Ordinanza n. 412/2026 - Milano, Sezione 4
per l'annullamento, previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento di Revoca n. P-PV/L/Q/2025/100531 del Nulla osta all'ingresso rilasciato in favore del Sig. SEIAM Omar Fathy Mohamedin data 24.05.2025 su istanza del richiedente Sig. ABDELDAYEM MOUSTAFA ADLY MOHYI prodotta in data 05/02/2025, notificato in data 10.12.2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: revoca del nulla osta all'ingresso per lavoro rilasciato in favore del ricorrente
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare, il provvedimento con cui è stato revocato il nulla osta all'ingresso rilasciato il 24 maggio 2025, nell'ambito di un'istanza presentata dal datore di lavoro il 5 febbraio 2025 e notificata il 10 dicembre 2025. In sede cautelare il ricorrente contestava, in sostanza, la ragione posta a fondamento della revoca, senza tuttavia produrre elementi probatori idonei a dimostrare l'ammontare del reddito del datore di lavoro e la sua sufficienza a sostenere l'assunzione.
La decisione
Il TAR ha respinto la domanda cautelare ritenendo che, a un primo sommario esame, il ricorso non fosse assistito da sufficiente fumus boni iuris. In particolare, non risultava fornita alcuna prova del reddito posseduto dal datore di lavoro né della sua idoneità a far fronte all'assunzione del ricorrente; mancava quindi un elemento necessario per evidenziare l'erroneità della motivazione posta alla base della revoca del nulla osta. Le spese della fase cautelare sono state compensate.
Norme richiamate
Disciplina la tutela cautelare nel processo amministrativo; la domanda è stata respinta per insufficienza del fumus boni iuris.
Massime di principio
- In sede cautelare, la contestazione dell'erroneità della ragione posta a fondamento della revoca di un nulla osta per lavoro richiede che il ricorrente fornisca elementi probatori concreti sulla situazione reddituale del datore di lavoro e sulla sua capacità di sostenere l'assunzione.
- La mancanza di prova sull'ammontare del reddito del datore di lavoro e sulla sua sufficienza impedisce, a un primo sommario esame, di ritenere sussistente il fumus boni iuris necessario per la sospensione dell'efficacia del provvedimento impugnato.
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