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Cassazione Civile, Ordinanza n. 35127/2021 del 18/11/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)

La controversia

Un contribuente, commercialista libero-professionista, aveva impugnato un avviso di accertamento per l'anno d'imposta 2002 con il quale l'Ufficio aveva rideterminato in aumento il reddito da lavoro autonomo, disconoscendo una perdita dichiarata e, tra l'altro, la detassazione del reddito ai sensi della L. n. 383/2001 (cd. Tremonti-bis) riferita a un immobile acquistato e poi destinato a studio professionale. I giudici di merito avevano accolto la pretesa del contribuente ritenendo agevolabile l'immobile in quanto strumentale per destinazione, anche se accatastato come magazzino. L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per cassazione con due motivi: con il primo ha denunciato violazione dell'art. 4 L. n. 383/2001, sostenendo che l'agevolazione richiede la natura di bene strumentale per natura e non può essere estesa agli immobili solo strumentali per destinazione, tanto più in assenza di variazioni materiali degli spazi; con il secondo ha lamentato omesso esame di fatti decisivi ex art. 360, n. 5, c.p.c., deducendo che la destinazione dell'immobile a studio professionale era smentita da fatture, studi di settore, dati dell'anagrafe tributaria e comunicazioni all'Ordine professionale, che indicavano un diverso immobile come sede dell'attività.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondato il primo motivo, affermando che l'agevolazione fiscale non può prescindere dalla natura dell'immobile e che la CTR aveva errato nel valorizzare la sola destinazione funzionale a studio professionale di un immobile che, per caratteristiche e classificazione, non risultava bene strumentale per natura. Il secondo motivo è stato dichiarato assorbito. In dispositivo la Corte ha quindi accolto il ricorso nei limiti del primo motivo, cassato la sentenza impugnata e rinviato alla CTR per la Lombardia, Milano, in diversa composizione, per nuovo esame e regolazione anche delle spese.

Norme richiamate

  • art. 4 L. n. 383/2001

    L'agevolazione prevista dalla norma è circoscritta ai beni strumentali per natura e non si estende, in via interpretativa estensiva, agli immobili che siano soltanto strumentali per destinazione.

  • art. 40 del d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917

    La nozione di bene strumentale richiede immobili non suscettibili di diversa destinazione senza radicali trasformazioni; in difetto, resta applicabile il regime proprio delle fonti di reddito dell'immobile.

  • art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.

    È il parametro del motivo con cui è stata dedotta la violazione di legge in relazione all'applicazione della disciplina agevolativa.

  • art. 360, n. 5 c.p.c.

    È il parametro del motivo con cui è stato dedotto l'omesso esame di fatti decisivi oggetto di discussione tra le parti.

Massime di principio

  • Le agevolazioni fiscali che presuppongono la strumentalità del bene devono essere interpretate in modo rigoroso e non possono essere estese oltre i casi espressamente previsti dalla legge.
  • Un immobile è strumentale per natura solo quando, per le sue caratteristiche oggettive, sia destinato esclusivamente all'impiego nell'attività e non sia suscettibile di diversa destinazione senza radicali trasformazioni.
  • La mera destinazione di fatto di un immobile ad uso professionale non è sufficiente, da sola, a integrare i presupposti di un'agevolazione riservata ai beni strumentali per natura.
  • Chi invoca la natura strumentale dell'immobile ai fini fiscali deve provare la concreta ed esclusiva destinazione del bene all'attività propria, non potendo la prova essere supplita da una qualificazione meramente funzionale o occasionale.
  • Quando il motivo accolto è dirimente, le censure ulteriori restano assorbite e non richiedono esame

Come è indicizzato

MaterieAccertamentoContenzioso tributario
RamiTributi
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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