prodotti (tra cui un provvedimento favorevole al coimputato Zappelli e la sentenza collegata), uso da parte della Corte della riparazione di intercettazioni dichiarate inutilizzabili dal giudice di merito, e motivazione contraddittoria e travisante rispetto alla sentenza di assoluzione. La Cassazione ha richiamato i principi secondo cui il giudice della riparazione ha autonomia logico-motivazionale ma non puo fondare il suo giudizio su prove dichiarate inutilizzabili e non puo ignorare gli accertamenti definitivi del giudice di merito.
Norme richiamate
Codice di procedura penale, art. 314
Riferimento procedurale all'istanza di riparazione ex art. 314 c.p.p.; menzionata come titolo dell'istanza presentata da un coimputato e prodotta in memoria
Codice penale, art. 353
Articolo richiamato nella ricostruzione dei fatti contestati (condotte inerenti reati contro la pubblica amministrazione), la Corte di merito ha però ritenuto tali condotte ontologicamente insufficienti a configurare il reato
Codice penale, art. 416
Articolo relativo all associazione per delinquere: la sentenza di assoluzione ha escluso l'esistenza di un programma criminoso
Costituzione italiana (principio sulla segretezza delle comunicazioni)
Rilevato a fondamento del divieto di utilizzare intercettazioni dichiarate inutilizzabili; la violazione delle garanzie costituzionali impone l'espunzione delle captazioni illegittime anche nel giudizio di riparazione
Giurisprudenza della Cassazione (Sez. U., n. 1153 del 30/10/2008, Racco e successive pronunce citate)
Principio che l'inutilizzabilita delle intercettazioni ha effetti anche nel giudizio di riparazione e che il giudice della riparazione non puo tener conto delle prove espressamente dichiarate inutilizzabili; inoltre chiarisce i limiti e l'autonomia del giudice della riparazione rispetto al giudice di merito
Massime di principio
- Il giudice della riparazione per ingiusta detenzione ha autonomia motivazionale, ma non puo ignorare gli accertamenti del giudice di merito: deve valutare se le condotte note al tempo della misura abbiano effettivamente condizionato la detenzione, non riformulare ex novo il merito penale.
- Non e possibile fondare il diniego della riparazione su intercettazioni che il giudice di merito ha dichiarato inutilizzabili: tali prove devono essere espunte e sono inammissibili anche nel giudizio di riparazione.
- L'omessa valutazione, nella decisione sulla riparazione, di memorie difensive o di provvedimenti rilevanti prodotti dalla difesa puo compromettere la congruita della motivazione e costituire motivo di annullamento.
- In ipotesi con coimputati che hanno ottenuto esiti diversi (p.es. accoglimento dell'istanza di riparazione) e prove comuni, la difesa deve evidenziare le ragioni e i provvedimenti comparativi per sollevare l'incongruenza del diverso trattamento.
- Per ottenere successo in situazioni analoghe e consigliabile: documentare puntualmente quali elementi erano noti al momento dell'adozione e del mantenimento della misura, produrre provvedimenti favorevoli di coimputati, e contestare formalmente l'utilizzabilita di captazioni o prove dichiarate illegittime dal giudice di merito.
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