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Cassazione Civile, Ordinanza n. 35174/2021 del 18/11/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

Il richiedente aveva proposto domanda di equa riparazione per la non ragionevole durata di un processo penale nel quale aveva rivestito il ruolo di imputato e che si era concluso con sentenza di prescrizione. La Corte d'appello aveva rigettato l'opposizione al decreto monocratico che aveva già respinto la domanda, ritenendo ostativa all'indennizzo la disciplina introdotta dalla legge n. 208/2015, art. 1, comma 777, lett. d), che ha inserito nell'art. 2, comma 2-sexies, l. n. 89/1991 la preclusione per il caso di estinzione del reato per prescrizione, applicabile perché la domanda di equa riparazione era successiva all'entrata in vigore della novella. Il ricorrente ha censurato tale decisione denunciando violazione e falsa applicazione degli artt. 2, comma 2, lett. d), 99 c.p.c., 111 e 117 Cost., in relazione all'art. 6 § 2 CEDU, sostenendo che il diniego dell'indennizzo non poteva fondarsi sul solo dato della prescrizione del reato e che occorreva invece verificare se l'estinzione fosse dipesa da tecniche dilatorie o da strategie abusive del diritto di difesa. Ha inoltre contestato la motivazione della Corte territoriale, ma senza confrontarsi specificamente con il percorso argomentativo adottato.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la Corte d'appello avesse dato una motivazione puntuale e coerente, fondata sull'applicazione dell'art. 2, comma 2-sexies, l. n. 89/1991, come modificato dalla l. n. 208/2015, e su giurisprudenza di legittimità già conforme. Ha inoltre osservato che i motivi del ricorso si risolvevano in un mero dissenso rispetto alla decisione impugnata, senza rispettare l'onere di specificità imposto dall'art. 366, comma 1, n. 4, c.p.c., poiché non individuavano con precisione le norme asseritamente violate né le porzioni della sentenza in contrasto con esse. Il ricorrente è stato condannato alle spese di legittimità in favore del Ministero e, ricorrendone i presupposti, al versamento dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 2, comma 2, lett. d), l. n. 89/1991

    richiamato dal ricorrente come parametro della domanda di equa riparazione; la Corte non sviluppa una specifica interpretazione della norma nel merito, perché il ricorso è dichiarato inammissibile

  • art. 2, comma 2-sexies, l. n. 89/1991

    costituisce la preclusione all'indennizzo nei casi di estinzione del reato per prescrizione, applicabile alla fattispecie perché la domanda di equa riparazione è successiva alla novella

  • art. 1, comma 777, lett. d), l. n. 208/2015

    norma modificativa che ha introdotto nell'art. 2, comma 2-sexies, l. n. 89/1991 la causa ostativa all'indennizzo

  • art. 99 c.p.c.

    richiamato nel motivo di ricorso, ma senza un effettivo confronto specifico con la decisione impugnata

  • art. 111 Cost.

    richiamato dal ricorrente come parametro costituzionale

  • art. 117 Cost.

    richiamato dal ricorrente come parametro costituzionale, in relazione all'art. 6 CEDU

  • art. 6 § 2 CEDU

    invocato dal ricorrente a sostegno della tesi secondo cui non sarebbe sufficiente la sola prescrizione del reato per escludere l'indennizzo

  • art. 366, comma 1, n. 4, c.p.c.

    l'onere di specificità dei motivi del ricorso per cassazione impone di indicare le norme asseritamente violate, esaminarne il contenuto precettivo e raffrontarlo con la sentenza impugnata

  • art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.

    la denuncia di violazione di legge richiede il rispetto dell'onere di specificità e il puntuale confronto con la motivazione della sentenza impugnata

  • art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n. 115/2002

    impone, in presenza dei presupposti processuali, il versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale

  • art. 1, comma 17, l. n. 228/2012

    norma che ha inserito il comma 1-quater nell'art. 13 D.P.R. n. 115/2002

  • art. 13, comma 1-bis, D.P.R. n. 115/2002

    richiamato come parametro per la determinazione dell'ulteriore importo dovuto a titolo di contributo unificato

Massime di principio

  • Nel giudizio di cassazione, il motivo che denunci violazione di legge è inammissibile se non indica in modo specifico la norma asseritamente violata, non ne esamina il contenuto precettivo e non confronta tali precetti con le affermazioni in diritto contenute nella sentenza impugnata.
  • Non è sufficiente una generica manifestazione di dissenso rispetto alla decisione di merito: il ricorrente deve attaccare puntualmente la ratio decidendi e dimostrare il contrasto tra la motivazione della sentenza e la norma invocata.
  • In materia di equa riparazione, la disciplina sopravvenuta che prevede una preclusione all'indennizzo nei casi di estinzione del reato per prescrizione si applica alle domande proposte dopo l'entrata in vigore della novella.
  • La verifica della proponibilità e dell'ammissibilità del ricorso per cassazione richiede un confronto diretto con la motivazione della decisione impugnata, senza demandare alla Corte un'attività esplorativa di individuazione delle norme violate.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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