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Sentenza

Sentenza n. 2083/2026 - Napoli, Sezione 4

per l'annullamento dell’ordinanza di demolizione n. 354/A del 27.10.2022 ai sensi dell'art. 31 del DPR 380/2001;

Giustizia amministrativa202301491

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza di demolizione relativa all'accorpamento di due immobili con mutamento della destinazione d'uso da C3 e C2 a C1

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato l'ordinanza di demolizione n. 354/A del 27 ottobre 2022, adottata ai sensi dell'art. 31 d.P.R. 380/2001 sulla base di un sopralluogo del 20 aprile 2022. Ha sostenuto che l'accorpamento dei due immobili risaliva al censimento del 1939 e che gli interventi eseguiti nel 2012 costituivano risanamento conservativo, senza aumento di volumetria. Nel corso del giudizio, il comproprietario ha presentato un'istanza di accertamento di conformità ai sensi dell'art. 36 d.P.R. 380/2001; sono quindi sopravvenuti ulteriori atti procedimentali, tra cui un permesso di costruire in sanatoria rilasciato il 13 febbraio 2026. La ricorrente ha infine dichiarato di non avere più interesse alla prosecuzione del giudizio, chiedendo in via principale la dichiarazione di cessata materia del contendere e, in subordine, l'improcedibilità.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. Ha escluso la cessata materia del contendere, poiché l'ordinanza di demolizione non era stata formalmente ritirata in autotutela; il Comune aveva infatti chiarito che il sopravvenuto provvedimento di archiviazione non costituiva atto di ritiro dell'ordinanza. Non ricorrevano neppure i presupposti per una decisione nel merito ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a., anche perché non erano emersi elementi a favore dell'illegittimità dell'ordinanza. Tuttavia, gli atti sopravvenuti, incluso il permesso di costruire in sanatoria, e la dichiarazione della ricorrente di non avere più interesse alla coltivazione del giudizio rendevano attuale il sopravvenuto difetto di interesse. Le spese di lite sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    Costituisce la base normativa dell'ordinanza di demolizione impugnata.

  • art. 36 d.P.R. 380/2001

    Disciplina l'istanza di accertamento di conformità presentata dal comproprietario, cui è seguito il permesso di costruire in sanatoria.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Il giudice esclude la decisione nel merito, non essendo l'ordinanza stata ritirata in autotutela e non essendo emersi elementi di illegittimità dell'atto.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Fondamento processuale della dichiarazione di improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato dal giudice nel contesto della definizione del giudizio.

Massime di principio

  • La sopravvenienza di atti amministrativi collegati all'oggetto del giudizio e la dichiarazione della parte ricorrente di non avere più interesse alla decisione comportano l'improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse, quando non residui un'utilità concreta e attuale derivante dalla pronuncia.
  • La cessata materia del contendere presuppone che l'amministrazione abbia integralmente soddisfatto la pretesa mediante un atto incompatibile con la permanenza dell'atto impugnato; la mera archiviazione del procedimento o un atto sopravvenuto non equivale necessariamente al ritiro in autotutela dell'originario provvedimento.
  • Quando l'atto impugnato non è stato ritirato in autotutela e non emergono elementi di illegittimità, il giudice non deve decidere il merito ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a. dopo che il ricorrente abbia dichiarato di non avere più interesse alla prosecuzione del giudizio.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizioEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseAutotutela decisoria

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