Cassazione Civile, Sentenza n. 36963/2022 del 16/12/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
La ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'appello di Milano che aveva respinto la domanda di rimozione di una loggia-balcone basata sull'esistenza di una servitù e di un regolamento di supercondominio. I punti principali erano: (a) la rilevanza della fusione per incorporazione (BENI IMMOBILI ITALIA SPA -> IMMOFIN -> oggi TECNOPLAN) come successione universale nei rapporti oggetto della controversia; (b) l'opponibilità del regolamento di supercondominio e delle clausole contrattuali richiamate negli atti di acquisto; (c) vizio di motivazione e mancata verifica da parte della Corte territoriale se il regolamento fosse richiamato negli atti dei controricorrenti o trascritto. Inoltre si deduceva errata interpretazione dei contratti e mancata considerazione dell'identità del complesso "Milano San Felice" con il supercondominio.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto in parte il ricorso: ha ritenuto fondati il primo, il secondo e il quarto motivo (vizi di diritto relativi alla efficacia della fusione pre-2004, motivazione inadeguata della Corte d'appello e mancata applicazione dei principi sull'opponibilità dei regolamenti contrattuali di supercondominio). Ha cassato la sentenza impugnata e ha rinviato la causa alla Corte d'Appello di Milano in diversa composizione perché verifichi i profili di fatto rimessi (in particolare: se la ricorrente sia titolare di un'unità immobiliare affetta dalla servitù e se il regolamento di supercondominio fosse richiamato negli atti di acquisto dei controricorrenti o fosse stato trascritto). Ha inoltre dichiarato inammissibili alcune produzioni documentali depositate in cassazione e ha assorbito i restanti motivi. La Corte provvederà anche alla liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
art. 2504 c.c.
Riferimento alla disciplina della fusione antecedente alla riforma; la cassazione conferma che la fusione per incorporazione, secondo la disciplina previgente al 2004, determina successione universale della incorporante nei rapporti dell'incorporata.
art. 2504-bis c.c.
Richiamato per distinguere la disciplina innovativa entrata in vigore nel 2004: la Corte segnala che la nuova norma non è applicabile a fusioni anteriori e non può essere estesa retroattivamente.
artt. 1362 e 1363 c.c.
Norme di interpretazione del contratto: la Corte ricorda che per censurare l'interpretazione del giudice di merito in Cassazione occorre indicare come sia stata violata la regola legale di interpretazione, non limitarsi a proporre un'interpretazione alternativa.
art. 1372 c.c.
Principio generale sulla formazione del contratto; citato nel contesto delle doglianze sull'interpretazione e collegamento negoziale tra titoli.
art. 1411 c.c.
Schema del contratto a favore di terzi evocato dalla ricorrente per sostenere la reciprocità della servitù negli atti d'acquisto; la Corte valuta la rilevanza solo in presenza della prova della catena negoziale.
art. 1138 c.c.
Richiamato in relazione alla natura e all'efficacia del regolamento di condominio; la Corte richiama la giurisprudenza che qualifica come vincolanti i regolamenti contrattuali predisposti dall'originario unico proprietario se richiamati o trascritti.
art. 2643 n. 4) c.c.
Norma in tema di trascrizione di atti: la Corte indica che la trascrizione del regolamento può rendere il vincolo opponibile ai successivi acquirenti.
art. 2659 n. 2) c.c.
Richiesto per la disciplina delle trascrizioni: la Corte sottolinea l'effetto opponibile di una trascrizione del regolamento anteriormente agli atti di acquisto.
art. 360 c.p.c.
Norma di ammissibilità dei motivi in cassazione: il ricorso è stato articolato e valutato nei termini previsti dall'art. 360 (n. 3 e n. 4) per le questioni di diritto e motivazione.
art. 132 c.p.c.
Richiamato per il vizio di motivazione; la Corte ha rilevato violazione del requisito minimo di motivazione (n. 4) per motivazione incomprensibile, con conseguente nullità della sentenza impugnata.
art. 111 Cost.
Riferimento al parametro costituzionale del "minimo di motivazione" richiesto dal giusto processo: la sentenza impugnata è stata censurata per motivazione opaca e contraddittoria, in violazione dell'art. 111 Cost.
art. 24 Cost.
Citando il diritto di difesa, la ricorrente lamentava motivazione incomprensibile; la Corte ha valutato la doglianza nel quadro della insufficiente motivazione del giudice d'appello.
art. 23, comma 8-bis, d.l. n. 137/2020 (introdotto dalla l. 18/12/2020 n. 176)
Norma processuale richiamata per le modalità di trattazione del ricorso in camera di consiglio senza discussione orale, applicata al procedimento di cassazione.
Massime di principio
- La fusione societaria (per incorporazione) anteriore alla riforma del 2004 opera come successione universale: l'incorporante subentra nei rapporti dell'incorporata e ciò può incidere sulla titolarità dei diritti reali collegati ai fondi, purché la prova della fusione sia adeguatamente accertata dal giudice di merito.
- La servitù è un diritto reale relativo a fondi: si applica la regola che chi invoca di essere "titolare della servitù" lo è in quanto proprietario del fondo dominante; dunque le questioni di legittimazione dipendono dalla titolarità del fondo interessato.
- Per rendere opponibile ai successivi acquirenti un regolamento contrattuale (o di supercondominio) predisposto dall'originario proprietario è necessario dimostrare o che il regolamento sia stato richiamato nei singoli atti di acquisto (in tal caso ne fa parte per relationem) o che sia stato trascritto nei registri immobiliari anteriormente agli atti di acquisto.
- In sede di cassazione la censura sull'interpretazione dei contratti richiede l'indicazione puntuale delle norme di interpretazione violate (artt. 1362 e ss.) e la spiegazione del modo in cui il giudice di merito si sia discostato da tali regole; la mera proposta di un'interpretazione alternativa non è sufficiente.
- La Corte d'appello deve fornire una motivazione chiara e non contraddittoria: argomentazioni opache o apodittiche possono integrare vizio assorbente di motivazione tale da imporre la cassazione con rinvio.
- In controversie su servitù e regolamenti di supercondominio è cruciale l'accertamento probatorio in fatto (es. esistenza della clausola nei titoli, trascrizioni, catena delle cessioni); la mancanza di tali accertamenti rende la decisione di merito vulnerabile in Cassazione.
- Nel valutare l'opponibilità di vincoli sulle porzioni di proprietà esclusiva, occorre distinguere tra efficacia personale (obbligazioni) e reale (servitù) e verificare che il vincolo contrattuale ricada effettivamente nella sfera del diritto reale sui fondi.
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